di Fabio BELLI

Punto e a capo all’Allianz Stadium. Come dire, siamo punto e a capo, stessi errori che vanificano sprazzi di ottimo calcio, che la Lazio tramuta in un solo gol mentre gli avversari segnano ogni volta che affondano, approfittando dell’unica squadra che prende sistematicamente gol quando perde palla al limite dell’area avversaria. Ma punto e a capo perché questa partita chiude un ciclo terribile, iniziato benissimo a Bergamo ma chiuso malissimo tra Inter, Bayern e Juventus. Affrontate 3 delle prime 4 in classifica nelle prime 7 del girone di ritorno, la Lazio dovrà ridisegnare i suoi orizzonti da Crotone in poi, per capire dove la primavera potrà portarla. L’Europa (o Conference) League al momento è l’unico orizzonte visibile, prima di fissarne altri bisogna semplicemente ricominciare a navigare.

FORMAZIONI – Confermate le indiscrezioni della vigilia, Marusic arretra nella difesa a tre, Lulic è sulla fascia destra con il rilancio di Fares a sinistra, in avanti Correa e Immobile confermati. Nella Juventus in vista del porto resta in panchina Cristiano Ronaldo, Morata fa coppia con Kulusevski in attacco, Danilo viene schierato nell’inedito ruolo di centrale di centrocampo.

CORREA, POI RABIOT – La partenza della Lazio è eccellente: già al 4′ Fares ruba palla a Cuadrado e si invola a rete, calciando d’un soffio alto sopra la traversa. Quindi Correa guadagna un’interessante punizione dal limite, che Milinkovic-Savic calcia pochi centimetri a lato dal palo. La Lazio è ispirata e al 14′ passa: retropassaggio kamikaze di Kulusevski che lancia di fatto Correa, bravo a infilare Demiral in area e a piazzare alle spalle di Szczesny. La Lazio insiste e al 20′ Milinkovic impegna severamente Szczesny, una percussione di Luis Alberto al 22′ richiede ancora l’intervento del portiere polacco. Al 24′ però su un’imbucata per Chiesa c’è un tocco di mano di Hoedt in area che scatena le furiose proteste juventine, ma l’arbitro e anche il check del VAR giudicano involontario l’intervento dell’olandese, nato da un rimpallo. E’ un episodio che spaventa un po’ la Lazio, la Juve ne approfitta prendendo campo: al 37′ Morata stacca di testa mancando la porta di pochissimo, al 39′ lo spagnolo innesca Rabiot che beffa Reina sul suo palo con una conclusione molto potente. La Lazio chiude comunque in avanti con un’altra incursione di Fares, che manca l’angolino basso ancora di pochissimo con la sua conclusione dal limite.

MORATA MATADOR – Il secondo tempo inizia a ritmi non più bassi, subito numero pazzesco di Chiesa con “ruleta” su Marusic e gran conclusione sventata da Reina. Lazio anche sfortunata all’8′ con palla pazzesca di Luis Alberto per Milinkovic che beffa la difesa ma trova la traversa. Inzaghi si gioca i primi cambi con Patric ed Escalante che rilevano Lulic e Lucas Leiva, ma è proprio Escalante a farsi soffiare un pallone sanguinoso da Chiesa: siamo però sulla trequarti juventina, parte però lo stesso il tre contro due in contropiede per i bianconeri, con Chiesa che non deve fare altro che scaricare su Morata che beffa ancora Reina sul primo palo. La Lazio vacilla e al quarto d’ora è tris juventino: intervento di Milinkovic sin troppo ingenuo su Ramsey, calcio di rigore che Morata trasforma con freddezza. Lazio che crolla, c’è una buona palla per Correa che la piazza fuori, ma la squadra non ci crede più: Inzaghi butta dentro a 10′ dalla fine Pereira, Muriqi e Caicedo quando comunque Pirlo ha già inserito Ronaldo, McKennie, Arthur e poi Bonucci pensando già al Porto. Si chiude con Fares che calcia sull’esterno della rete, ma la partita è ormai bella che andata.

IL TABELLINO

SERIE A

JUVENTUS-LAZIO 3-1

Marcatori: 15′ Correa (L), 39′ Rabiot (J), 57′, 60′ rig. Morata (J)

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Cuadrado (69′ Arthur), Danilo, Demiral, Alex Sandro; Chiesa (82′ Bonucci), Rabiot, Ramsey (69′ McKennie), Bernardeschi; Kulusevski (92′ Di Pardo), Morata (69′ Ronaldo). A disp.: Buffon, Pinsoglio, Dragusin, Fagioli, Peeters, Ake, De Marino. All.: Andrea Pirlo.

LAZIO (3-5-2): Reina; Marusic (82′ A. Pereira), Hoedt, Acerbi; Lulic (55′ Patric), Milinkovic, Leiva (55′ Escalante), Luis Alberto (82′ Caicedo), Fares; Correa, Immobile (82′ Muriqi). A disp.: Strakosha, Gabriel Pereira, Musacchio, Cataldi, Parolo, Akpa Akpro, Shehu. All.: Simone Inzaghi.

Arbitro: Davide Massa (sez. di Imperia)

Assistenti: Meli, Alassio

IV uomo: Piccinini. V.A.R.: Di Bello. A.V.A.R.: De Meo

NOTE. Ammonito: 80′ Acerbi (L). Recupero: 3′ st.

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