L’esperto di mercato Alfredo Pedullà è intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia, nella trasmissione condotta da Danilo Galdino, Giorgio Cacialli e Fabio Belli, parlando di Lazio e dell’intensa estate di calciomercato appena trascorsa:




Quello di Sarri alla Lazio è un trapianto complicato, dopo il ciclo di Inzaghi che ha regalato soddisfazioni si è passati a un’inversione a U. Anzi mi aspettavo qualche difficoltà in più, il passaggio al 4-3-3 è difficile e sul mercato non tutto è arrivato con la giusta tempistica. In altre esperienze le prime giornate per il cambio di modulo sono state difficili per Sarri, anche Lotito ha detto che ci vuole pazienza che deve essere comunque accompagnata coi risultati che sono il motore dell’entusiasmo. Siamo però di fronte a una svolta epocale per la Lazio, se posso dare un parere inviterei i tifosi a sostenere quella che ritengo essere una rivoluzione che col lavoro darà riscontri e farà divertite la gente.

E’ stata comunque un’estate emozionante sul mercato, ricca di soddisfazioni e io devo ringraziare in particolare tutti i tifosi laziali e il sostegno che ho ricevuto dai social, dal “Lazio Twitter” in particolare. Anche la trattativa su Pedro è stata incredibile, siamo partiti dagli insulti alla trattativa che si è concretizzata, ho chiamato a raccolta chi non era convinto e aveva parlato di pagliacciata ma naturalmente si sono dileguati.

Tare è un grande conoscitore di calcio ed è superfluo citare le cose positive che lui ha fatto. Per stare con Lotito bisogna dimostrare un valore, se lo si dimostra così così Lotito cambia strada. Per onestà intellettuale devo dire però che nell’ultimo periodo qualcosa non è andata per il verso giusto, su alcune situazioni a fronte di un budget importante con Vavro e Muriqi ci sono state situazioni che non hanno funzionato. Le cessioni in questo periodo sono difficili e comprendo le difficoltà, ma su alcune cose Tare è arrivato lungo, su Kostic qualcosa si è sbagliato e il divorzio con il suo procuratore dimostra che alcune cose andavano gestite meglio ma siamo all’alba di una nuova era col mercato post-pandemia e le somme si tireranno ad Aprile. Poi Sarri non vive il mercato come un ossessione: se pensa di preparare delle lasagne, per utilizzare una metafora culinaria, se poi ha gli ingredienti per una semplice pasta al pomodoro la prepara comunque al meglio. Questo, per uscire dalla metafora, per dire ad esempio che con Zaccagni è arrivato un ottimo giocatore ma non l’esterno per il 4-3-3 che Sarri ha in mente: col tempo giusto però alcune cose possono andare bene, sarebbe stato importante magari completare la squadra a inizio agosto ma non sempre le tempistiche del mercato possono essere predisposte con precisione“.

Sarri non ti dà notizie neanche se fossi suo cugino o suo figlio, per una sua forma mentis. L’importante è mostrare rispetto, anche arrivando a bypassare una cosa che potrebbe avere una rilevanza giornalistica. Questo rispetto poi viene ripagato dalla stima della persona. Sulla Lazio da parte sua ho riscontrato grande entusiasmo e voglia: inizialmente è stato a un passo dalla Roma, poi ha avuto delle offerte dall’estero ma non lo convincevano. Ha avallato invece con entusiasmo un progetto completamente nuovo, accettando subito quello che Lotito gli aveva proposto“.

Kostic si era promesso alla Lazio, il suo agente era arrivato a Roma per incontrare Tare in un ristorante, la trattativa andava chiusa in quei dieci giorni. Poi ci sono stati vari rallentamenti, l’indice di liquidità e alcune attese, ma quando consigli a Kostic di non presentarsi a un allenamento lo perdi perché vai a sbattere contro i tedeschi, è stata una strategia sbagliata. La Lazio aveva fatto un’offerta importante, si era spinta a 18 milioni più bonus ma ha ragione Lotito quando ha detto che non si è trattato di una questione economica. Kostic per me resta un’occasione persa perché era perfetto per il 4-3-3 di Sarri e avrebbe accorciato i tempi di rodaggio e “apprendistato” per la squadra.






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