di Fabio BELLI

“I Marziani hanno 12 mani” è una pellicola del 1963 non particolarmente nota al grande pubblico, anche per gli scarsi passaggi televisivi rispetto ad altre commedie degli anni Sessanta. Nel panorama cinematografico italiano, merita per essere ricordata come l’esordio assoluto alla regia di una coppia d’oro dietro la macchina da presa, quella formata da Castellano & Pipolo.




Il film, con Paolo Panelli, Carlo Croccolo ed Enzo Garinei tra i protagonisti e con apparizioni di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e di Lando Buzzanca tra gli altri, strizza l’occhio allo spartito già proposto dal genio di Ennio Flaiano nel suo “Marziano a Roma”: gli extraterrestri arrivano nella Capitale, ma finiscono per dimenticare i loro piani di conquista galattica, mostrandosi in tutto e per tutto simili a noi tanto da cadere ben volentieri nelle trame della Dolce Vita dell’epoca.




Lazio protagonista in questa “rarity” cinematografica in una sequenza in cui Carlo Croccolo, il marziano X-4, cerca a tutti i costi un luogo affollato per declamare il suo solenne discorso ai terrestri. Quale location migliore dello Stadio Olimpico, in cui si sta svolgendo un incontro internazionale fra la Lazio e il blasonato Santos di Pelé? Con tanto di cameo di Nando Martellini alla cronaca del match, il marziano dovrà adattarsi al clima circostante: ma quale conquista del mondo, c’è la Lazio! Anche se l’unico calcio con il quale si mostrerà in confidenza sarà quello sulla tavola periodica…









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