Nel suo consueto editoriale su Sportitalia, il giornalista Alfredo Pedullà ha fatto il punto sui rapporti tra il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, e il DS Igli Tare, sottolineando la probabilità di un divorzio a fine stagione a causa di un anno in cui sono affiorate diverse incomprensioni:




Igli Tare pensa che chi ascolta sia sprovveduto e si occupi di giardinaggio piuttosto che di calcio. Nel pre-partita di Inter-Lazio, pur di mettere ulteriori pressioni al suo allenatore, ha dichiarato che sarebbe importante arrivare al secondo posto in modo da garantirsi la partecipazione alla prossima Supercoppa. Premesso che un direttore sportivo dovrebbe parlare di altro a pochi minuti da una sfida, Marotta per esempio è equilibrato e non invade il campo altrui, il discorso è fuoriluogo e suona come provocazione. La Lazio seconda è nettamente inferiore ad altri organici, lo si è capito nella mezz’ora finale della gara in casa dell’Inter quando Simone Inzaghi ha pescato dalla panchina Calhanoglu, Gosens e soprattutto Lautaro, ulteriore conferma della potenza/profondità/qualità della rosa a disposizione. Ma Tare deve andare controcorrente, dopo aver partecipato in modo marginale alla sessione estiva di mercato e i risultati (positivi) si sono visti.”

“Esattamente come andava controcorrente quando, sempre per mettere pressione a Sarri, aveva voluto mandare un messaggio indiretto che senza la qualificazione in Champions la stagione della Lazio sarebbe stata fallimentare. Va bene che si può dire di tutto e di più, ma ci sono momenti e momenti, come al solito Tare ha scelto quelli sbagliati. C’è chi esce di casa soltanto quando ci sono due sconfitte di fila, allo scopo di criticare. Compreso Bruno Giordano, uno che da allenatore ha sempre fallito, pronto a scaricare quintali di veleno su Sarri. E capace di chiedere spiegazioni, udite udite, sul mancato utilizzo di Cancellieri. Il concetto va ribadito fino alla noia: per la Lazio sarebbe un capolavoro andare in Champions, siamo convinti che un eventuale sondaggio darebbe un plebiscito o quasi. Un capolavoro a maggior ragione se acciuffasse il quarto posto all’ultimo minuto dell’ultima giornata.”

“Questo dovrebbe saperlo lo stesso Tare piuttosto che creare turbative tanto per ribadire la sua grandezza (giustificata da zero fatti) nei riguardi del mondo. Vorremmo rivolgere una domanda al direttore sportivo: quante volte in carriera è andato in Champions nella sua pluriennale esperienza da dirigente con la Lazio? Quattro volte, cinque volte, una volta appena, quante in tutto? Consigliamo di aspettare la fine della stagione perché Sarri avrà molte cose da dire, anzi moltissime. L’allenatore non ha certo cambiato idea su incompatibilità insopportabili, ma prima vuole fare di tutto e di più per conquistare una qualificazione che sarebbe un risultato straordinario. E che di sicuro non apparterrebbe a Tare“.






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