Terza e ultima seduta di allenamento nel pomeriggio a Coverciano per la Nazionale di Roberto Mancini, che domani mattina volerà in Bosnia Erzegovina alla vigilia della sfida con i padroni di casa in programma venerdì (ore 20.45 – diretta su Rai 1) allo Stadio ‘Bilino Poje’ di Zenica. Gli Azzurri, che lunedì chiuderanno il percorso nelle qualificazioni a EURO 2020 ospitando a Palermo l’Armenia, cercheranno di allungare la striscia record di successi consecutivi nelle qualificazioni (8), con il duplice obiettivo di finire nell’urna delle teste di serie al sorteggio dell’Europeo e migliorare il ranking FIFA in vista del sorteggio alle qualificazioni al Mondiale del 2022.




In una Nazionale con tanti giovani in rampa di lancio, Francesco Acerbi è uno degli ‘anziani’ del gruppo. Classe ’88, il difensore della Lazio vanta solo 5 presenze in maglia azzurra, ma la costanza di rendimento degli ultimi mesi, complice l’infortunio di Giorgio Chiellini, gli ha permesso di scalare le gerarchie e non è un caso che sia partito nell’undici titolare in due delle ultime tre gare: “Non ho mai pensato al posto fisso – le sue parole in conferenza stampa – non ce l’ho. In Nazionale ci sono tanti ottimi giocatori, manca Chiellini che è una colonna internazionale, io resto con i piedi per terra e penso che ogni opportunità sia una finale. In Bosnia vogliamo continuare a vincere. Ci aspetta un campo ostico, difficile, rischi di fare una brutta figura e non vogliamo farla”.

Se dovesse giocare venerdì a Zenica potrebbe trovarsi a marcare Edin Dzeko, l’attaccante della Roma che lo scorso 11 giugno a Torino aveva portato in vantaggio la Bosnia prima della rimonta firmata da Insigne e Verratti: “Per me è un derby. È uno dei migliori attaccanti in circolazione: ha destro, sinistro, colpo di testa, controllo, profondità. All’andata da solo metteva in apprensione i difensori. Ci sono altri grandi giocatori, come Pjanic a centrocampo”.

Felice per lo stato di grazia di Immobile (“è un amico, un grande attaccante, ora bisogna preservarlo. Andasse avanti così sarebbe da Pallone d’Oro!”), Acerbi fa i complimenti agli ultimi arrivati: “Sono giovani e forti. Castrovilli è sotto gli occhi di tutti, immaginavamo che potesse arrivare la sua occasione. Cistana l’ho conosciuto due/tre anni fa, lo feci allenare con il mio preparatore Simone Loria a Forte dei Marmi. In due anni l’ho trovato in Serie A al Brescia. Ha grande voglia, umiltà, perché ha avuto dei problemi andando in prestito e facendosi male. È una convocazione più che meritata, sono proprio contento per lui. Deve andare avanti così, ha fatto poche partite in A e deve crescere”.




Il 13 novembre 2017 l’Italia vedeva sfuggire il Mondiale russo dopo lo 0-0 nel ritorno del play off con la Svezia. Due anni dopo la Nazionale ha ritrovato vittorie e bel gioco, ma soprattutto il feeling con i suoi tifosi: “La gara con la Svezia – ricorda Acerbi – l’ho vista a casa di un amico. A fine partita ero incredulo, speravi sempre che facesse gol qualcuno, invece non è successo e ci sono rimasto veramente male. È una cosa passata, siamo agli Europei e bisogna guardare avanti. Bisogna prendere spunto dagli errori, ma andare avanti”.

Con Sirigu ha scherzato sul gran gol realizzato con il Torino con un tiro dalla lunga distanza (“non mi saluta da tre giorni. Ero molto libero nella zona di metà campo, ho tirato ed è andata bene”), ma il primo pensiero resta quello di schermare il proprio portiere: “Abbiamo un’ottima difesa. Siamo in undici, si difende tutti e si attacca tutti insieme. Dietro  costruiamo a tre, mi piace il ruolo, lo faccio ogni tanto nella Lazio”.

Il pensiero va a poi ai piccoli pazienti dell’Ospedale Bambino Gesù, alla visita di ottobre che dovrebbe ripetersi nei prossimi giorni: “Io ci sono, saremo in tre oltre al mister. Pensi a quei bambini e ti dici ‘cavolo, un po’ di tempo potrei dedicarlo a loro’”.

(fonte: figc.it)






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