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Euro 2020 | Immobile ha una spinta in più: “Sentiamo il calore di un Paese intero a sostenerci”

A tre giorni dalla sfida di Monaco di Baviera che varrà l’accesso tra le prime quattro d’Europa, la testa degli Azzurri è ovviamente tutta concentrata sul Belgio, il prossimo avversario dei ragazzi di Mancini che richiama alla mente l’esordio italiano a Euro 2016:




Rispetto a cinque anni fa – sottolinea Ciro Immobile, che faceva parte anche di quella spedizione azzurra – i Diavoli Rossi hanno acquisito più personalità e sono più pronti per i grandi appuntamenti rispetto a quell’Europeo. Sono una squadra forte tecnicamente, da affrontare al massimo, che può contare su un giocatore eccezionale come Lukaku. L’attaccante dell’Inter ha una forza fisica devastante e il lavoro con Conte degli ultimi due anni l’ha aiutato e fatto migliorare ancora di più. Poi, da quello che raccontano i suoi compagni di squadra, è un bravo ragazzo e un grande lavoratore, e merita tutti gli elogi possibili. De Bruyne e Hazard? Due grandi calciatori, fondamentali per il loro gioco. Se non facessero parte della partita per via dei loro infortuni, sarebbe sicuramente un problema per loro, perché con le loro abilità sono capaci di spostare gli equilibri. Ma il Belgio rimane comunque una grande squadra anche senza di loro”.

Scarpa d’oro nel 2020, quando chiuse la stagione alla Lazio con 36 reti, Ciro Immobile potrebbe tagliare il traguardo delle 50 presenze in Nazionale proprio il 2 luglio a Monaco di Baviera: “Nel 2016 uscire in quel modo con la Germania mi ha lasciato un vuoto dentro, ma niente in confronto a quando abbiamo perso lo spareggio con la Svezia per andare ai Mondiali di Russia: è stato il momento peggiore della mia carriera. Adesso vogliamo arrivare in fondo a questa competizione per cancellare quel brutto ricordo. Sentiamo tutto il calore di un Paese intero a sostenerci, tutto l’amore dei tifosi a spingerci”.

Due reti in tre presenze in questo Europeo, Immobile ha un rapporto ‘speciale’ con Mancini: “Il mio legame col Ct è cresciuto in questi anni. Se all’inizio era buono, adesso è più che ottimo: ha saputo come prendermi, come coccolarmi. Se sono quello più ripresa da lui in campo? Sì, perché ho il nome più corto di tutti e gli viene più facile urlare ‘Ciro!’… A parte gli scherzi – sorride l’attaccante della Lazio rivolgendosi ai giornalisti presenti al Media Centre di Coverciano – è bello essere spronati, vuol dire che si è presi in grande considerazione. Quando senti queste cose, puoi anche giocare uno spezzone di partita e darai sempre il massimo”.






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