Pierpaolo Marino, ex DG dell’Atalanta, è intervenuto sugli 88.100 di ElleRadio nella trasmissione Laziali On Air, condotta da Danilo Galdino e Fabio Belli:




Sono stato a vedere Udinese-Atalanta e ho visto i bergamaschi passeggiare nel secondo tempo contro una squadra che aveva battuto la Roma quindici giorni prima. Per la Lazio la partita arriva in un momento molto difficile, anche il Napoli ha fatto molta fatica per vincere a Bergamo due turni fa. L’Atalanta gioca molto corta, il suo pressing comincia praticamente già dal portiere avversario, senza dimenticare quelli che possono essere i valori del fattore ambientale.




L’Atalanta ha pochi difetti nel corso della partita ma tende a concedere qualcosa agli avversari, essendo molto generosa nella manovra. Bisogna avere la capacità di aggredire nei momenti giusti con le ripartenze, considerando che i nerazzurri giocano molto alti. In più l’intensità del pressing dell’Atalanta la costringe a rifiatare in alcune fasi del match, è in questi momenti che la Lazio deve ribaltare il fronte andando ad attaccare alta l’avversario.

Gomez all’Atalanta ho avuto il piacere di portarlo io. Va detto che il Papu in questi primi mesi di campionato non ha fatto faville, ma è un giocatore capace di mettersi enormemente al servizio della propria squadra, giocando più da trequartista che da ala. Bisogna mettere l’accento sulla maggiore esplosività che Gomez ha rispetto a Correa, il che gli permette di aggredire sia gli spazi corti sia lunghi, senza dimenticare il tiro da fuori area, una sua specialità.




“Milinkovic-Savic è un giocatore che probabilmente aveva bisogno di cambiare area, si è visto che dal punto di vista caratteriale non ha avuto la capacità di mantenere gli stimoli e la concentrazione dell’anno scorso. Una volta cambiata squadra potrebbe ritrovare i margini di crescita su cui lavorare, messe alle spalle le vicende di mercato. Non credo che valesse più di 100 milioni, ma ci sarebbe da approfittare del calo di quotazione per prenderlo.”

“Tare e Lotito sanno muoversi molto bene sul mercato: io non credo che Milan abbia offerto quanto si dice, i 100 milioni e oltre che chiedeva la Lazio non sono arrivati perché è un giocatore che non ha ancora partecipato alla Champions League, perché è un giocatore che non è ancora un punto fisso in Nazionale e nella Lazio ha giocato solo una stagione ad altissimi livelli. Probabilmente la valutazione è stata eccessiva, facendo andare alle stelle le aspettative ma restando alla Lazio i tasselli non sono andati a posto. I giocatori secondo me sono come i titoli in borsa, in questo momento il titolo Milinkovic-Savic va tolto dal portafoglio e monetizzato, perché la crisi potrebbe durare anche di più.”




“Ieri ho dedicato un tweet alla scomparsa di Felice Pulici, che ho definito “amico galantuomo”: lo ricordo da giocatore parare di tutto e di più contro il mio Avellino, poi l’ho conosciuto da dirigente, ai tempi della trattativa che portò Fiore e Giannichedda alla Lazio. Era un grande appassionato di settore giovanile, incredibilmente competente, e ne ho potuto apprezzare le doti umane, era in possesso di una classe inusuale per il mondo del calcio.”






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