di Fabio BELLI

Le pagelle biancazzurre della nuova rimonta della Lazio: dopo Torino, San Pietroburgo, Caicedo decisivo per mantenere alte le ambizioni stagionali.




Reina 6: Poco impegnato in verità, gestisce bene il pallone le tante volte che viene sollecitato coi piedi, un paio di incertezze sulle uscite nell’area piccola.

Patric 6.5: Stavolta è concentrato per tutti i 90′ e si vede, molto attento nelle diagonali all’interno dell’area di rigore.

Hoedt 7: Da applausi un suo recupero in scivolata su Erokhin, si vede che vuole riscattare il pasticciaccio di Torino. Spesso chiamato a duellare con Dzyuba, vince spesso e volentieri.

Acerbi 7.5: Il suo spirito e la sua grinta sono ormai identificativi per la Lazio. Rispetto a Torino è più prudente, ma da una sua incursione sulla sinistra nasce lo splendido assist per il gol di Caicedo.




Marusic 6: Partita di abnegazione, cambiando anche fascia da destra a sinistra. Spinge poco ma probabilmente per scelta, anche se a tratti finisce un po’ ai margini della partita.

Milinkovic-Savic 7: Ancora una volta si pianta al centro delle azioni della Lazio, offensive e difensive, e la partita gli ruota intorno come un satellite. Un leader come lui però non può compiere errori come quello che aveva di fatto regalato il match allo Zenit, se non ci fosse stato un fuorigioco che vale come una mano dal cielo.

Parolo 6: Si sacrifica molto ma come contro il Torino conferma di non essere al top a livello di dinamismo. E’ sicuramente più attento nel posizionamento, anche se sul gol rasso si ritrova un po’ preso in mezzo.

Cataldi (dal 8’st) 6.5: Gran bell’impatto sulla partita, si teme che il centrocampo con lui possa sbilanciarsi e forse un po’ è così, ma il baricentro si alza e il dinamismo della squadra aumenta.

Akpa Akpro 6: Continua a piacere tanto il suo dinamismo, anche se inizia la partita con un’ammonizione che pesa, presa con un pizzico di ingenuità.




Fares 5.5: Sembra affaticato, non al meglio dal punto di vista fisico. Paga tutto questo soprattutto al momento di mettere i cross in area, ma non è che si presenti sul fondo chissà quante volte.

Pereira (dal 15’st) 6.5: Da Bruges in poi, in costante crescita. Avvia l’azione del pareggio, fa perdere i riferimenti allo Zenit facendo l’elastico tra il centrocampo e la trequarti. E poi oltre alla qualità ha anche grinta da vendere.

Correa 6.5: Gli manca solo l’acuto che vale il gol, un peccato perché dopo un inizio un po’ timido inizia a svariare da funambolo sul fronte offensivo, creando non pochi problemi ai difensori avversari e in particolare a Lovren.

Muriqi 6: Si vede che deve ancora entrare in forma, ma la sua stazza è molto utile alla squadra e prende sempre più palle alte, partita dopo partita. Deve però essere più presente in zona gol, troppo lontano dalla porta per provarci davvero.

Caicedo (dal 15’st) 8: Ormai è l’uomo della provvidenza, segna il suo primo gol in carriera in Champions League ed è anche un gol di pregevole fattura, splendido piazzato in area. E ne sfiora altri due: l’ingresso del Panterone ormai dà sempre una marcia in più, anche se a lui non piace essere considerato uomo da ultimi minuti.

L’all. Simone Inzaghi 7.5: Ancora una volta fa di necessità virtù e in Champions prepara un pranzo di gala coi pochi ingredienti che gli sono rimasti. Il sangue freddo ormai lo ha sviluppato, a un primo tempo stavolta troppo sotto ritmi risponde chiedendo uno sforzo supplementare e ancora una volta azzeccando le mosse dalla panchina, le poche che ha a disposizione. Quest’anno sembra volersi riprendere la rivincita anche sulle disavventure da Covid.






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