di Fabio BELLI (foto © Antonio FRAIOLI)

Don Abbondio diceva che se il coraggio uno non ce l’ha, non se lo può dare. Lo stesso vale per l’intelligenza, calcistica ci mancherebbe: e se il coraggio invocato a gran voce dai tifosi dell’Olimpico la Lazio se lo scartavetra dal cuore a piene mani in un secondo tempo veemente, dal cervello non arrivano gli impulsi giusti per tenere il pallone lontano dall’area di rigore in 100 secondi finali contro un avversario prostrato dal gol subito al 96′, in dieci e senza idee offensive per tutto il secondo tempo. A questa Lazio, spiace dirlo, manca più sale in zucca che testosterone, venuto fuori in abbondanza nel secondo tempo: purtroppo entrambi servono per vincere le partite, oltre a quella fortuna che sarà pure l’alibi dei perdenti come dice qualcuno, ma ahi quanto ci farebbe comodo da qualche settimana a questa parte.

FORMAZIONI – Il lavoro in ritiro non persuade Inzaghi al cambio di modulo: 3-5-2 confermato, Wallace mantiene il suo posto in difesa, Badelj quello in cabina di regia. Sulla fascia destra Patric vince il ballottaggio con Caceres, in avanti tra i due litiganti il terzo gode: al fianco di Immobile né Correa né Luis Alberto, ma Felipe Caicedo. Nella Sampdoria c’è Colley e non Tonelli al centro della difesa, a centrocampo Ekdal viene preferito a Ronaldo Vieira, in attacco il partner di Quagliarella non è Defrel, bensì Caprari.

QUAGLIARELLA E PALO, LAZIO GELATA – Si comincia a ritmi bassi, con Caicedo che si fa ammonire al 6′ per una “sbracciata” su Ekdal. Al 13′ gol annullato a Immobile per fuorigioco, su un patatrac della difesa blucerchiata fortunata nella carambola su Caicedo a trovare il bomber avanti rispetto alla linea del pallone. Al 16′ buona occasione per Patric, che calcia alto servito da Immobile. Al 21′ arriva però la doccia fredda, con la Sampdoria che scambia bene e Murru che pesca Quagliarella solo in area, troppo facile per l’attaccante blucherchiato siglare il vantaggio. La Lazio va subito vicina al pareggio in due occasioni: prima Caicedo ruba un gran pallone a Colley, ma manca un facile assist che avrebbe mandato Immobile in porta. Quindi lo stesso Immobile dopo una grande accelerazione impegna Audero, ma sulla respinta Caicedo non trova il tap-in. Nel finale Immobile prima manca il diagonale lanciato nello spazio da Caicedo, poi allo scadere dei 2′ di recupero vede la sua conclusione deviata da Berezynski stamparsi sul palo, terzo legno in quattro giornate dopo quelli contro Sassuolo e Chievo.

FOLLIE FINALI – La Lazio inizia energicamente il secondo tempo, con Audero che deve intervenire due volte, prima su Patric e poi su Lulic. Al 7′ Inzaghi cambia inserendo Cataldi e Correa al posto di Badelj e Caicedo. I biancazzurri insistono, Patric arriva spesso alla conclusione coi suoi inserimenti sulla destra, su un colpo di testa di Milinkovic-Savic è Andersen a evitare la deviazione vincente di Immobile. Cambia anche Giampaolo con Kownacki e Jankto che prendono il posto di Caprari e di Praet. La grande chance per il pari si materializza però al 26′ per la Lazio, con Immobile che lancia bene Correa, che piazza il pallone sul secondo palo: Audero è però miracoloso nella deviazione con la punta del piede. Il finale è da romanzo, purtroppo con finale horror: al 34′ su azione da calcio d’angolo Acerbi trova da due passi il meritatissimo pari, poi a 3′ dal novantesimo Milinkovic-Savic manca di testa il comodo sorpasso. Al 93′ Sampdoria in dieci uomini per l’espulsione di Berezynski, che atterra Correa. Punizione di Luis Alberto sulla barriera, ma c’è una mano galeotta che viene rilevata dal VAR: calcio di rigore che Immobile trasforma al 96′, tutti sotto la curva per un festeggiamento liberatorio. Ma la Lazio quest’anno sembra accompagnata da una tetra maledizione: Massa, impeccabile questa sera, segnala 1’40” ancora da giocare. Al 99′ Kownacki pesca Saponara, ultimo cambio di Giampaolo, nella terra di nessuno, girata di tacco con Strakosha fuori dai pali colpevolmente, pallone in rete. Una beffa che nessuno meritava, ma i tifosi un po’ meno di tutti, ma ci sono annate così, che si portano dietro un’ombra e scacciarla è sempre più dura del previsto.

IL TABELLINO

SERIE A

LAZIO-SAMPDORIA 2-2

Marcatori: 21’pt Quagliarella (S), 34’st Acerbi (L), 51’st rig. Immobile (L), 54’st Saponara (S).

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Wallace (31’st Luis Alberto), Acerbi, Radu; Patric, Parolo, Badelj (7’st Correa), Milinkovic, Lulic; Caicedo (7’st Cataldi), Immobile. A disp.: Proto, Guerrieri, Luiz Felipe, Bastos, Caceres, Durmisi, Lukaku, Berisha, Murgia. All.: Simone Inzaghi.

SAMPDORIA (4-3-1-2): Audero; Bereszynski, Andersen, Colley, Murru; Praet (25’st Jankto), Ekdal, Linetty; Ramirez (37’st Saponara); Caprari (20’st Kownacki), Quagliarella. A disp.: Rafael, Belec, Ferrari, Tonelli, Rolando, Sala, Tavares, Vieira, Defrel. All.: Marco Giampaolo.

Arbitro: Davide Massa (sez. Imperia)

Ass.: Valeriani – Di Vuolo. IV uomo: Illuzzi VAR: Pairetto. AVAR: Manganelli

NOTE. Ammoniti: 40′ Bereszynski (S), 45′ Immobile (L), 57′ Audero (S), 69′ Wallace (L), 90′ Linetty (S), 101′ Saponara (S). Espulso: 92′ Bereszynski (S). Recupero: 2′ pt; 5′ st.

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