di Fabio BELLI

Le pagelle biancazzurre di Lazio-Juventus: ennesima impresa nel recupero dei ragazzi di Simone Inzaghi, è ancora una volta Caicedo a cambiare il destino di una partita che sembrava ormai scritto.




Reina 6.5: Forse un po’ “legato” sul cross di Cuadrado che manda in tilt tutta la difesa e fa segnare Ronaldo. Splendido però un intervento su una punizione di CR7 che allo scadere del primo tempo poteva mettere in ghiaccio la partita.

Luiz Felipe 6.5: Una prova di sostanza e di grande attenzione, capisce che deve restare fulcro difensivo in un match in cui la Juventus cerca ossessivamente la profondità. Non perde mai la concentrazione.

Acerbi 6.5: Generosità sempre senza paragoni, ormai da diverse partite si sdoppia tra i compiti da centrale e le discese sulla sinistra. Nel finale moltiplica addirittura le energie.

Radu 6: Il suo rientro è una grande notizia, la catena con Fares non funziona alla perfezione e qualche volta deve usare le maniere forti, ma se la cava dopo una lunga assenza.




Hoedt (dal 9’st) 6: Era stato ottimo a San Pietroburgo, stavolta subentra per l’ordinaria amministrazione, con la Juventus che lo sollecita davvero molto poco.

Marusic 6.5: Commette diversi errori ma è impossibile non notare la quantità di palloni che i compagni gli chiedono di giocare. Sfiora il gol in due occasioni, con una pregevole conclusione a giro e con un colpo di testa in cui non ha la lucidità di cercare il secondo palo.

Milinkovic-Savic 7: Per forza di cose la squadra gli chiede ancora di essere leader, abbandona le solite leziosità che a volte lo frenano giocando una partita tutta sostanza. Muriqi non arriva d’un centimetro a quella che sarebbe stato un assist da urlo.

Cataldi 6: Torna nell’occasione più difficile, Pirlo dalla panchina sollecita continuamente gli attacchi centrali e Kulusevski gli si materializza più volte dal nulla. Risponde con generosità e precisione, anche se non può impostare come vorrebbe.

Akpa Akpro (dal 32’st) 7: Questo ragazzo non finisce di stupire, in circa un quarto d’ora fa saltare il tappo del centrocampo juventino e la Lazio riesce finalmente ad alzare il baricentro, permettendo a Correa di sguinzagliare la sua decisiva fantasia.




Luis Alberto 6.5: Ottimo primo tempo in cui il gioco passa spesso tra i suoi piedi, poi nella ripresa pian piano si fa sentire la ruggine degli ultimi giorni. Gli manca però Immobile, che avrebbe sfruttato sicuramente meglio alcuni suoi movimenti.

Pereira (dal 32’st) 6.5: Anche lui entra con grande determinazione, ha piedi buoni ma li abbina a una grinta inusuale per uno dalle sue caratteristiche. Anche grazie a lui la Lazio schiaccia gli avversari ai 16 metri dall’80’ in poi.

Fares 5.5: Ci prova in tutti i modi, ma non convince né da crossatore, né in fase di ripiego, con Cuadrado che lo supera troppo facilmente sul gol juventino. A sua discolpa, in una nuova realtà gli è stato chiesto di giocare sempre e comunque, probabilmente migliorerà quando il suo utilizzo potrà essere dosato.

Lazzari (dal 9’st) 6: I compagni lo cercano molto poco, si vede che è reduce comunque da un periodo difficile, prima l’infortunio, poi lo stop forzato dopo i tamponi: con lui la Lazio recupera comunque un elemento chiave, tant’è che rimette ordine sulla fascia.

Correa 7.5: Primo tempo piuttosto anonimo, poi sale di tono nella ripresa e nei 20′ finali è addirittura straripante. Soprattutto, l’azione del pari laziale nasce da una sua azione indimenticabile, di fatto nel salta quattro in un colpo solo (prima Cuadrado e Bentancur, poi Rabiot e Demiral) prima di servire a Caicedo il pallone dell’esultanza finale. Da vedere e rivedere la sua prodezza.




Muriqi 6: Incide poco ma si muove molto, i movimenti però sembrano quelli giusti, come quello che lo porta a non arrivare davvero di pochissimo al suo primo gol, su grande invenzione di Milinkovic. Le critiche sembrano più ansia di chi vuole invocare il flop di mercato piuttosto di chi analizza attentamente la prestazione: per “pesare” di più in area gli servono però più palle alte, che paradossalmente iniziano a spiovere dopo la sua uscita dal campo.

Caicedo (dal 9’st) 8: Contro il Toro gli avevamo dato un 10 simbolico, stavolta l’8 è pieno perché di suoi gol sono valsi 4 punti in più in 8 giorni tra campionato e Champions e perché sono anche belli da vedere. Bonucci fulminato dal suo rapido movimento, il Panterone non solo si fa voler bene ma è anche un grande calciatore e bisogna iniziare a riconoscerlo. Inestimabile comunque quello che ha saputo dare nelle ultime due stagioni, e dire che in entrambi i casi era sul punto di partenza.

L’all. Simone Inzaghi 10: Stavolta il massimo dei voti se lo prende lui e non è affatto simbolico: solo un fenomeno poteva attraversare la tempesta degli ultimi giorni come ha fatto lui, l’immagine a 20 secondi dalla fine che lo vede indicare a Marusic dove lanciare la rimessa vale come un assist. Con 12 giocatori contati in Champions o con l’Italia intera che invoca la ghigliottina per la “sua” Lazio, come l’ha chiamata per l’orgoglio di tutti i tifosi, lui apparecchia sempre una squadra degnissima: l’ennesimo gol di Caicedo è una bella favola, ma la prestazione era comunque sotto gli occhi di tutti.






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