Sono state sospese, dopo una seconda intera giornata di inutili tentativi, le ricerche in mare per individuare i resti dell’aereo da turismo che lunedì sera trasportava Emiliano Sala da Nantes a Cardiff. Ormai non ci sono più speranze di ritrovare vivi il giocatore italo-argentino e il pilota che lo stava riportando in Galles. E mentre familiari e tifosi attendono sempre più disperati l’ufficialità dello scenario peggiore, i due club coinvolti, che avevano appena concluso un trasferimento da 17 milioni (record per entrambe le società) devono gestire anche le conseguenze dell’incidente da un punto di vista giuridico e assicurativo.




Un barlume di speranza per ritrovare vivo Sala era arrivato in mattinata dall’Inghilterra, dove Sky News sosteneva che la polizia da questa mattina stesse lavorando sulla teoria secondo cui i membri dell’equipaggio del velivolo avrebbero potuto essere ancora vivi a bordo di una scialuppa di salvataggio. In realtà, con il passare delle ore, si sono imposti a un certo punto i virgolettati di un ufficiale che sta coordinando le ricerche del velivolo: “Non ci sono più speranze” di ritrovare vivi Sala e il pilota. Dalle prime indagini dell’agenzia britannica Air Investigation Branch (AAIB), emerge che il velivolo è stato registrato negli Stati Uniti. Secondo i media inglesi il pilota, unica altra persona sull’aereo, dovrebbe essere Dave Ibbotson, 60 anni, padre sposato di tre figli di Scunthorpe nel nord dell’Inghilterra. Da quanto emerge, il pilota aveva chiesto di abbassare la sua quota poco prima che il controllo del traffico aereo nella vicina Jersey perdesse il contatto con il velivolo.

(fonte: gazzetta.it)






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