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COMUNICATO UFFICIALE 

In riferimento al Campionato 1914/15 ed al relativo procedimento di riesame, il sottoscritto Avv. Gian Luca Mignogna in data di ieri ha proceduto al deposito agli atti federali della “Super Perizia” ut infra riportata, redatta congiuntamente con il Collega Pasquale Trane ed approvata e ratificata dal Comitato Consumatori Lazio, sulle cui risultanze documentali può definirsi ultimata la ricostruzione delle vicende che caratterizzarono tale competizione e le relative fasi post-belliche ed è dato chiaramente ed oggettivamente evincersi senza più dubbi interpretativi che:

1) il Nuovo Regolamento Ufficiale 1914/15 istituì formalmente i titoli di Campione d’Italia Settentrionale e Campione d’Italia Centro-Meridionale;
2) il titolo di Campione d’Italia 1914/15 è stato attribuito “soltanto” ufficiosamente al Genoa, in quanto la relativa delibera d’assegnazione non risulta esser mai stata adottata;
3) il Genoa fu Campione dell’Italia Settentrionale 1914/15, la Lazio fu Campione dell’Italia Centro-Meridionale 1914/15 e l’Internazionale Napoli fu Campione della Regione Campania 1914/15;
6) l’assegnazione ex aequo del titolo di Campione d’Italia 1914/15 a Lazio e Genoa è l’unica soluzione onde rimediare al vulnus giuridico/sportivo dissimulatosi ed uniformarsi alla “Regola 70” codificata dalla “Carta Olimpica” per le ipotesi di classifficazione a pari merito.

Roma, 3 Agosto 2021

Avv. Gian Luca Mignogna


SUPER PERIZIA: CAMPIONATO PRIMA CATEGORIA1914/15
(Approvata e Ratificata dal Comitato Consumatori Lazio)

Come è noto il Campionato di Prima Categoria 1914/15 fu fortemente condizionato da eventi extracalcistici e tramandato ai posteri con numerose forzature, inesattezze ed omissioni, specialmente avuto riguardo alla relativa (presunta) assegnazione d’ufficio ed alla fase centro-meridionale/insulare dello stesso. Il 22 Maggio 1915, infatti, l’allora Federazione Italiana Giuoco Calcio si riunì d’urgenza a seguito della “Mobilitazione Generale” indetta dal Governo Italiano: in tale circostanza, stante l’imminente entrata in guerra della nazione, il Comitato Direttivo della Federcalcio deliberò di “sospendere ogni match di campionato, dandone avviso ai clubs interessati”, il relativo comunicato fu per l’effetto reso noto il 23 Maggio 1915 e pedissequamente pubblicato sui maggiori quotidiani dell’epoca, quali, tra gli altri, “Il Messaggero” del 24 Maggio 1915 e “La Tribuna” del 25 Maggio 1915. 

Il Messaggero del 24 Maggio 1915

La Tribuna del 25 Maggio 1915


PREMESSA

L’insorgenza della Prima Guerra Mondiale non permise la definizione sul campo del Campionato di Prima Categoria 1914/15, cosi come è assai verosimile che il secondo dopoguerra impose a tutta l’Italia, compresa quella calcistica, di volgere lo sguardo solo verso il futuro per risorgere dalle ceneri del duplice conflitto mondiale, distogliendolo da ogni altra questione legata ad un passato complesso, sofferto e nebuloso. Su tali presupposti per decenni è stata tramandata una versione assolutamente parziale, forzata ed artefatta del Campionato 1914/15, che la maggior parte della storiografia nazionale ha poi fatto propria del tutto acriticamente e senza alcun approfondimento sui resoconti dell’epoca. Questa narrazione “infedele” inizialmente è stata favorita dalla scarsa diffusione di adeguati mezzi di comunicazione di massa e successivamente si è affermata grazie al mancato censimento e/o recupero integrale di tutte le fonti, ufficiali e non, disponibili presso gli archivi pubblici, universitari e sportivi. Il procedimento di riesame del Campionato 1914/15 pendente in Figc dal Dicembre 2015, epperò, ha consentito di acquisire moltissimi documenti inediti che sono stati letteralmente riesumati dagli abissi della storia: tale documentazione è stata selezionata, esaminata e ponderata con assoluto rigorismo giuridico, storico e scientifico, fino a poter comprovare l’effettivo stato di fatto al momento della sospensione bellica e la successiva definizione per tabulas della competizione.


CAMPIONATO CENTRO-MERIDIONALE 1914/15

Come riportò “Il Messaggero” del 31 Luglio 1914, prima che iniziasse la stagione agonistica 1914/15, le società calcistiche romane si riunirono per sollevare vibranti contestazioni all’Assemblea della Federcalcio del 2 Agosto 1914, a cui si rivolsero onde protestare per “l’abbandono in cui furono lasciate le società centrali e meridionali”, ottenere che “le date dei giorni siano stabilite in modo che il campionato settentrionale e quello centrale-meridionale abbiano termine contemporaneamente” e chiedere l’approvazione di modifiche regolamentari affinché “alle semifinali e alle finali debbono essere ammesse le due prime squadre classificate”.

Il Messaggero del 31 Luglio 1914

Ciò nonostante il Campionato di Prima Categoria 1914/15 fu disciplinato dal “Nuovo Regolamento Ufficiale” pubblicato sul Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914, senza affatto assecondare le richieste preliminari delle società capitoline, laddove il combinato disposto dagli articoli 3, 8, 14 e 15 espressamente stabilì che “Per lo svolgimento dei Campionati l’Italia è divisa in quattro Sezioni” (aree geografiche interregionali), che la squadra Campione Centro-Meridionale sarebbe stata sancita dalla “Finale” tra la primatista dell’Italia Centrale e la primatista dell’Italia Meridionale/Insulare e che la squadra “Campione d’Italia” sarebbe stata proclamata dalla “Finalissima Nazionale” tra la squadra Campione Centro-Meridionale e la squadra Campione Settentrionale, a sua volta individuata previe elimimatorie regionali ed interregionali e successivo girone finale tra le quattro squadre primatiste delle rispettive fasi precedenti.

Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914

Come attestò il Bollettino Federale del 15 Novembre 1914, invero, le richieste delle società calcistiche romane furono accolte soltanto in itinere, sicché con delibera federale del 7 Novembre 1914:

• al Girone Finale Centrale furono ammesse le prime due classificate del Girone Toscano e le prime due classificate del Girone Laziale, probabilmente anche per ovviare alle impreviste defezioni delle squadre marchigiane, umbre ed abruzzesi;

• per la prima volta fu prevista la conclusione contestuale del Campionato Settentrionale e del Campionato Centro-Meridionale/Insulare e venne stabilita la data del 23 Maggio 1915 per proclamare le rispettive vincitrici, nonché finaliste nazionali designate ai sensi dell’articolo 15 del “Nuovo Regolamento Ufficiale” onde contendersi il titolo di squadra “Campione d’Italia”.

Bollettino Federale del 15 Novembre 1914

L’inizio del Girone Finale dell’Italia Centrale fu ufficializzato dal Comunicato della Figc pubblicato sul “Bollettino Federale” del 30 Marzo 1915, con cui fu stabilita la decorrenza dell’11 Aprile 1915 per la disputa delle sfide all’italiana tra le quattro squadre qualificatesi dalle eliminatorie laziali e toscane e risultarono ammesse a tale fase finale del Campionato di Prima Categoria il Roman, la Lazio, il Pisa ed il Lucca.

Bollettino Federale del 30 Marzo 1915

La domenica precedente l’entrata in guerra dell’Italia, il 16 Maggio 1915, era in programma al campo della “Rondinella” l’ultima gara del Girone Finale Centrale, Lazio-Lucca, ma a causa del forfait ufficializzato dalla squadra toscana (peraltro ultima in classifica a zero punti) i biancazzurri vinsero il match per 2-0 a tavolino: la decisione del Lucca di ritirarsi dal Campionato dell’Italia Centrale, rinununciando a disputare gli ultimi due match contro le squadre romane, fu adottata dal “Comitato Direttivo” lucchese nella propria ultima seduta pre-bellica dell’Aprile 1915 e pubblicato nella sua versione integrale ed ufficiale da “L’Italia Sportiva” del 17 Maggio 1915.

L’Italia Sportiva del 17 Maggio 1915

Nel Girone Finale dell’Italia Centrale, la Lazio, dopo l’iniziale sconfitta subita nella partita d’andata contro il Pisa (0-4), collezionò tre vittorie consecutive fondamentali contro Roman (2-1), Lucca (2-1) e Pisa (4-2), finché la penultima giornata vide in programma il derby di ritorno Lazio-Roman, ormai decisivo per la conquista del titolo di Campione dell’Italia Centrale, che i biancazzurri stravinsero per 5-1 ed ebbe il seguente gran risalto sul quotidiano romano “L’Italia Sportiva” del 10 maggio 1915:

“L’undici che aveva perduto una prima battaglia, con la perdita del titolo di campione laziale, non volle perdere la seconda; ed oggi oramai si fregia del titolo di campione dell’Italia centrale. Domani concorrerà con buona probabilità di vittoria al titolo per tutta l’Italia peninsulare e, vincendo, noi abbiamo la certezza che oggi come oggi si ripresenta, la Lazio dimostrerà validamente il suo buon diritto all’onore di competere assieme alle più forti squadre dell’Alta Italia per il primato assoluto nel campionato”.

L’Italia Sportiva del 10 Maggio 1915

Come riportato da “L’Italia Sportiva” del 17 Maggio 1915, la Lazio si laureò ufficialmente Campione dell’Italia Centrale, avendo superato con successo le precedenti eliminatorie regionali, avendo concluso al primo posto il Girone Finale Centrale il 16 Maggio 1915 ed essendo riuscita a sopravanzare nell’ordine il Pisa, il Roman ed il Lucca.

L’Italia Sportiva del 17 Maggio 1915

A differenza di quanto avvenne nel settentrione e nel meridione, nella stagione calcistica 1914/15 il Campionato dell’Italia Centrale fu l’unico in cui si definirono tutte le gare in programma come da calendario, ivi compresa Pisa-Roman dell’ultima giornata (vinta dai nerazzurri per 2-0 a tavolino, come riportò “L’Italia Sportiva” del 17 Maggio 1915, a seguito del forfait dei romanisti oramai demotivati dalla decisiva sconfitta nel derby), determinando secondo regolamento la seguente classifica finale:

Classifica Finale dell’Italia Centrale

La mancata iscrizione delle squadre insulari al Campionato di Prima Categoria 1914/15, frattanto, aveva costretto la Federcalcio ad avvalersi dell’articolo 18 del “Nuovo Regolamento Ufficiale” pubblicato sul Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914, che prevedeva espressamente la possibilità di “ricorrere ad opportuni abbinamenti di regioni”, con la conseguenza che il Campionato Meridionale assorbì formalmente il Campionato Insulare.

Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914

Rispetto alle previsioni originarie, inoltre, al Campionato Meridionale si iscrissero solamente l’Internazionale Napoli ed il Naples, ma il “Bollettino Federale” del 15 Marzo 1915 ufficializzò che nelle more tale campionato fu sospeso dalla “Presidenza Federale” per problemi di gestione.

Bollettino Federale del 15 Marzo 1915

Per ragioni organizzative l’Internazionale Napoli ed il Naples rinviarono più volte le loro sfide (andata e ritorno), finché il Comitato Regionale Campano, come riportato dal “Bollettino Federale” del 15 Aprile 1915, decise di calendarizzarne la disputa il 18 Aprile 1915 ed il 25 Aprile 1915 (senza confermarne espressamente la valenza nazionale).

Bollettino Federale del 15 Aprile 1915

Le partite del 18 Aprile 1915 e del 25 aprile 1915 (Internazionale Napoli-Naples 4-1 e Naples-Internazionale Napoli 1-1), tuttavia, furono annullate a causa dell’acclarata irregolarità di tesseramento dei giocatori Filippo Pellizzoni e Jean Steigher (schierati dell’Internazionale Napoli), come attestato dal “Bollettino Federale” del 30 Aprile 1915 e da “L’Italia Sportiva” del 3 Maggio 1915.

Bollettino Federale del 30 Aprile 1915 (ultimo pubblicato a causa della guerra)

L’Italia Sportiva del 3 Maggio 1915

Le nuove gare furono riprogrammate dal Comitato Regionale Campano ed ebbero effettivamente luogo il 16 Maggio 1915 ed il 23 Maggio 1915, ma soltanto la sfida di andata in cui prevalse l’Internazionale Napoli per 3-0 ebbe i requisiti dell’omologabilità, seppur senza la sua iniziale valenza nazionale, tant’è che i quotidiani campani dell’epoca non fecero alcun rimando all’ambìto titolo di Campione del Centro-Sud e/o alla successiva Finalissima Nazionale e “Il Mattino” del 18-19 Maggio 1915 sottolineò addirittura lo scarso interesse destato dal confronto partenopeo.

Il Mattino del 18-19 Maggio 1915

Non risultano affatto condivisibili le tesi di altri storici, pertanto, secondo le quali il 23 Maggio 1915 si ridisputò con “efficacia federale” il match di ritorno Naples-Internazionale Napoli, vinto dal primo per 4-1, la cui valenza calcistica meramente “locale” risulta oggettivamente desumibile già per tabulas.

Non v’è chi non veda, infatti, come qualsivoglia incontro disputatosi a “sospensione bellica già adottata” non possa aver avuto alcuna ufficialità ed alcuna omologazione, considerato, a tal riprova, che nemmeno una fonte dell’epoca fece riferimento ad un’eventuale e successiva fase centro-meridionale e/o ad un’ipotetica gara di spareggio tra l’Internazionale Napoli ed il Naples.

Secondo “Il Roma” del 17 Maggio 1915 (che confermò l’annullamento di entrambe le prime gare partenopee), invero, già la ripetizione della sfida del 16 Maggio 1915 valse solo per il titolo di Campione Campano e comunque l’Internazionale Napoli, a causa del precedente ricorso del Naples, scese in campo essendo ancora “sub iudice” innanzi gli organi federali.

Il Roma del 17 Maggio 1915

La circostanza che l’Internazionale Napoli fosse ancora “sub iudice” al momento della ridisputa del 16 Maggio 1915, altresì, risulta pienamente suffragata da quanto normato dall’articolo 25 del “Nuovo Regolamento Ufficiale” pubblicato sul Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914, che espressamente prevedeva il sanzionamento dell’impiego di calciatori irregolari nelle gare di campionato.

Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914

Su “Il Mattino” del 24-25 Maggio 1915, inoltre, è dato chiaramente evincersi che la ripetizione del match Internazionale Napoli-Naples del 23 Maggio 1915 fu esclusivamente a carattere locale, atteso che la Figc aveva già disposto la sospensione bellica dei Campionati Italiani di Prima Categoria, l’Internazionale Napoli disputò la gara con “solo nove uomini” e la stessa fu diretta da “Attilio Bruschini del Naples Foot Ball Club” e non da un arbitro federale.

Il Mattino del 24-25 Maggio 1915

Le tesi storiografiche pretestuosamente propinate dagli oppositori all’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915 a Genoa e Lazio, peraltro, non risultano nemmeno adeguatamente sorrette dal c.d. “criterio territoriale”, elaborato onde legittimare la sfida tra i club partenopei del 23 Maggio 1915 in quanto non necessaria di spostamenti sul territorio nazionale, poiché laddove tale sfida avesse avuto effettiva “valenza nazionale” e tale criterio fosse stato realmente adottato dalla Figc, allora, puranche l’ultimo incontro del Girone Finale Settentrionale in calendario a Milano il 23 Maggio 1915 tra l’Inter ed il Milan, per le medesime motivazioni e per il medesimo “criterio territoriale”, non sarebbe stato impedito dalla sospensione bellica dei campionati stabilita dal Direttorio Federale il 22 Maggio 1915.

Il rinvenimento de “La Gazzetta dello Sport” del 15 Marzo 1919, ex ultimis, ha posto fine alla disputa storiografica in questione, perché il quotidiano milanese trattò il tema del Campionato 1914/15 nell’ambito di un resoconto sull’attività del calciatore napoletano Jean Steiger, in cui fu inequivocabilmente specificato che quest’ultimo con l’Internazionale Napoli partecipò e vinse il Campionato di Prima Categoria della Regione Campania” del 1915, con ciò confermando una volta per tutte l’avvenuto declassamento “regionale” della suddetta sfida partenopea.

La Gazzetta dello Sport del 15 Marzo 1919

Non sarebbe potuta andare diversamente, per ovvie ragioni logiche, regolamentari e consequenziali. Perché con il Campionato Insulare assorbito dal Campionato Meridionale, con due sole società partenopee iscrittesi a tale fase interregionale, con le relative partite del 18 Aprile 1915 e del 25 Aprile 1915 annullatate per irregolarità di tesseramento e con una sola gara validamente riprogrammata dal Comitato Regionale Campano prima della sospensione bellica, oggettivamente, l’Internazionale Napoli non avrebbe potuto che ambire al mero titolo di Campione della Regione Campania 1914/15, poi in effetti conferitole previo declassamento della sfida tra i club partenopei.

L’Italia Sportiva del 18 Giugno 1920

L’esito finale del Campionato del Centro-Sud 1914/15, invece, fu inequivocabilmente riepilogato da “L’Italia Sportiva” del 18 Giugno 1920, che sancì nero su bianco che la Lazio fu Campione Centro-Meridionale, specificando che “la guerra interrompeva poi ogni ulteriore attività”.

Comunicato della Figc del 10 Ottobre 1920

Conseguentemente le conclusioni si palesano assolutamente univoche, chiare e concordanti, come raramente accade nel diritto, anche perché supportate dal “Nuovo Regolamento Ufficiale”, avvalorate dal “Bollettino Federale” del 1914/15 e comprovate da “La Gazzetta dello Sport” e “L’Italia Sportiva” dell’epoca che, in quanto fonti assolutamente attendibili, nell’Ottobre del 1920 divennero organi ufficiali della Federcalcio, come chiaramente è dato evincersi dal comunicato ufficiale sopra riportato:

  1. il 16 Maggio 1915 la Lazio fu Campione dell’Italia Centrale, nonché ufficialmente qualificatasi alla Finale dell’Italia Centro-Meridionale;
  2. il titolo di Campione Meridionale originariamente previsto rimase inassegnato, poiché nessuna squadra si iscrisse al Campionato Insulare, i primi due match tra Internazionale Napoli e Naples (uniche iscritte al Campionato Meridionale) furono annullati per irregolarità di tesseramento, la successiva ripetizione programmata dal Comitato Regionale Campano non fu ultimata prima della sospensione bellica e la sfida partenopea del 16 Maggio 1915 venne declassata a mera valenza regionale;
  3. nessuna squadra meridionale ebbe accesso alla Finale Centro-Meridionale, sicché l’Internazionale Napoli fu “ipso iure” Campione della Regione Campania 1914/15 e la Lazio fu proclamata Campione del Centro-Sud 1914/15, unico club legittimamente qualificatosi alla Finalissima Nazionale (rimasta anch’essa indisputata) e perciò indiscutibilmente meritevole dell’ex aequo tricolore;
  4. gli esiti sopra dettagliati del Campionato 1914/15 furono confermati finanche da Antonio Ghirelli e Giorgio Tosatti, i quali, rispettivamente su “La Grande Storia del Calcio Italiano” del 1964 ed “Il Grande Calcio” del 1988, scrissero entrambi che solo la “Prima Guerra Mondiale” impedì alla Lazio di competere nella “Finalissima Nazionale” per l’eventuale conquista dello Scudetto 1915.

La Grande Storia del Calcio Italiano del 1964

Il Grande Calcio del 1988


CAMPIONATO SETTENTRIONALE 1914/15

Per ragioni di correttezza e completezza storico/espositiva occorre quivi precisare che, in tali opere, sia Antonio Ghirelli che Giorgio Tosatti si uniformarono alla storiografia calcistica nazionale, secondo la quale il titolo sarebbe stato successivamente assegnato d’ufficio al Genoa, primatista del Girone Finale Settentrionale al momento della sospensione bellica del 23 Maggio 1915, senza tuttavia chiarire come, quando e perché tale decisione sarebbe stata adottata.

Allorquando la Figc indisse la sospensione bellica dei campionati, in effetti, il Genoa era in testa al Girone Finale Settentrionale con due punti di vantaggio su Torino ed Inter ad un turno dal termine: nell’ultima giornata, rimasta indisputata, erano però in programma Genoa-Torino ed il derby milanese, sicché sia i granata che i nerazzurri avrebbero potuto vincere i rispettivi match, conquistare due punti decisivi per raggiungere i liguri al primo posto ed ambire ad uno spareggio a due o addirittura a tre squadre per determinare la squadra Campione Settentrionale (nel match d’andata, tra l’altro, il Torino aveva battuto il Genoa per 6-1 legittimando le proprie ambizioni di successo finale).

Classifica Provvisoria dell’Italia Settentrionale

Come riporta il “Bollettino Federale” del 15 Novembre 1914, peraltro, una Commissione d’Inchiesta della Federcalcio acclarò che nel corso della stagione calcistica 1914/15 proprio il Genoa si rese pienamente responsabile, con l’aggravante della recidiva, della corruzione del calciatore Angelo Mattea del Casale (all’uopo essendosi avvalso di propri soci, intermediari, denaro e altri mezzi), senza tuttavia subire sanzioni e/o penalizzazioni in linea con le normative federali.

Bollettino Federale del 15 Novembre 1914

Come attestò “La Stampa” del 12 Maggio 1915, inoltre, il club genovese si rifiutò di accettare una delibera della Commissione Tecnica della Figc che, evidentemente consapevole dell’imminente insorgenza del conflitto bellico, aveva deciso di anticipare di una settimana la definizione del Campionato Settentrionale calendarizzando l’introduzione di un turno infrasettimanale.

La Stampa del 12 Maggio 1915

Ciò nonostante la maggior parte dei quotidiani settentrionali, quali “La Gazzetta dello Sport” del 24 Maggio 1915 e “La Stampa” del 30 Maggio 1915, sotto riportati, cominciò sin da subito a perorare l’assegnazione del Campionato 1914/15 a favore dei liguri.

La Gazzetta dello Sport del 24 Maggio 1915 e La Stampa del 30 Maggio 1915

Com’è noto il Regno d’Italia concluse la “Prima Guerra Mondiale” attraverso l’armistizio di Villa Giusti siglato il 4 Novembre 1918, ma la Federcalcio tornò a riunirsi soltanto l’anno successivo per organizzare il Campionato 1919/20.

Pur in mancanza di atti ufficiali, la storiografia calcistica nazionale per decenni ha sostenuto la tesi dell’assegnazione postuma dello Scudetto 1915 al Genoa, basandosi esclusivamente su un unico reperto documentale, ossia il trafiletto pubblicato sul “La Stampa” del 9 Maggio 2019, sotto riportato, che testualmente scrisse:

“Con una recente deliberazione della Federazione Italiana Gioco del Calcio, venne classificato primo nelle gare di Campionato 1915 il Genoa Cricket. I campionati erano stati sospesi proprio alle ultime partite per la mobilitazione. Contro questa deliberazione avrebbero reclamato il Torino F.C. e l’Internazionale di Milano, allora in competizione con la Società genovese”.

La Stampa del 9 Maggio 1919

In realtà risulta oltremodo evidente come già in tale circostanza la Figc si fosse limitata a classificare “primo nelle gare di Campionato 1915 il Genoa Cricket”, riferendosi esclusivamente al Campionato Settentrionale in quanto:

a) il rimando alla classificazione del Genoa come “primo” e l’utilizzo della locuzione plurale “gare di campionato” non potevano che rinviare ad una competizione a più squadre e pertanto riferirsi al Campionato Settentrionale 1914/15, e non di certo al Campionato Nazionale 1914/15 che, viceversa, prevedeva per regolamento una “Finalissima” tra la squadra Campione del Nord e la squadra Campione del Centro-Sud;

b) l’ulteriore precisazione che “La Stampa” inserì nel trafiletto “contro questa deliberazione avrebbero reclamato il Torino F.C. e l’Internazionale di Milano, allora in competizione con la società genovese”, inoltre, confermava anch’essa la sola valenza per il Campionato Settentrionale del provvedimento in questione, poiché solamente le società impegnate nella conquista del titolo settentrionale ed “in competizione” con il club ligure sarebbero state legittimate ad impugnare tale decisione;

c) laddove nella circostanza fosse stato attribuito lo Scudetto 1915 al Genoa, peraltro, non solo in tale “scriptum” sarebbe stato messo in gran risalto che il club genoano era stato proclamato “Campione d’Italia 1914/15”, ma data l’importanza della vicenda, la stessa avrebbe avuto un’ampia pubblicizzazione puranche su altre fonti, ufficiali e non, che al contrario non è stata minimamente rinvenuta a nessun livello istituzionale, mediatico ed emerotecario.

Onde corroborare la tesi secondo cui l’assegnazione al Genoa del titolo di “Campione d’Italia 1914/15” si sarebbe compiutamente definita nel Settembre 1921, altresì, la storiografia calcistica nazionale, anche in questo caso, ha sempre fatto riferimento ad un unico elemento probatorio, ovvero la rivista ufficiale della società ligure “Genoa Club” del Settembre 1921, sotto riprodotta, che però nell’occasione si limitò a pubblicare (a pagina 11) una mera fotografia della formazione genoana del 1914/15 ed una minuta didascalia con cui annunciò unilateralmente l’attribuzione d’ufficio del titolo italiano de quo, senza alcun requisito di ufficialità, terzietà e riscontrabilità e senza affatto specificare che all’epoca la stampa settentrionale era solita identificare impropriamente il titolo di “Campione Settentrionale” con il titolo di “Campione Italiano”,  da non confondersi col titolo di “Campione d’Italia” previsto dall’articolo 15 del “Nuovo Regolamento Ufficiale” pubblicato sul Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914.

Rivista Genoa Club del Settembre 1921

Secondo quanto affermato da alcune avverse tesi storiografiche, infine, a tale (presunta) assegnazione avrebbe fatto seguito la cerimonia di premiazione, organizzata da “La Gazzetta dello Sport” presso il “Restaurant Francia” l’11 Dicembre 1921 e culminata con la consegna di “speciali medaglie” ai superstiti genoani della “Grande Guerra”, della quale, tuttavia, non vi è traccia alcuna sulle edizioni de “La Gazzetta dello Sport” del Settembre 1921, Dicembre 1921 e Gennaio 1922, integralmente esaminate nell’ambito del riesame del Campionato 1914/15 pendente in Figc e pedissequamente prodotte agli atti del fascicolo federale de quo.

Il Guerin Sportivo dell’Aprile 2020

Recentemente la “questione medaglie” è stata oggetto di analisi, commento e critica puranche da parte de “Il Guerin Sportivo”, che nell’edizione dell’Aprile 2020 ha affrontato tale aspetto prendendo spunto da un’ulteriore fonte, la rivista “Internazionale – Venti anni di football”, pubblicata nel 1928 per il ventennale del club nerazzurro e quindi redatta in epoca abbastanza vicina a quella dei fatti in parola.

Il volume sull’anniversario interista, a riguardo della vicenda, scrisse testualmente: “E si iniziava la stagione 1914-15, nella quale il Campionato restava incompiuto, proprio all’ultima giornata, per l’entrata dell’Italia nella immane conflagrazione europea. Dopo il girone eliminatorio, l’Internazionale entrava ancora nelle finali, che come diciamo, non poterono giungere a compimento. Migliore classificato, all’atto della interruzione, era il Genoa Football Club, tantoché dopo la guerra la Federazione assegnò ai giocatori del Genoa una speciale medaglia”.

Ineccepibili le correlate considerazioni de “Il Guerin Sportivo” dell’Aprile 2020: “E’ abbastanza scontato che la Federcalcio all’epoca attribuisse alla squadra vincitrice una medaglia per ogni giocatore. Tuttavia qui si parla di una speciale medaglia, quasi a significare che si sia trattato di un tributo ufficioso, un po’ come quello in era moderna riconosciuto allo Spezia per la vittoria nel torneo di guerra 1944, che non entra tuttavia nell’Albo d’oro del campionato italiano”.

Il “Nuovo Regolamento Ufficiale” pubblicato sul Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914, difatti, all’articolo 19 aveva stabilito che ai vincitori del “Campionato Italiano Assoluto” spettassero una “Coppa Challenge” ed una “Medaglia d’Oro” (non le “speciali medaglie” consegnate ai superstiti genoani), chiarendo che la “Coppa del Campionato” sarebbe stata definitivamente attribuita al club che avesse vinto per tre anni consecutivi la competizione, ovvero in difetto, come prescritto dal successivo articolo 27, “data in consegna personalmente al Presidente della Società vincitrice” il quale era obbligato “a renderla alla Federazione un mese prima della fine di ogni Campionato” (premiazioni e cerimonie che al Genoa non risultano esser mai state riservate).

Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914

L’espresso riferimento al “Campionato Italiano Assoluto” contenuto nel suddetto articolo 19, altresì, comprova come la Figc dell’epoca ritenesse necessario formalizzare un distinguo tra il “Campionato Italiano” che la maggior parte degli addetti ai lavori, per retaggi linguistici post-unitari, identificava con il “Campionato Settentrionale” disciplinato ex articolo 8 del “Nuovo Regolamento Ufficiale” e, appunto, il “Campionato Italiano Assoluto” che, viceversa, attribuiva il titolo di “Campione d’Italia” ex articoli 14 e 15 N.R.U. previa “Finalissima Nazionale” tra la primatista settentrionale e la primatista centro-meridionale.

Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914

L’improprietà linguistica sopra evidenziata, molto probabilmente, trasse origine dalla primogenitura calcistica delle società nordiste e paradossalmente era presente puranche nello stesso “Bollettino Federale”, che da un canto, nella sua parte ufficiale, mediante gli anzidetti articoli 14 e 15 disciplinava l’iter per conseguire il titolo di “Campione d’Italia” mediante la “Finalissima Nazionale” ivi regolarmentata, ma dall’altro, nella sua parte redazionale, definiva il “Campionato Settentrionale” con la locuzione “Il Campionato Italiano 1914/15” ed il “Campionato Centrale” con la locuzione “Il Campionato dell’ItaliaCentrale”, come emblematicamente è dato evincersi dall’edizione del 15 Novembre 1914 sotto riportata.

Bollettino Federale del 15 Novembre 1914

Onde evitare che tali ambiguità semantiche, non certamente regolamentari, potessero prestare il fianco a futuri equivoci e/o potenziali strumentalizzazioni, la Federcalcio dell’epoca fu così costretta ad emanare due specifici comunicati:

1) il primo, pubblicato sul “Bollettino Federale” del 15 Novembre 1914, con il quale precisò chiaramente che: “Le Deliberazioni Federali hanno carattere ufficiale solamente quando vengono pubblicate sul Bollettino … Ogni altra notizia apparsa eventualmente su giornali politici o sportivi, non ha, per quanto riguarda i rapporti della Federazione colle Società Federate, nessun carattere di attendibilità, di esattezza e di ufficialità”;

Bollettino Federale del 15 Novembre 1914

2) il secondo, pubblicato sul “Bollettino Federale” del 15 Aprile 1915, con il quale prescrisse testualmente quanto segue: “Compilazione Bollettino Ufficiale. Parte ufficiale e parte ufficiosa. Si delibera che nel Bollettino le due parti ufficiale e redazionale sia anche meglio distinte con una intestazione ben chiara”.

Bollettino Federale del 15 Aprile 1915

Ciò chiarito, un’attenta retrospettiva sulle fonti dell’epoca rivela come il contrasto tra le risultanze in esse contenute fosse in realtà soltanto apparente. Se infatti in un’ottica “nazionale” era corretto e normale che “Il Corriere della Sera” dell’8 Maggio 1922, in sede di presentazione della “Finale” del Campionato Confederale Genoa-Pro Vercelli, conteggiasse sei titoli di “Campione d’Italia” per ciascuna squadra (escludendo quindi l’assegnazione ai liguri dello Scudetto 1915), era altrettanto corretto e normale che “Il Libro d’Oro del Campionato Italiano” pubblicato nel 1925 dal Presidente della Lega Nord, avv. Giuseppe Cavazzana, definisse in ambito “settentrionale” il Campionato 1914/15 “sospeso e attribuito” al club genoano.

Il Corriere della Sera dell’8 Maggio 1922

Il Libro d’Oro Cavazzana del 1925

Il resoconto dell’Annuario Italiano del 1919-20 di Guido Baccani, i riscontri sugli Annuari Ufficiali editi dalla Figc negli anni ’20 e ’30 e gli accertamenti federali recentemente disposti in merito, in ogni caso, hanno definitivamente confermato l’inesistenza di qualsivoglia delibera attributiva dello Scudetto 1915 a favore del club ligure: le relazioni dei suddetti Annuari Ufficiali concernenti le assemblee della Federcalcio tenutesi sin dall’epoca della fondazione, in particolare, ancorché dettagliate di ragguagli sulle decisioni successive alla Grande Guerra, ivi comprese quelle sulla scissione del 1921 e sulla riforma della Carta di Viareggio del 1926, hanno svelato che non fu formalizzato alcunché a riguardo della (presunta) attribuzione d’ufficio del titolo di “Campione d’Italia 1914/15”.

Annuario Italiano Baccani del 1919-20

Annuario Ufficiale Figc del 1926-27

Coerentemente l’esegesi di tali fonti e dei reportage sull’attività federale in esse contenuti, infine, ha ribadito “per tabulas” che il Genoa beneficiò soltanto dell’assegnazione postuma del titolo di Campione Settentrionale 1914/15, disciplinato dall’articolo 8 del “Nuovo Regolamento Ufficiale”, come risulta oltremodo comprovato dalla comparazione tra tale articolo, il resoconto pubblicato sull’Annuario Ufficiale del 1926-27 (prima edizione) e l’Albo d’oro ivi inserito che (ancora) definì “sospeso” il Campionato 1914/15.

Nell’Albo d’oro delle squadre “Campioni d’Italia” pubblicato sull’Annuario Ufficiale del 1929 (seconda edizione), invece, la classificazione del Campionato 1914/15 risultò variata in  “aggiudicato al Genoa”, senza che il volume riportasse alcuna decisione federale suppletiva in merito: tale “attribuzione” fu la prima ad esser pubblicata, é stata poi acriticamente ripresa in tutti gli almanacchi successivi ed ha “cristallizzato” il carattere meramente “ufficioso” della stessa, perché l’Albo d’oro, mutuando la terminologia civilistica, per definizione non ha natura e carattere “costitutivi” del titolo sportivo.

Annuario Ufficiale Figc del 1929

In merito occorre rammentare che lo stato delle competizioni sopra riportato, ex ultimis, è stato formalmente certificato dalla “Commissione dei Saggi” nominata dalla stessa Federcalcio ed insediatasi il 25 Maggio 2016, la quale, sulla base dei meri documenti in quel momento prodotti agli atti federali, ha già precipuamente avuto modo di confermare che: “alla Lazio spettava senza dubbio il titolo di squadra Campione dell’Italia Centro-Meridionale, essendo la sola a essersi qualificata per la finalissima nazionale”, che “al 23 Maggio 1915, data di sospensione del Campionato 1914/15, la Lazio si trovava in una posizione certamente non inferiore a quella del Genoa”, che “la motivazione dell’attribuzione postuma dello Scudetto 1915 non è nota, né se n’è rinvenuta traccia negli archivi della Federazione o in quelli dello stesso Genoa o in altra fonte conosciuta” e che “l’unica soluzione per rimediare alle evidenti omissioni commesse dalla Federazione nell’assegnazione del titolo di Campione d’Italia al Genoa, rimane quella di attribuire ex aequo alla Lazio il medesimo titolo per quell’anno”.

Tale soluzione equitativa, peraltro, sarebbe la sola che permetterebbe alla Federazione Italiana Giuoco Calcio di uniformarsi alla “Regola 70” e relative norme applicative, codificata per tabulas dalla “Carta Olimpica” per le ipotesi di classificazione a pari merito.

Letta, confermata, asseverata e sottoscritta, nell’esercizio delle proprie funzioni ed ai fini previsti dalla legge.

Roma, 2 Agosto 2021

Avv. Gian Luca Mignogna

Avv. Pasquale Trane

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