La famiglia di Fabrizio Piscitelli, storico leader degli Irriducibili, ha rilasciato una nota all’Adnkronos con la quale ha fermamente preso posizione e replicato ai contenuti della trasmissione Report, in cui sono stati unilateralmente attribuiti a Diabolik ruoli e responsabilità in relazione alla vicenda concernente Fabrizio Toffolo. Ecco la nota della famiglia:

“Il servizio è risultato ai nostri occhi ridondante ed approssimativo: ha mostrato (probabilmente per vivacizzare l’attenzione) una nota della questura risalente al 2007 in cui una fonte confidenziale indicava nostro figlio quale mandante dell’illecito subito dal signor Fabrizio Toffolo. A distanza di 12 anni e certi che nostro figlio non ha avuto alcuna condanna per tale fatto criminoso, è d’obbligo chiedersi in ogni caso quanto sia stata attendibile l’eventuale fonte e quanto sia realistico parlare di sicurezza in questo paese. Eh sì, poiché se fosse stato nostro figlio il mandante come recita la nota della questura, ci si deve domandare perché la stessa e la magistratura non abbiano al tempo proceduto. Ci si chiede altresì se non fosse più opportuno ed onesto, invece, un servizio giornalistico finalizzato ad evidenziare le criticità di un sistema dove la sicurezza altro non è che un’onda da cavalcare in determinati periodi. Noi come genitori attendiamo dalla questura di conoscere invece gli esiti di una indagine certamente complessa ma che vede ancora liberi gli assassini e i mandanti di un efferato omicidio avvenuto in pieno giorno estivo e in un parco pubblico assai frequentato da ogni fascia di età. Riteniamo che nostro figlio, sebbene abbia commesso errori pagati interamente alla giustizia senza avere sconti o permessi premio, sia dal giorno 7 agosto, una vittima. Aspetto che ci appare sin troppo trascurato e schiacciato dalla morbosità e dalla faziosità che lasciano prediligere quello criminale. Certamente ci adopereremo sempre in tutte le sedi affinché nostro figlio non diventi però il ‘contenitore’ dove poter gettare fatti criminosi che non lo hanno riguardato e per i quali magari non è stato addirittura indagato o per quei fatti che non hanno trovato altre risposte giudiziarie. La sua assenza voluta da assassini che non gli permette di difendersi troverà sempre in noi la voce, quando ciò risulterà con ogni evidenza opportuno. Saremmo grati ai giornalisti e alle istituzioni se venisse considerato e contemplato anche il rispetto per dolore di noi genitori e fratelli che piangono il loro caro, ben consapevoli della sua storia di vita, troppo spesso però amplificata per ragioni che non riteniamo di dover specificare. Auspichiamo che il prossimo servizio o articolo giornalistico porti con sé la nota della Questura indicante gli assassini di Fabrizio”.

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