(Immagine: sslaziomuseum.it)

di Jean Philippe ZITO

Il 27 Marzo del 1932 è Pasqua, il tempo a Roma è incerto, ma nonostante tutto allo Stadio del Partito Nazionale Fascista accorre un pubblico numeroso per assistere alla partita Lazio – Fiorentina.




Si gioca la quattordicesima giornata di Serie A e la tribuna d’onore è affollata di personalità: il Generale Vaccaro, i figli del Duce, Vittorio e Bruno Mussolini accompagnati dall’istitutore Marino Reatto; il segretario della Fidal, il dott. Pucci, e poi un nutrito gruppo di Consoli e Onorevoli.

Le squadre scendono in campo tra l’ovazione dei tifosi alle 15:30; prima gli ospiti della Fiorentina e poi la Lazio. Dopo cinque minuti ha inizio la gara, diretta dal signor Scarpi di Dolo. Curiosità: la “Brasilazio” scende in campo con…la maglia a strisce stile “Argentina”.

La formazione Laziale è così composta: Sclavi, Augusto Mattei, Del Debbio, Rizzetti, Furlani, Juan Fantoni, Octavio Fantoni, Malatesta, “Filò” Guarisi, Castelli e De Maria. La Fiorentina risponde con: Ballante, Gazzari, Magli, Pizziolo, Bigogno, Neri, Luchetti, Busini, Petrone, Galluzzi, Rivolo.




La Lazio è allenata da Amilcar Barbuy; il trentottenne brasiliano è alla prima esperienza fuori dai confini nazionali. La sua lunga carriera in Brasile l’ha visto più volte ricoprire il doppio ruolo di giocatore – allenatore: nel Corinthians, dove ha militato dal 1912 al 1923 (entrando nella storia del “Timao” come primo giocatore convocato nella Seleção), vincendo per 4 volte il titolo Paulista; alla Palestra Italia (dal 1923 al 1930) dove ha vinto 2 volte il Campionato e perfino in Nazionale, con la quale ha vinto la Coppa America nel 1919 e 1922.

In Italia gioca una sola partita (la sua ultima da professionista) con la Lazio, costretto a scendere sul rettangolo verde a causa dei numerosi infortuni tra i giocatori capitolini, nella vittoria casalinga per 3 a 2 contro il Bari.

Così per oltre 80 anni Barbuy è stato l’esordiente più anziano della Serie A, alimentando fantasiose ricostruzioni sulla sua data di nascita. Per anni si è creduto, infatti, che l’allenatore della Lazio avesse debuttato nella massima serie a 52 anni!




Il 27 Marzo del 1932, Amilcar Barbuy  è seduto in panchina, voglioso di prendersi una rivincita dopo la sconfitta rimediata a Firenze per 2 a 0 nel girone d’andata. Il terreno di gioco dello Stadio del PNF viene descritto su “Il Littoriale” del giorno seguente, come: “pantanoso, pesante, e nonostante sia largamente cosparso qua e là di segatura, il restare in equilibrio è quanto mai difficile”.

I primi minuti risultano essere molto equilibrati, poi al12° l’episodio che cambia la partita.

Il mediano della Fiorentina, Giuseppe Bigogno (sarà allenatore della Lazio dal 1951 al 1953), in un tentativo di rovesciata cade male sulla schiena e si infortuna. Dopo aver provato a giocare come ala, è costretto ad uscire dal campo alla mezz’ora, lasciando così i “viola” in 10 uomini.

Giocando in superiorità numerica, la Lazio ha le opportunità migliori che vengono sprecate sotto porta. Al minuto17 l’azione che porta al vantaggio biancoceleste, così descritta da “Il Littoriale”: “Malatesta scavalca Galluzzi e passa al centro, un rapido scambio con Filò e la palla è di nuovo a Fantoni I, che di sinistro mette in rete senza che Ballanti possa intervenire”.

La Lazio ora è padrona del campo e rischia di segnare il secondo gol in un paio d’occasioni. Prima con il “Rato” Castelli al 22°, poi con “Filò” Guarisi che lasciato libero davanti all’estremo difensore gigliato, al 37°, non riesce ad insaccare.

Il primo tempo si conclude quindi con la Lazio meritatamente in vantaggio, nei confronti di una Fiorentina in evidente affanno a causa dell’inferiorità numerica.

La Viola però è una squadra di valore (da esordiente in Serie A, ottiene un ottimo quarto posto finale) che può contare in rosa bravi e temuti giocatori, fra i quali spicca l’attaccante uruguaiano Pedro Petrone, che alla fine della stagione si laureerà capocannoniere con 25 reti.




Ecco spiegato il motivo per cui, nella seconda parte di gioco, la Fiorentina mette comunque in difficoltà i padroni di casa. Ed è proprio Petrone che va più volte vicino al pareggio, sventato grazie agli interventi risolutivi di Mattei in copertura e del “solito” Sclavi tra i pali.

Le altre occasioni per i toscani con Rivolo al 26°, Busini al 31°, Lucchetti al 42° e nuovamente Busini allo scadere, non mutano il risultato. La partita termina con il punteggio di 1 a 0, ma il pubblico di casa riconosce la buona prova della Fiorentina e applaude convintamente sia i vincitori, che i vinti.

Almicar Barbuy a fine di quell’unica stagione alla Lazio, torna in Brasile per continuare la carriera d’allenatore su alcune delle panchine delle più famigerate società verdeoro.

IL TABELLINO

SERIE A, 27 MARZO 1932

LAZIO-FIORENTINA 1-0

Marcatori: 17’pt O. Fantoni

LAZIO: Sclavi, Mattei, Del Debbio, Rizzetti, Furlani, O. Fantoni, F. Guarisi, Malatesta, J. Fantoni, Castelli, De Maria. Allenatore: Barbuy.

FIORENTINA: Ballante, Gazzari, Magli, Pizziolo, Bigogno, Neri, Luchetti, Busini, Petrone, Galluzzi, Rivolo.

Arbitro: Scarpi di Dolo

(foto: sslaziomuseum)






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