di Fabio BELLI (foto © Gian Domenico SALE)

Le pagelle biancazzurre della trasferta a Benevento: la Lazio non va oltre il pari in casa dei sanniti, non riuscendo a dare una scossa al cammino in campionato.




Reina 6.5: Subito decisivo su Lapadula, viene chiamato in causa ed è sempre efficace, anche se gli ultimi due interventi sono bruttini da vedere e sul tiro di Di Santo nel finale, se Improta non fosse in fuorigioco, sarebbero guai grossi.

Luiz Felipe 5.5: Non è ancora al meglio, la stagione è iniziata male a Frosinone e il ritmo non l’ha mai preso. Paradossalmente, nella ripresa inizia meglio ma Pairetto si inventa un’ammonizione su un intervento sul pallone e Inzaghi lo cambia.

Patric (dal 14’st) 6.5: Stavolta entra veramente bene in partita, quando è concentrato è forse il vero titolare sul centro-destra. Grande chiusura su una giocata di Improta, stavolta non cade nei soliti black out.

Hoedt 6: Bene soprattutto nel secondo tempo, quando prende le misure a Lapadula che a inizio match l’aveva fatto soffrire.

Radu 5.5: La catena di sinistra con Marusic, semplicemente, non funziona. Gioca il primo tempo quasi tutto fuori posizione, migliora col mestiere nella ripresa ma va detto che il Benevento sente il profumo del risultato positivo e spinge meno.




Cataldi (dal 35’st) 6: Prova a regalare energie fresche, non è facile perché gli ultimi minuti sono di pura anarchia tattica e lui deve provare a mettersi da qualche parte senza avere riferimenti.

Lazzari 6: La sua generosità è fuori discussione, manca la lucidità sui cross anche se un paio di giocate nel secondo tempo sono eccellenti e non vengono sfruttate dai compagni con la dovuta perizia.

Milinkovic-Savic 6.5: Si conferma perno imprescindibile, si accende a intermittenza ma sfodera l’assist per Immobile e un grande inserimento nella ripresa che non si chiude con il gol. Le giocate non mancano mai, da urlo un colpo di tacco nel primo tempo.

Escalante 6.5: Fa un’ottima figura, meno sanguigno di Leiva ma perfettamente a suo agio nel ruolo di playmaker di centrocampo, andando a recuperare palloni preziosi. Gli infortuni lo hanno tormentato finora, se recupererà continuità è lecito aspettarsi di vederlo spesso in campo.

Caicedo (dal 35’st) 6: Entra in campo col consueto ardore, non arrivano però palloni giocabili dalle sue parti.

Luis Alberto 6: Primo tempo anche al di sopra della sufficienza, sfortunato sul palo colpito, regala a Correa un pallone da urlo che viene però sprecato. Nella ripresa finisce la benzina e si perde in qualche leziosismo, ma veniva comunque da un recupero in extremis dopo il problema fisico che gli aveva fatto saltare il Verona.

Andreas Pereira (dal 35’st) 6.5: Convince con le sue giocate e va vicino al gol con una bordata dalla distanza. Meritava più minuti.

Marusic 5.5: La voglia di mettersi a disposizione non gli manca, il coraggio invece sì: su un paio di affondi spreca lo spazio a disposizione tentennando e facendo puntualmente la scelta sbagliata. Quella di sinistra non è la sua corsia ma a inizio stagione era parso animato da ben altra convinzione. E stavolta lascia pure qualche buco di troppo alle sue spalle.




Correa 5: Quando la serata è no, è no. Un suo grande classico, e lui lo mette in scena sbagliando tanto e non credendo mai ai duetti coi compagni. E’ fatto così.

Immobile 7.5: Da giorni dicono che deve fermarsi, lui continua ad andare avanti a botte di 90′ e sfodera un gol da cineteca. Scarpa d’Oro Europea, tre volte capocannoniere della Serie A, sulle orme di Piola nella storia della Lazio: dev’essere sempre l’ultimo a essere criticato, da altre parti lo avrebbero reso Re, qui c’è ancora qualcuno che mastica amaro. Farisei.

L’all. Simone Inzaghi 6: La fase difensiva è ormai ufficialmente il suo cruccio, sui cambi deve avere più tempismo, stasera regala almeno un quarto d’ora di stallo al fratello. Ma la Lazio meritava di più, le difficoltà sono tante e la stagione particolare. Deve però trovare il coraggio di cambiare spartito quando le circostanze lo richiedono.






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