Il tecnico biancazzurro, Maurizio Sarri, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la gara di domenica 24 aprile Lazio-Milan: 




“Il Milan è una squadra forte e prende pochi gol. In due partite loro hanno vinto agevolmente. Stiamo cercando di assottigliare la distanza tra noi e loro. La nostra squadra sta crescendo, diamo segnalo di crescita importanti. Con il Torino non era facile e abbiamo sbagliato l’approccio. Se si vedono i risultati che hanno maturato il pareggio con noi ci sta. 

Mi aspetto una partita diversa dalle altre, vorrei evitare di rovinare la gara. Speriamo di vedere una gara diversa, pur riconoscendo la forza dell’avversario. 

La settimana è stata difficilissima viste le situazioni di alcuni assenti. Abbiamo avuto alcuni giocatori influenzati, vediamo se riusciamo a recuperare qualcuno e se in queste poche ore che ci mancano riusciamo a mettere il focus giusto sulla gara. Per la lotta in Europa si giocherà tutto punto a punto. Io non mi faccio condizionare dal finale cdi stagione su quello che sarà il futuro. Mi faccio condizionare dalle parole del presidente. 

Nel calcio i contratti non servono a nulla per quanto riguardano gli allenatori. Conta la sintonia con l’ambiente e la squadra. È l’ultima cosa che mi interessa il contratto. Perdere punti ora è emblematico, abbiamo cinque partite in cui dobbiamo raccogliere il massimo possibile. 

Non penso che la protesta possa condizionare la squadra, potrebbe accadere solo in caso di mancanza totale di sostengo. Del resto non parliamo, che siano o pochi ci sostengono sempre i tifosi. Per noi il pubblico è determinante e ci piacerebbe essere sostenuti per tutta la partita. Milinkovic sembra stare meglio rispetto a quelli che si erano influenzati. Fino a domani pomeriggio non avremo idea su chi far giocare. 

A noi manca il passo per diventare una squadra forte, ma è un problema decennale. Dobbiamo crescere e migliorare. Le squadre che lottano per le posizioni alte sono tante e vogliamo crescere nella speranza di farcela. 

Per me sarebbe più preoccupante arrivare quinti avendo la sensazione di non aver costruito nulla piuttosto che arrivare ottavi ma riuscendo a costruire qualcosa per il futuro. La classifica per ora è irrilevante. 

Non penso che per Zaccagni sia cambiato nulla. Fa parte della stagione il modo in cui si rende. È un qualcosa di normale che ci siano degli alti e bassi e diversi picchi di resa”. 






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