È stato un mercato complicato per la Roma, vissuto con tanti problemifinanziari dovuti alla gestione della precedente società e alla crisi economica dettata dall’emergenza Coronavirus, e l’arrivo dei Friedkin a ridosso della campagna trasferimenti. Senza un direttore sportivo il club giallorosso ha saputo comunque gestire la situazione fornendo a Fonseca i giocatori richiesti (all’appello manca un terzino destro) e riuscendo anche a cedere quei giocatori che non rientrano più nei piani del club. Ben diciassette cessioni tra giovani ed “esuberi” che hanno aiutato la Roma ad abbassare il monte ingaggi e alleggerire le spese per la stagione appena cominciata.




Dalle cessioni di Nzonzi, Perotti e Florenzi la Roma ha risparmiato 9 milioni di euro netti, altri 12,5 invece da Olsen, Kolarov, Schick, Kluivert e Gonalons, mentre con Defrel, Under, Coric, Fuzato, Riccardi, Antonucci, Bianda e Seck la Roma ha conservato 8 milioni. Insomma, il totale degli ingaggi dei ceduti è pari a 29,5 milioni di euro per un risparmio totale (considerando gli stipendi dei nuovi acquisti) di ben 15 milioni. Un passo avanti verso un controllo più oculato delle spese del club.

C’è poco da eslutare però al momento, perché il bilancio del club è ancora da filmhorror. Aspettando le mosse dei Friedkin, la Roma ha pubblicato su richiesta della Consob un documento per quantificare le perdite dell’esercizio 2019/2020. I risultati dell’ultima stagione sotto la guida di Pallotta sono disastrosi: persi addirittura 204 milioni.

(fonte: corrieredellosport.it)






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