Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha affiancato il mister Maurizio Sarri nella conferenza stampa negli studi di Lazio Style Channel, soffermandosi anche sulla questione del blocco del mercato inflitto alla Lazio in questa sessione estiva:




La prima parte dell’esperienza di Sarri sulla panchina della Lazio non si è mai interrotta. Tutto quello che è successo è avvenuto indipendentemente dalla volontà della società e del mister. Ma ci siamo lasciati con un arrivederci perché non volevamo separarci da lui, abbiamo solo compreso le richieste dell’allenatore fatte al tempo, dovute a necessità familiari. Questa è una scelta fatta con cuore e stima da parte mia e della società tutta verso un uomo che ha dato molto al calcio e che ha ancora da dare. Lui è l’uomo giusto per insegnare alla nostra squadra come rendere al 100%“.

Pensiamo di aver allestito una squadra capace di competere e lo ha anche dimostrato nella prima fase della passata stagione. Poi siamo calati perdendo contro squadre abbordabili anche in casa. Questa è la prova che è mancato un po’ di spirito battagliero. Ieri un giocatore mi ha fatto ridere perché mi ha detto che avrebbe fatto la foto solo se il mister l’avesse fatta con lui. Questa è la prova che il gruppo l’ha già riconosciuto come un elemento trainante. La nostra scelta, anche se non pensavamo di avere il mercato bloccato, è dovuta proprio al pensiero che mister Sarri fosse il più idoneo per la Lazio. Abbiamo una rosa extralarge quindi spetterà al mister decidere chi potrà tornargli utile. Il campo sarà il nostro giudice, noi mettiamo a disposizione tutto il possibile per la squadra. Abbiamo scelto di non andare in ritiro fuori perché riteniamo che questo centro sportivo abbia tutto quello che serve per far lavorare al meglio la squadra anche in estate. Se i giocatori daranno tutta la loro disponibilità, come hanno dimostrato fino a questo momento, e reciperanno tutti i dettami del mister poi vedremo che risultati arriveranno. Sono convinto che il valore aggiunto possa essere Sarri, perché è un fuoriclasse e farà in modo che i giocatori rendano al meglio“.

Quando si parla del blocco del mercato sorrido perché penso di rapportarmi a persone che sanno leggere e scrivere. Otto anni fa, dopo la vicenda del Parma, è stato istituito l’indice di liquidità. Oggi i parametri dell’indice sono cambiati e ci è stata fatta un’analisi del 31 di marzo, quindi dissimile da quella di fine stagione. La Lazio è l’unico contribuente in Italia che da 21 anni paga la rata del fisco con 6 mesi di anticipo. Scadeva il primo aprile e noi pagavamo a novembre. Abbiamo innumerevoli spese e le abbiamo sempre pagate tutte eppure non abbiamo mai ritardato un pagamento, senza mutui o leasing. Questo significa che paghiamo sempre puntuali. Se così non facessi potrei riempire la società di debiti, come fanno altre squadre che poi hanno l’indice di liquidità in regola. Questo succede perché spostano il debito dal breve termine al medio/lungo termine. Dal primo luglio l’indice di liquidità non esiste più, infatti i costi che abbiamo registrato il 31 marzo erano calcolati per non andare in conflitto con quanto previsto dall’indice di liquidità, sarebbe bastato spostarli al 5 aprile per non avere problemi. Ma il tilt sta nel fatto che una norma abolita il primo luglio venga fatta valere sul mercato estivo della stagione che è appena iniziata. Si tratta di una sanzione illogica. E aggiungo che alcune di queste sentenze, quando sono state impugnate, sono poi state annullate, quindi immaginate cosa potrebbe succedere se decidessi di fare ricorso. Abbiamo accettato e non faremo niente, siamo rimasti in silenzio. Ma è chiaro che se si renderà necessario fare degli interventi più avanti la società non si tirerà indietro”.

Non devo chiedere scusa a nessuno. L’indice di stupidità non conta niente, conta l’indice di solidità. La nostra società non è a rischio fallimento ma ci hanno fermato e questo ci causa un danno. Perché questo non ci aiuta a recuperare. Il limite serve per evitare il fallimento della squadra, oggi invece questi limiti non mi permettono nemmeno di portare in prima squadra un ragazzo della Primavera. Vogliamo fare il conto di tutte le squadre della Serie A e vediamo qual è la loro situazione debitoria“.






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