di Gian Luca MIGNOGNA
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INTRODUZIONE
Come è noto il “Campionato di Prima Categoria 1914/15″ fu il terzo Campionato di Football esteso dalla Federcalcio su tutto il territorio nazionale, risultò fortemente condizionato da eventi bellici drammaticamente gravi e straordinari e conseguentemente è stato tramandato ai posteri con numerose forzature, inesattezze ed omissioni, specialmente avuto riguardo all’assegnazione del titolo di “Campione dell’Italia Centro-Meridionale” ed alla successiva e presunta assegnazione d’ufficio post-bellica del titolo nazionale.
Il 22 Maggio 1915, infatti, l’allora Federazione Italiana Giuoco Calcio si riunì d’urgenza a seguito della “Mobilitazione Generale” indetta dal Governo Italiano e in tale circostanza, stante l’imminente entrata in guerra della nazione, il Comitato Direttivo della Federcalcio deliberò di “sospendere ogni match di campionato, dandone avviso ai clubs interessati”.
Il relativo comunicato fu per l’effetto reso noto il 23 Maggio 1915 e pedissequamente pubblicato sui maggiori quotidiani dell’epoca, quali, tra gli altri, “Il Messaggero” del 24 Maggio 1915 e “La Tribuna” del 25 Maggio 1915.
Il Messaggero del 24 Maggio 1915
La Tribuna del 25 Maggio 1915
L’insorgenza della Prima Guerra Mondiale non permise la definizione sul campo del “Campionato di Prima Categoria 1914/15”, così come è assai verosimile che tanto il primo quanto il secondo dopoguerra imposero a tutta l’Italia, compresa quella calcistica, di volgere lo sguardo solo verso il futuro per risorgere dalle ceneri dei due conflitti mondiali, distogliendolo da ogni altra questione secondaria e legata ad un passato fin troppo complesso, sofferto e nebuloso.
Il Corriere della Sera del 24 Maggio 1915
Il Corriere della Sera del 5 Novembre 1918
Su tali presupposti per decenni è stata tramandata una versione assolutamente lacunosa, forzata ed artefatta del Campionato di Football 1914/15, che la maggior parte della storiografia italiana ha poi fatto propria del tutto acriticamente e senza alcun approfondimento sui resoconti dell’epoca.
Questa narrazione “infedele” inizialmente è stata favorita dalla scarsa diffusione di adeguati mezzi di comunicazione di massa e successivamente si è affermata grazie al mancato censimento e/o recupero delle fonti, ufficiali e non, disponibili presso gli archivi pubblici, emerotecari e sportivi.
Sotto tale profilo si è rivelato particolarmente interessante l’Elenco della Stampa Sportiva, pubblicato da Guido Baccani sull’Annuario Italiano del Football 1914/1915 (finito di stampare il 3 Ottobre 1914), in cui furono inserite numerose pubblicazioni d’epoca pre-bellica, alcune edite ancor oggi, altre rimaste per decenni incensite, altre ancora rivelatesi irrecuperabili e/o comunque a carattere minore o meramente locale.
Annuario Italiano del Football 1914/1915
(Elenco della Stampa Sportiva)
Il procedimento di riesame del “Campionato di Prima Categoria 1914/15” pendente in FIGC dal Dicembre 2015 (attualmente indefinito), epperò, ha stimolato e favorito il progressivo recupero di numerosi documenti “inediti” che sono stati letteralmente riesumati dagli abissi della storia.
Tale documentazione è stata ricercata, esaminata e selezionata con assoluto rigorismo giuridico, storico e scientifico (nonostante il calcio a cavallo degli anni ’20 del secolo scorso non fosse ancora lo sport più seguito a livello mediatico), fino a poter comprovare l’effettivo stato di fatto della competizione al momento della sospensione bellica e della successiva definizione per tabulas post-bellica.
REGOLAMENTO DEL CAMPIONATO 1914/15
Come riportò “Il Messaggero” del 31 Luglio 1914, le società calcistiche romane sollevarono vibranti contestazioni all’Assemblea della Federcalcio del 2 Agosto 1914, a cui si rivolsero onde protestare per “l’abbandono in cui furono lasciate le società centrali e meridionali”, ottenere che “le date dei giorni siano stabilite in modo che il campionato settentrionale e quello centrale-meridionale abbiano termine contemporaneamente” e chiedere l’approvazione di modifiche regolamentari affinché “alle semifinali e alle finali debbono essere ammesse le due prime squadre classificate”.
Il Messaggero del 31 Luglio 1914
Ciò nonostante il “Campionato di Prima Categoria 1914/15″ fu disciplinato dal “Nuovo Regolamento Ufficiale” pubblicato sul “Bollettino Federale” del 15 Ottobre 1914, ab initio senza assecondare le richieste preliminari delle società capitoline, laddove il combinato disposto dagli articoli 3, 14 e 15 espressamente stabiliva che “Per lo svolgimento dei Campionati l’Italia è divisa in quattro Sezioni” (aree geografiche, le cui eliminatorie venivano gestite dai comitati regionali), che la squadra “Campione Centro-Meridionale” sarebbe stata sancita dalla “Finale” tra la primatista dell’Italia Centrale e la primatista dell’Italia Meridionale/Insulare – previe fasi finali gestiti dai rispettivi comitati interregionali – nonché che la squadra “Campione d’Italia” sarebbe stata proclamata all’esito della “Finalissima Nazionale” tra la squadra “Campione Centro-Meridionale” e la squadra “Campione Settentrionale”, a sua volta individuata previe eliminatorie regionali ed interregionali e successivo girone finale tra le quattro squadre primatiste delle rispettive fasi precedenti (parimenti e progressivamente gestite dai comitati regionali ed interregionali dell’Alta Italia).
Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914
(Articoli 3, 14 e 15 del Nuovo Regolamento Ufficiale)
Come attestò il “Bollettino Federale” del 15 Novembre 1914, tuttavia, le anzidette richieste delle società calcistiche romane, già ufficiosamente accolte nelle more dei campionati, furono poi finalmente ufficializzate con delibera federale del 7 Novembre 1914:
– al “Girone Finale Centrale” furono ammesse le prime due classificate del “Girone Toscano” e le prime due classificate del “Girone Laziale”, verosimilmente anche per ovviare alle impreviste defezioni delle squadre marchigiane, umbre ed abruzzesi;
– rispetto al biennio precedente venne programmata una conclusione più o meno contestuale del “Campionato Settentrionale” e del “Campionato Centro-Meridionale/Insulare” e fu preventivata la data del 23 Maggio 1915 per proclamare le rispettive vincitrici, nonché finaliste nazionali designate ai sensi dell’articolo 15 del “Nuovo Regolamento Ufficiale” onde contendersi il titolo di squadra “Campione d’Italia”.
Bollettino Federale del 15 Novembre 1914
CAMPIONATO DELL’ITALIA CENTRALE 1914/15
Nonostante la Lazio partisse con i favori del pronostico quale indiscussa squadra leader del calcio capitolino, come attestato puranche da uno specifico approfondimento pubblicato sul “Bollettino Federale” del 15 Novembre 1914, la prima fase del “Campionato dell’Italia Centrale” si definì con la sorprendente affermazione del Roman nel “Girone Laziale” e la sua qualificazione alla successiva fase interregionale.
Bollettino Federale del 15 Novembre 1914
La Lazio riuscì comunque a qualificarsi alla successiva fase interregionale piazzandosi al secondo posto del proprio girone regionale, avendo dovuto sopperire a numerose indisponibilità dei propri calciatori (richiamati dalla leva militare e/o infortunatisi per discontinuità di allenamento), nonché ovviare ai reiterati rinvii dei suoi match per l’impraticabilitá dei campi di gioco causata dalle avverse condizioni meteoriche.
Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914
(Articoli 4 e 25 del Nuovo Regolamento Ufficiale)
Occorre tuttavia precisare che in tale fase regionale il Roman poté beneficiare della mancata penalizzazione, prevista dal combinato disposto dagli articoli 4 e 25 del “Nuovo Regolamento Ufficiale” (che sarebbe costata ai giallorossi il primo posto in classifica), per l’indebito schieramento del portiere Pasquale Lissone già tesserato dal Genoa nel “Campionato dell’Italia Settentrionale”, il quale alla fine risultò l’unico ad essere sanzionato dalla Federcalcio dell’epoca.
Bollettino Federale del 30 Dicembre 1914
Come attestato da “l’Italia Sportiva” del 15 Marzo 1915, terminata la fase regionale, il cosiddetto “Caso Lissone” – assai poco trattato dalla storiografia nazionale – si trascinò molto a lungo per i ricorsi presentati dalle contendenti non qualificatesi alla successiva fase interregionale, al punto da non rendere definitiva la “Classifica Finale” del “Girone Laziale” fino alle decisioni confermative successivamente assunte dalla Federcalcio (anche riguardo la lite tra Juventus Roma e Pro Roma per evitare la retrocessione).
L’Italia Sportiva del 15 Marzo 1915
L’Italia Sportiva del 15 Marzo 1915
A sua volta il Pisa approdó alla successiva fase interregionale dominando il “Girone Toscano” (caratterizzatosi per il ritiro dell’Itala Firenze nel pre-campionato e la fusione in itinere tra la SPES Livorno e la Virtus Juventusque), in cui inflisse sonore sconfitte alle due rivali fiorentine sia nei match d’andata che in quelli di ritorno.
Bollettino Federale del 15 Aprile 1915
Il Lucca riuscì invece a qualificarsi alla predetta fase interregionale proprio discapito della Libertas e del Firenze (squadra favorita della vigilia, immortalata finanche nella copertina de “Il Bollettino Federale” del 15 Aprile 1915), conquistando il secondo posto delle eliminatorie toscane grazie un finale in crescendo ed ai tre punti su quattro conseguiti negli scontri diretti con i primatisti pisani.
TABELLONE FINALE DEL GIRONE LAZIALE
CLASSIFICA FINALE DEL GIRONE LAZIALE
TABELLONE FINALE DEL GIRONE TOSCANO
CLASSIFICA FINALE DEL GIRONE TOSCANO
Il Comitato Regionale Toscano fece in tempo a pubblicare sul “Bollettino Federale” del 30 Aprile 1915 (ultimo stampato prima del conflitto bellico) un’estratto della propria Seduta del 17 Aprile 1915, con cui fu approvato l’ordine del giorno relativo “alla designazione degli arbitri per i match delle semifinali Lazio-Toscana”, venne incaricato il segretario di inviarne copia alla FIGC e risultò ufficializzata la classifica della precedente fase regionale (ultimo il Prato, ritiratosi in itinere per morosità).
Bollettino Federale del 30 Aprile 1915
L’inizio del “Girone Finale” dell’Italia Centrale fu ufficializzato dal Comunicato della FIGC, pubblicato sul “Bollettino Federale” del 30 Marzo 1915, mediante il quale fu stabilita la decorrenza dell’11 Aprile 1915 per la disputa delle sei giornate all’italiana tra le quattro squadre provenienti dalle eliminatorie laziali e toscane ed ammesse alla fase finale del “Campionato dell’Italia Centrale”: il Roman, la Lazio, il Pisa ed il Lucca.
Bollettino Federale del 30 Marzo 1915
Nel “Girone Finale” dell’Italia Centrale la Lazio, dopo l’iniziale sconfitta subita in Toscana nel match contro il Pisa (0-4), aveva collezionato due vittorie consecutive fondamentali contro il Roman in casa (2-1) ed il Lucca in trasferta (2-1), come attestato dal “Bollettino Federale” del 30 Aprile 1915 (ultimo pubblicato per l’insorgenza bellica), sicché alla fine del girone di andata la lotta per il primato interregionale risultava ancora apertissima come riportato da “L’Italia Sportiva” del 26 Aprile 1915.
Bollettino Federale del 30 Aprile 1915
L’Italia Sportiva del 26 Aprile 1915
Successivamente i biancazzurri capitolini ebbero la meglio sul Pisa nel match casalingo del 2 Maggio 1915 (4-2), come resocontato da “L’Italia Sportiva” del 3 Maggio 1915, conquistando un successo importantissimo in una sorta di spareggio che eliminò i pisani dalla lotta per il primato dell’Italia Centrale e riservò la volata finale alle due squadre romane: la Lazio ed il Roman.
L’Italia Sportiva del 3 Maggio 1915
L’Italia Sportiva del 3 Maggio 1915
La penultima giornata ebbe in programma proprio il derby Lazio-Roman, ormai divenuto decisivo per la conquista del titolo di “Campione dell’Italia Centrale”, che i biancazzurri si aggiudicarono per 5-1 ed ebbe il seguente gran risalto su “L’Italia Sportiva” del 10 maggio 1915:
“L’undici che aveva perduto una prima battaglia, con la perdita del titolo di campione laziale, non volle perdere la seconda; ed oggi oramai si fregia del titolo di campione dell’Italia centrale. Domani concorrerà con buona probabilità di vittoria al titolo per tutta l’Italia peninsulare e, vincendo, noi abbiamo la certezza che oggi come oggi si ripresenta, la Lazio dimostrerà validamente il suo buon diritto all’onore di competere assieme alle più forti squadre dell’Alta Italia per il primato assoluto nel campionato”.
L’Italia Sportiva del 10 Maggio 1915
La domenica precedente l’entrata in guerra dell’Italia, ossia il 16 Maggio 1915, sul campo della “Rondinella” di Roma era in programma l’ultima gara del “Girone Finale Centrale”, Lazio-Lucca, ma a causa del forfait ufficializzato dalla squadra toscana (peraltro ultima in classifica a zero punti) i biancazzurri vinsero il match 2-0 a tavolino.
La decisione del Lucca di ritirarsi dal “Campionato dell’Italia Centrale”, rinunciando a disputare i due match previsti contro le squadre romane (quello con la Lazio nell’ultimo turno ed il recupero in casa contro il Roman), fu adottata dal “Comitato Direttivo” lucchese nella propria ultima seduta pre-bellica e pubblicato nella sua versione integrale ed ufficiale da “L’Italia Sportiva” del 17 Maggio 1915.
L’Italia Sportiva del 17 Maggio 1915
Come riportato da “L’Italia Sportiva” del 17 Maggio 1915, per l’effetto, la Lazio si laureò ufficialmente “Campione dell’Italia Centrale 1914/15”, avendo superato con successo le precedenti eliminatorie regionali, avendo concluso al primo posto il “Girone Finale Centrale” il 16 Maggio 1915 ed essendo riuscita a sopravanzare nell’ordine il Pisa (2°), il Roman (3°) ed il Lucca (4°).
L’Italia Sportiva del 17 Maggio 1915
A differenza di quanto avvenne nel settentrione e nel meridione, nella stagione calcistica 1914/15 il “Campionato dell’Italia Centrale” fu l’unico in cui si definirono tutte le gare in programma come da calendario, ivi compresa Pisa-Roman dell’ultima giornata (vinta dai nerazzurri 2-0 a tavolino, come riportò “L’Italia Sportiva” del 17 Maggio 1915, a seguito del forfait dei romanisti oramai demotivati dalla sconfitta subita nel derby), così determinando secondo regolamento il seguente “Tabellone Finale” e la seguente “Classifica Finale”:
TABELLONE FINALE DEL CAMPIONATO DELL’ITALIA CENTRALE
|
ANDATA 11 aprile 1915 |
1ª GIORNATA |
RITORNO 2 maggio 1915 |
| 4-0 | PISA – LAZIO | 2-4 |
| 3-0 | ROMAN – LUCCA | 2-0* |
|
ANDATA 18 aprile 1915 |
2ª GIORNATA |
RITORNO 9 maggio 1915 |
| 2-1 | LAZIO – ROMAN | 5-1 |
| 2-3 | LUCCA – PISA | 0-4 |
|
ANDATA 25 aprile 1915 |
3ª GIORNATA |
RITORNO 16 maggio 1915 |
| 1-2 | LUCCA – LAZIO | 0-2** |
| 7-0 | ROMAN – PISA | 0-2*** |
* A tavolino per forfait del Lucca
** A tavolino per forfait del Lucca
*** A tavolino per forfait del Roman
CLASSIFICA FINALE:
LAZIO CAMPIONE DELL’ITALIA CENTRALE 1914/15
Il successo della Lazio nel “Campionato dell’Italia Centrale 1914/15”, peraltro, fu confermato anche dall’Annuario Italiano del Football 1919/1920 (prima edizione pubblicata da Guido Baccani dopo il conflitto bellico mondiale), mediante l’inequivocabile “Tabella Riepilogativa” seguitamente riprodotta:
Annuario Italiano del Football 1919/1920
(Tabella Riepilogativa)
In tempi più recenti, infine, lo stato della competizione dell’Italia Centrale 1914/15 al momento della sospensione bellica dei Campionati Italiani è stato “fotografato” puranche da “Almanacco Illustrato del Calcio – La Storia 1898-2004” (Ed. Panini 2005, in collaborazione con “La Gazzetta dello Sport”), che ha confermato la conquista della Lazio del titolo di “Campione dell’Italia Centrale 1914/15”:
Almanacco Illustrato del Calcio
La Storia 1898-2004
(Ed. Panini 2005, in collaborazione con “La Gazzetta dello Sport”)
N.B.: in merito al “Forfait” occorre precisare che a quei tempi, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lo stesso non rappresentava né una mera eventualità “de facto” né una ufficiosa definizione giornalistica, perché al contrario costituiva un’opzione regolarmente esercitabile da ciascuna squadra ed ufficialmente disciplinata dal combinato disposto dagli articoli 20 e 23 del “Nuovo Regolamento Ufficiale”, in base al quale era prevista la pedissequa attribuzione a tavolino dei due punti in palio alla squadra avversaria e la comminazione di possibili ed ulteriori sanzioni pecuniarie e disciplinari in caso di intempestiva comunicazione del forfait medesimo.
Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914
(Articoli 20 e 23 del Nuovo Regolamento Ufficiale)
CAMPIONATO DELL’ITALIA MERIDIONALE 1914/15
Secondo gli intendimenti della FIGC il “Campionato di Prima Categoria 1914/15” doveva essere quello della consacrazione su tutto il territorio nazionale, tant’è che, in base all’articolo 3 del “Nuovo Regolamento Ufficiale”, l’Italia calcistica fu suddivisa in quattro “Sezioni” territoriali: Italia Settentrionale, Italia Centrale, Italia Meridionale e Italia Insulare.
Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914
(Articolo 3 del Nuovo Regolamento Ufficiale)
Nell’imminenza dell’inizio del Campionato di Football 1914/15, come ufficializzato dal “Bollettino Federale” del 15 Ottobre 1914, risultavano tuttavia affiliate alla Federcalcio solamente sette Società campane, cinque Società sicule e tre Società pugliesi (nessuna calabrese, nessuna lucana e nessuna sarda).
Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914
(Elenco Affiliate Meridionali ed Insulari)
Carenza di impianti a norma, difficoltà di collegamento viario ed elevatezza dei costi di iscrizione e tesseramento federale, contrariamente alle aspettative ed alle previsioni regolamentari, moltiplicarono però le defezioni delle “affiliate” meridionali ed insulari al “Campionato di Prima Categoria 1914/15”, tant’è che come attestato dal “Bollettino Federale” del 15 Marzo 1915, le Società pugliesi preferirono cimentarsi in un torneo locale organizzato dalla “Società Brindisi Sport”, soltanto successivamente riconosciuto ed approvato dalla FIGC “in via di sanatoria” onde favorire la diffusione calcistica su tutto il territorio nazionale.
Bollettino Federale del 15 Marzo 1915
Onde organizzare una competizione all’altezza anche nel Sud Italia, per l’effetto, la FIGC nelle more del pre-campionato fece affidamento sugli intenti partecipativi del Comitato Regionale Campano e del Comitato Regionale Siculo, in guisa che, come preannunciato sull’Annuario Italiano del Football 1914/1915, si potesse allestire un “format” con almeno due “Gironi Eliminatori Regionali” atti ad eleggere la squadra “Campione dell’Italia Meridionale/Insulare”, previa finale tra le rispettive primatiste, che successivamente avrebbe dovuto sfidare la squadra “Campione dell’Italia Centrale” per conquistare il titolo di “Campione dell’Italia Centro-Meridionale” e la qualificazione alla “Finalissima Nazionale” di cui all’articolo 15 del “Nuovo Regolamento Ufficiale” sopra riportato.
Annuario Italiano del Football 1914/1915
(Format Eliminatorie Campane e Sicule)
Annuario Italiano del Football 1914/1915
(Format Fasi Finali)
Il “Bollettino Federale” del 15 Ottobre 1914, tuttavia, ufficializzò l’elenco dei Comitati Regionali regolarmente e tempestivamente costituitisi per la disputa del “Campionato di Prima Categoria 1914/15”, tra i quali inopinatamente non figurava il Comitato Regionale Siculo.
Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914
La mancata iscrizione delle squadre insulari al “Campionato di Prima Categoria 1914/15″, per l’effetto, costrinse la Federcalcio ad avvalersi dell’articolo 18 del “Nuovo Regolamento Ufficiale”, che prevedeva espressamente la possibilità di “ricorrere ad opportuni abbinamenti di regioni“, con la conseguenza che il “Campionato dell’Italia Meridionale” assorbì formalmente il “Campionato dell’Italia Insulare”.
Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914
(Articolo 18 del Nuovo Regolamento Ufficiale)
Rispetto alle aspettative ed alle previsioni originarie, altresì, al “Campionato dell’Italia Meridionale 1914/15” si iscrissero solamente due squadre napoletane, l’Internazionale Napoli ed il Naples, ma il “Bollettino Federale” del 15 Marzo 1915 ufficializzò che nelle more tale campionato fu “sospeso” dalla Presidenza Federale per problemi di gestione del Comitato Regionale Campano.
Bollettino Federale del 15 Marzo 1915
Per ragioni organizzative l’Internazionale Napoli ed il Naples rinviarono più volte le loro sfide (andata e ritorno), finché il Comitato Regionale Campano, come riportato dal “Bollettino Federale” del 15 Aprile 1915, decise di calendarizzarne la disputa il 18 Aprile 1915 ed il 25 Aprile 1915 senza tuttavia confermarne il relativo carattere nazionale, ma, anzi, espressamente declinandone la valenza per il solo “Campionato Campano” 1914/15.
Bollettino Federale del 15 Aprile 1915
Le partite del 18 Aprile 1915 e del 25 aprile 1915 (Internazionale Napoli-Naples 4-1 e Naples-Internazionale Napoli 1-1), tuttavia, furono annullate a causa dell’acclarata irregolarità di tesseramento dei giocatori Filippo Pellizzoni e Jean Steigher (schierati dall’Internazionale Napoli), come attestato dal “Bollettino Federale” del 30 Aprile 1915 facendo espresso riferimento al solo “Campionato Partenopeo” e come riportato puranche da “L’Italia Sportiva” del 3 Maggio 1915.
Bollettino Federale del 30 Aprile 1915
(ultimo pubblicato a causa della guerra)
L’Italia Sportiva del 3 Maggio 1915
Le nuove gare furono riprogrammate dal Comitato Regionale Campano ed ebbero effettivamente luogo il 16 Maggio 1915 ed il 23 Maggio 1915, ma soltanto la sfida di andata in cui prevalse l’Internazionale Napoli sul Naples per 3-0 ebbe i requisiti formali dell’omologabilità – seppur senza la sua iniziale “valenza nazionale” – tant’è vero che sia la stampa nazionale che i quotidiani campani dell’epoca non fecero alcun rimando all’ambìto titolo di “Campione dell’Italia Meridionale 1914/15” e/o alla successiva “Finale Centro-Meridionale” ed all’eventuale “Finalissima Nazionale”.
Sulle pagine sportive de “Il Mattino” del 18-19 Maggio 1915 si sottolineò addirittura lo scarso interesse del pubblico nei confronti del match partenopeo del 16 Maggio 1915, localmente riqualificato “primo match della nuova edizione dei Campionati Meridionali di foot-ball” e non giustappunto del “Campionato dell’Italia Meridionale” a valenza nazionale.
Il Mattino del 18-19 Maggio 1915
Non risultano affatto condivisibili e/o comprovate le tesi pretestuose di altri storici, pertanto, secondo le quali il 23 Maggio 1915 si ridisputò con “efficacia nazionale” il match di ritorno Naples-Internazionale Napoli (vinto dal primo col risultato di 4-1), la cui “valenza meramente regionale” risulta viceversa pienamente desumibile sulla base delle fonti attualmente disponibili.
Non v’è chi non veda, infatti, come qualsivoglia incontro disputatosi a “sospensione bellica già adottata” non possa aver avuto alcuna “ufficialità” ed alcuna “omologazione nazionale” da parte della Federcalcio, considerando, a tal riprova, che nemmeno una fonte dell’epoca fece riferimento ad un’eventuale e successiva “Finale Centro-Meridionale” contro la Lazio e/o ad un’ipotetica e previa partita di “spareggio” tra l’Internazionale Napoli ed il Naples per definire ai sensi dell’articolo 20 del “Nuovo Regolamento Ufficiale” l’eventuale sfidante dei biancazzurri capitolini.
Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914
(Articolo 20 del Nuovo Regolamento Ufficiale)
Secondo quanto riportato da “Il Roma” del 17 Maggio 1915 (che in ogni caso confermò l’annullamento di entrambe le precedenti gare partenopee e non mancò di denunciare le criticità del Comitato Regionale Campano), già la ripetizione della sfida d’andata del 16 Maggio 1915 valse esclusivamente per il titolo di “Campione Campano 1914/15”.
Tale articolo, peraltro, fu anch’esso inserito nella sezione “Campionato Meridionale” di tale quotidiano e non nella sezione “Campionato dell’Italia Meridionale”, distinzione che non risulta nient’affatto pleonastica e/o secondaria perché solo quest’ultimo avrebbe avuto la “valenza nazionale” prevista dal regolamento.
Come specificato dal suddetto quotidiano partenopeo, altresì, l’Internazionale Napoli scese in campo essendo ancora “sub iudice” innanzi gli organi federali per un precedente ricorso presentato presso la Federcalcio dal Naples.
Il Roma del 17 Maggio 1915
La circostanza che l’Internazionale Napoli fosse ancora “sub iudice” al momento della ridisputa del 16 Maggio 1915 (come riportato da “Il Roma” del 17 Maggio 1915), altresì, risulta pienamente suffragata da quanto normato dall’articolo 25 del “Nuovo Regolamento Ufficiale”, che espressamente disciplinava il sanzionamento delle squadre per l’ipotesi di impiego di calciatori irregolari nelle gare di campionato.
Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914
(Articolo 25 del Nuovo Regolamento Ufficiale)
Su “Il Mattino” del 24-25 Maggio 1915, vieppiú, è dato chiaramente evincersi che la ripetizione del match di ritorno, Naples-Internazionale Napoli 4-1 del 23 Maggio 1915, fu disputata dalle due squadre partenopee esclusivamente per il conseguimento del “primato locale”, atteso che:
– la FIGC aveva già disposto la sospensione bellica dei “Campionati Italiani di Prima Categoria” ancora indefiniti (come da relativo trafiletto a latere);
– anche tale quotidiano napoletano inserì il resoconto del match partenopeo nella sezione “Campionati Meridionali” e non nella sezione “Campionato dell’Italia Meridionale” avente carattere nazionale;
– l’Internazionale Napoli disputò la ripetizione della gara di ritorno con “solo nove uomini” in campo;
– tale partita fu diretta da “Attilio Bruschini del Naples Foot Ball Club” e non da un arbitro federale.
Il Mattino del 24-25 Maggio 1915
Le tesi storiografiche artatamente elaborate da alcuni studiosi per non riconoscere che la Lazio fu “Campione dell’Italia Centro-Meridionale 1914/15”, invero, non risultano adeguatamente sorrette nemmeno c.d. “criterio territoriale” (elaborato “ex adverso” onde legittimare la sfida partenopea del 23 Maggio 1915, in quanto non necessaria di spostamenti sul territorio nazionale), poiché laddove la sfida di ritorno Naples-Internazionale Napoli 4-1 avesse avuto effettiva “valenza nazionale” e tale criterio fosse stato realmente adottato dalla FIGC, allora, puranche l’ultimo incontro del “Campionato dell’Italia Settentrionale 1914/15” in calendario a Milano il 23 Maggio 1915 tra l’Inter ed il Milan, per le medesime motivazioni e per il medesimo “criterio territoriale”, non sarebbe stato impedito dalla “sospensione bellica dei campionati” stabilita dal Direttorio Federale il 22 Maggio 1915 e resa pubblica il 23 Maggio 1915.
In “Annuario Italiano Giuoco del Calcio 1929” (Pubblicazione Ufficiale della FIGC), del resto, la Federcalcio ebbe chiaramente a specificare che dopo l’insorgenza bellica “I campionati di 1ª Categoria e riserve non ebbero più luogo” e che, viceversa “I campionati minori ebbero invece tutti gli anni il loro regolare svolgimento”, con ciò rispondendo indirettamente anche ad alcuni studiosi che ancor oggi, per “convalidare” il return match Naples-Internazionale Napoli, citano alcune gare del “Campionato di Promozione 1914/15” o del “Campionato di Terza Categoria 1914/15” disputatesi nonostante la sospensione bellica indetta il 22/05/1915 e comunicata il 23/05/1915 (quali, a titolo esemplificativo, U.S. Vercellese-U.S. Genovese 3-0).
Annuario Italiano Giuoco del Calcio 1929
(Pubblicazione Ufficiale della FIGC)
Onde evitare futuri equivoci e/o potenziali strumentalizzazioni e/o faziose forzature – come in effetti poi avvenuto per la valenza delle gare partenopee sopra dettagliate – occorre quivi precisare che la Federcalcio si era comunque premurata di emanare per tempo il seguente “Comunicato Ufficiale”, pubblicato sul “Bollettino Federale” del 15 Novembre 1914:
“Le Deliberazioni Federali hanno carattere ufficiale solamente quando vengono pubblicate sul Bollettino … Ogni altra notizia apparsa eventualmente su giornali politici o sportivi, non ha, per quanto riguarda i rapporti della Federazione colle Società Federate, nessun carattere di attendibilità, di esattezza e di ufficialità”.
Bollettino Federale del 15 Novembre 1914
Occorre sottolineare a questo punto come i problemi di gestione contestati dalla FIGC al Comitato Regionale Campano, gli addebiti di responsabilità mossi alle Società campane per i tesseramenti irregolari e l’inottemperanza alle prescrizioni regolamentari che portarono la sospensione del “Campionato dell’Italia Meridionale 1914/15”, come riportato dal “Bollettino Federale” del 15 Aprile 1915, ebbero come prima conseguenza un tentativo di scissione concretizzatosi nella proposta avanzata dal quotidiano “La Tribuna” onde costituire “una Federazione Calcistica per l’Italia meridionale, con giurisdizione e attribuzioni autonome e indipendenti da quella tuttora esistente”, a cui fece seguito un perentorio “Comunicato Ufficiale” con cui la FIGC rispedí tale proposta piccatamente al mittente “ritenendola lesiva della propria autorità, e contraria ai principi statutari che reggono l’Ente Federale”.
Bollettino Federale del 15 Aprile 1915
Allorquando fu successivamente pubblicato l’Almanacco dello Sport del 1916 (protocollato a Firenze il 15 Gennaio 1916), d’altronde, il Comitato Regionale Campano non figurava più tra le Sezioni formalmente riconosciute dalla Federcalcio.
Almanacco dello Sport del 1916
(Protocollato a Firenze il 15 Gennaio 1916)
Almanacco dello Sport del 1916
(Comitati Federali Regionali)
INTERNAZIONALE NAPOLI CAMPIONE DELLA REGIONE CAMPANIA 1914/15
Il rinvenimento de “La Gazzetta dello Sport” del 15 Marzo 1919, in ogni caso, ha posto fine alla disputa storiografica in questione, perché il quotidiano milanese trattò ex post il tema dei “Campionati 1914/15” e, nell’ambito di un resoconto sull’attività del calciatore “Jean Steiger”, ebbe inequivocabilmente a specificare che quest’ultimo con l’Internazionale Napoli partecipò e vinse il “Campionato della Regione Campania 1914/15”, con ciò confermando una volta per tutte l’avvenuto “declassamento regionale” della suddetta sfida partenopea.
La Gazzetta dello Sport del 15 Marzo 1919
Il successo strettamente locale dell’Internazionale Napoli, del resto, fu confermato anche dall’Annuario Italiano del Football 1919/1920 (prima edizione pubblicata da Guido Baccani dopo il conflitto bellico mondiale), in cui vennero riepilogati e contrapposti gli esiti della “Finale del Campionato dell’Italia Centrale 1914/15” conquistata dalla Lazio e gli esiti del “Girone Campano 1914/15” conquistato dalla predetta squadra partenopea, con una sola gara giocata ed omologata in tutta la stagione calcistica (vinta contro i rivali concittadini del Naples).
Annuario Italiano del Football 1919/1920
(Girone Campano)
Anche in questo caso lo “status” del “Campionato dell’Italia Centro-Meridionale 1914/15″ è stato più recentemente “fotografato” al momento dell’insorgenza bellica da “Almanacco Illustrato del Calcio – La Storia 1898-2004” (Ed. Panini 2005, in collaborazione con “La Gazzetta dello Sport”), che ha messo in risalto “Il Campionato di Prima Categoria – Girone Finale Centro 1914/15” contrapponendolo al “Girone della Campania 1914/15″, confermando la mera “valenza locale” di quest’ultimo (non vi è alcun rimando, infatti, al “Campionato di Prima Categoria 1914/15”), l’annullamento per “tesseramenti irregolari” dei primi due match disputatisi (attribuendone la responsabilità ad entrambi i club partenopei) e la vittoria dell’Internazionale Napoli sul Naples per 3-0 nell’unica gara giocata ed omologata prima dell’interruzione delle attività calcistiche (specificando, seppur con un refuso di datazione, che a causa della “Grande Guerra” la gara di ritorno non poté essere ripetuta).
Almanacco Illustrato del Calcio
La Storia 1898-2004
(Ed. Panini 2005, in collaborazione con “La Gazzetta dello Sport”)
Non sarebbe potuta andare diversamente, per ovvie ragioni logiche, regolamentari e sportive, in quanto:
– con il “Campionato Insulare 1914/15” assorbito dal “Campionato Meridionale 1914/15”;
– con due sole società partenopee iscrittesi a tale fase interregionale;
-con la decisione della Federcalcio di sospenderne la validità nelle more organizzative;
– con le relative partite del 18 Aprile 1915 e del 25 Aprile 1915 annullate per irregolarità di tesseramento;
– con una sola gara stagionale validamente ridisputata prima della sospensione bellica;
l’Internazionale Napoli “oggettivamente” non avrebbe potuto che ambire al mero titolo di “Campione della Regione Campania 1914/15″, poi in effetti conferitole previo inevitabile declassamento della sfida tra i suddetti club partenopei (come confermato “de facto” puranche dalla stampa campana dell’epoca, sopra rassegnata).
LAZIO CAMPIONE DELL’ITALIA CENTRO-MERIDIONALE 1914/15
Ciò nonostante la Lazio non ebbe affatto modo di perorare immediatamente i propri diritti sul “Campionato di Prima Categoria 1914/15” nella prima “Assemblea Generale” post-bellica indetta dalla FIGC il 13 Aprile 1919, come strumentalmente eccepito da talune avverse tesi storiografiche, perlomeno per quattro ordini di ragioni.
In primo luogo, come resocontato in “Annuario Italiano Giuoco del Calcio 1929” (Pubblicazione Ufficiale della FIGC), tale prima “Assemblea Federale” post-bellica non affrontò alcuna tematica relativa al “Campionato di Prima Categoria 1914/15”, perché com’era oltremodo prevedibile in tale assise furono discusse ed approvate esclusivamente tematiche istituzionali ed organizzative finalizzate al riavvio dell’attività calcistica italiana.
Annuario Italiano Giuoco del Calcio 1929
(Pubblicazione Ufficiale della FIGC)
In secondo luogo, il gran numero di “Caduti” subìto dalla Lazio nel corso della “Grande Guerra” – tra dirigenti, soci e tesserati – falcidiò totalmente le fila del club biancazzurro, talché lo stesso impiegò oltre un triennio per ristrutturare i propri quadri tecnico/societari, tornare ad essere competitivo a livello nazionale e riacquisire significative rappresentanze in ambito istituzionale.
La Stele dedicata ai Caduti della Lazio
In terzo luogo, la Lazio nel corso della “Grande Guerra” e nel periodo immediatamente successivo fu costantemente impegnata a soddisfare i bisogni primari della popolazione romana, avendo destinato finanche i propri campi di gioco ad orti di guerra onde sfamare i cittadini dell’urbe, ragion per cui il club biancazzurro fu reso “Ente Morale” con Regio Decreto del 2 Giugno 1921 pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia” del 23 Agosto 1921.
Regio Decreto del 2 Giugno 1921
(pubblicato su “La Gazzetta Ufficiale” del 23 Agosto 1921)
In quarto luogo, a causa dello sfaldamento strutturale generato dal conflitto, nell’immediato dopoguerra il “Comitato Regionale Laziale” fu frattanto rappresentato meramente “ad interim” dall’Ing. Francesco Mauro (figura istituzionale lombarda, che in tempi diversi fu presidente, dirigente ed allenatore dell’Inter), successivamente fu sottoposto al “Commissariamento” di Don Guido Toncker (dirigente della Pro Roma, rivale della Lazio in ambito sportivo) e dappoi precipitó in una gravissima crisi sistemica che si protrasse per lunghissimo tempo (come ut infra attestato dal sito ufficiale del comitato regionale medesimo), sicché non fu in grado di tutelare le ragioni e le esigenze “coeve” del calcio capitolino.
Lettera del Conte Spetia inviata a La Gazzetta dello Sport
(tratta dal sito del Comitato Regionale Laziale)
L’esito finale del “Campionato Italiano del Centro-Sud 1914/15″ fu invece inequivocabilmente riepilogato da “L’Italia Sportiva” del 18 Giugno 1920 (Organo Ufficiale della Federcalcio dall’Ottobre 1920), che sancì nero su bianco che la Lazio fu “Campione dell’Italia Centro-Meridionale 1914/15″, specificando che “la guerra interrompeva poi ogni ulteriore attività”.
L’Italia Sportiva del 18 Giugno 1920
Il successo dei biancazzurri nel “Campionato Italiano Centro-Meridionale 1914/15″ fu poi confermato puranche dalla pubblicazione “Lazio – Organo Ufficiale della Società Podistica Lazio” del 15 Marzo 1924 in cui parimenti venne attestato che: “Nove anni or sono, alla vigilia della guerra, la Lazio perdette il Campionato regionale, ma vinse in compenso, e con una certa poderosa facilità, quello centro-meridionale. Si può fare, quest’anno, un magnifico bis”.
Lazio – Organo Ufficiale della S. P. Lazio del 15 Marzo 1924
Le conclusioni cui è possibile pervenire si palesano pertanto oltremodo chiare, univoche e concordanti – come raramente accade nelle ricostruzioni documentali storico/giuridico/sportive – anche perché supportate dal “Regolamento Ufficiale del Campionato”, avvalorate dal “Bollettino Federale” 1914/15, confermate dalla “Rivista Ufficiale” della Società Podistica Lazio e comprovate da “La Gazzetta dello Sport” e “L’Italia Sportiva” dell’epoca, le quali, in quanto fonti assolutamente attendibili, nell’Ottobre del 1920 divennero “Organi Ufficiali della Federcalcio”, come chiaramente è dato evincersi dal “Comunicato Ufficiale” quivi riportato.
Comunicato Figc del 10 Ottobre 1920
(L’Italia Sportiva e La Gazzetta dello Sport: Organi Ufficiali della Federcalcio)
C O N C L U S I O N I
- il 16 Maggio 1915 la Lazio fu “Campione dell’Italia Centrale 1914/15″, nonché ufficialmente qualificatasi alla “Finale” dell’Italia Centro-Meridionale;
- il titolo di “Campione dell’Italia Meridionale 1914/15” originariamente previsto rimase inassegnato, poiché nessuna squadra si iscrisse al “Campionato dell’Italia Insulare”, i primi due match tra Internazionale Napoli e Naples (uniche iscritte al “Campionato dell’Italia Meridionale”, poi in itinere “sospeso” il 15 Marzo 1915) furono annullati per irregolarità di tesseramento, la successiva ripetizione programmata dal “Comitato Regionale Campano” non fu ultimata prima della “sospensione bellica” e la sola sfida partenopea omologabile, quella d’andata ridisputatasi il 16 Maggio 1915, venne declassata a mera “valenza regionale”;
- nessuna squadra meridionale ebbe accesso alla “Finale Centro-Meridionale 1914/15”, sicché l’Internazionale Napoli fu dichiarata “Campione della Regione Campania 1914/15″ e la Lazio fu ipso iure “Campione dell’Italia Centro-Meridionale 1914/15″, nonché unico club legittimamente qualificatosi alla “Finalissima Nazionale” rimasta anch’essa indisputata;
- gli esiti sopra dettagliati del “Campionato Centro-Meridionale 1914/15″ furono confermati finanche da Antonio Ghirelli e Giorgio Tosatti, i quali, rispettivamente su “La Grande Storia del Calcio Italiano” del 1964 ed “Il Grande Calcio” del 1988, scrissero entrambi che solo la “Prima Guerra Mondiale” impedì alla Lazio di competere nella “Finalissima Nazionale” per provare a conquistare sul campo lo “Scudetto 1915” e comunque per l’effetto confermando che la Società capitolina in quella stagione si laureò “Campione dell’Italia Centro-Meridionale 1914/15”.
La Grande Storia del Calcio Italiano del 1964 di Antonio Ghirelli
Il Grande Calcio del 1988 di Giorgio Tosatti
Per ragioni di correttezza e completezza storico/espositiva occorre quivi precisare che, in tali opere enciclopediche, sia Antonio Ghirelli che Giorgio Tosatti si uniformarono alla storiografia calcistica prevalente, secondo la quale il titolo nazionale sarebbe stato successivamente assegnato d’ufficio al Genoa (primatista del “Girone Finale Settentrionale 1914/15” al momento della “sospensione bellica” del 23 Maggio 1915), ancorché la presunta delibera di attribuzione postuma del titolo di “Campione d’Italia 1914/15” al club ligure, invero, si sia rivelata assolutamente inesistente ed insussistente su tutte le fonti ufficiali e non dell’epoca.
C O N S I D E R A Z I O N I F I N A L I
Ex ultimis occorre sottolineare che tutte le risultanze sopra dettagliate sono state integralmente confermate dalla “Commissione dei Saggi”, nominata dalla FIGC nell’ambito del procedimento di riesame del “Campionato di Prima Categoria 1914/15” (Nota n° 14455/2016), la quale già all’epoca del suo insediamento, ancorché una cospicua parte dei documenti sopra richiamati non fosse stata ancora rinvenuta, aveva formalmente ed inconfutabilmente confermato che:
“Come riportato dai giornali dell’epoca, in particolare da «L’Italia Sportiva» e «L’Idea Nazionale”, la Lazio era risultata campione dell’Italia centrale per effetto dei risultati ottenuti in campo e a tavolino”.
“La Lazio non potette giocare la finale del centro-sud contro una delle due squadre di Napoli, il Naples o l’Internazionale Napoli”.
“Le due squadre napoletane, infatti, avevano giocato sia l’andata che il ritorno, ma la FIGC aveva annullate entrambe le partite per “tesseramenti irregolari”, nella squadra ospite, dei giocatori Pellizzone e Steiger”.
“L’Internazionale Napoli, pur avendo vinto l’andata non aveva fatto in tempo a disputare il ritorno, a motivo della sospensione del campionato”.
“La Lazio era anche vincitrice virtuale del confronto con le squadre del centro-sud, in quanto lo spareggio tra Internazionale di Napoli e Naples … era stato annullato dalla FIGC per irregolarità nel tesseramento di due giocatori”.
“Il Campionato però, com’è noto, fu interrotto a una giornata dal termine per lo scoppio del primo conflitto bellico mondiale, con una delibera della Federazione del 23 Maggio 1915, come risulta da una notizia del quotidiano La Stampa del 24 Maggio 1915”.
“Pertanto non può che concludersi che la Lazio, al momento della sospensione del Campionato 1914/15, non solo si trovava indiscutibilmente in testa nel proprio girone ma che lo aveva già vinto ad una giornata del termine e che, non essendo più possibile il confronto con le squadre del centro-sud, per aggiudicarsi il titolo di Campione d’Italia non avrebbe dovuto far altro che confrontarsi con il Genoa, ove fosse stata confermata la posizione di testa di quest’ultimo nel proprio girone, essendo la prima dell’Italia centrale e meridionale”.
“Quindi, al 23 Maggio 1915, data di sospensione del Campionato 1914/15, la Lazio si trovava in una posizione certamente non inferiore a quella del Genoa, essendo oltretutto in attesa dello scontro diretto con questo”.
* Si ringraziano: Fabio Belli, Federico Felci, Pasquale Trane ed Emiliano Foglia






















































































