Pietro Vierchowod, ex difensore Scudettato della Sampdoria, è intervenuto sugli 88.100 di ElleRadio nella trasmissione Laziali On Air, condotta da Danilo Galdino e Fabio Belli:




Quest’anno ho visto giocare diverse volte la Sampdoria. E’ una squadra che arrivava un po’ in calo prima dell’ultima vittoria di domenica, i blucerchiati giocano spesso e volentieri in contropiede ed ha i giocatori in grado di poterlo fare. L’unica pecca è la difesa, vista all’opera mi sembra un po’ il punto debole della squadra. In attacco ci sono comunque giocatori veloci in grado di mettere in difficoltà gli avversari.

In quest’ultimo periodo la Lazio non può contare sul Milinkovic-Savic degli altri anni: era straripante, risoluto in tutte le situazioni, forte fisicamente e tecnicamente. Quest’anno mi sembra evidentemente in calo, meno trascinante rispetto alle altre stagioni. E’ un giocatore che vedrei benissimo dietro le punte, ama accentrarsi ed è molto più pericoloso, arrivando da dietro, di un calciatore statico in avanti. Ama partire da una posizione un po’ ibrida, facendo male con i suoi inserimenti.




Ultimamente si parla molto di modulo, ma è come il giocatore va in campo che fa la differenza: si può partire, facendo un esempio, col 4-3-3, ma poi ogni giocatore deve ricoprire diversi ruoli e bisogna che sappia fare ciò che serve nella sua zona di competenza, questo sarebbe importante spiegare per comprendere quale contributo ciascun giocatore deve offrire.

Vedo Acerbi molto migliorato tatticamente, sa comandare la difesa ed essere un perno della retroguardia e questo comporta qualità non solo tecniche ma anche mentali. La zona dice che nel proprio settore di competenza il difensore deve essere vicino all’uomo, invece ora vediamo giocatori che restano a 10 metri dall’avversario: per questo vediamo sempre attaccanti che segnano molti gol e difensori che “rinculano”. Un difensore non deve giocare così, portano sempre verso il centro gli attaccanti avversari e invece devono andare verso l’esterno, non si trovano mai ad affrontarli uomo contro uomo ma devono sempre ripiegare, rincorrere.




Manca una vera scuola per formare i difensori da giovani, si buttano spesso in scivolata che è la cosa più sbagliata, dovrebbe essere l’ultima risorsa in assoluto. Conta anche lo staff, allenatori che sono stati attaccanti puri difficilmente sanno come si cresce un difensore. Io mutuerei lo stile del football americano, un allenatore per ogni fase, difensiva e offensiva, con zone di competenza per i tecnici.

La Nazionale è un’eredità pesantissima per Roberto Mancini: in Serie A le migliori squadre sono composte da tantissimi giocatori stranieri e un selezionatore deve pescare da formazioni minori o comunque da squadre che non fanno le Coppe, senza la dovuta esperienza. Fossi nella Federazione, non potendo limitare i tesseramenti di giocatori comunitari, istituirei una regola con un massimo di cinque stranieri schierabili in campo, per mantenere una quota di italiani che possano crescere in campo e fare esperienza.

Il Milan quest’anno è una squadra che dev’essere ancora costruita, che alterna alti e bassi. Si trova comunque al quarto posto e manterrà il passo finché starà bene fisicamente, a gennaio però dovrà colmare qualche lacuna con le migliori. La Roma è una squadra di valore ma che a mio avviso deve essere guidata in modo diverso: è una formazione abbastanza anarchica, Liedholm ai nostri tempi era un allenatore che lasciava libertà ma al tempo stesso imponeva una disciplina ferrea, tutti lo ascoltavamo in silenzio assoluto. Servirebbe un allenatore che sappia imporre in maniera perentoria le proprie idee.






LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.