Quest’oggi, presso gli studi televisivi di Lazio Style Channel, i due calciatori biancazzurri Marco Parolo e Ciro Immobile hanno risposto ad alcune domande poste dagli alunni della quinta elementare dell’Istituto Sacro Cuore di Gesù Farnesina, la cui insegnante di ruolo è la celebre Suor Paola.

“Speriamo di portare in Champions la Lazio tramite i risultati dando il massimo sul campo: la squadra meriterà così di arrivare nella massima competizione europea –  ha dichiarato Marco Parolo  Non esiste un segreto, altrimenti lo avremmo utilizzato anche nelle passate stagioni. Dovete divertirvi sempre, ogni volta che giocate ed avere massimo rispetto di compagni ed avversari riversando tutta la gioia che provate sul campo: se farete così, uscirete felici dal terreno di gioco. Ormai la partita con l’Inter è passata, bisogna voltare pagina: quando accade una casa brutta bisogna dimenticarla ed andare avanti. Tra poco giocheremo nuovamente contro i nerazzurri e vogliamo vincere. Il mio idolo era Gerrard e giocava nel Liverpool: è stato il modello a cui mi sono ispirato. I valori di un calciatore sono gli stessi che dovete avere voi: rispetto dei ruoli e della gente dando sempre il massimo per i compagni, per i tifosi e per ciò che chiede il tecnico. Gioco nella Lazio, mi piace Roma e voglio restare qui. Abbiamo vinto con la Fiorentina e ci siamo ripresi dopo la sconfitta nel derby. I nuovi arrivati li rendiamo subito partecipi, li aiutiamo ad ambientarsi nella città nella quale si apprestano ad inserirsi. Non sempre siamo calmi e freddi sul campo, a volte ci facciamo prendere dalle emozioni della partita, ma con il tempo si imparano a gestire meglio queste sensazioni. La gara più amara è stata quella contro la Svezia con la Nazionale italiana in occasione degli spareggi validi per l’accesso alla fase finale del Mondiale, la più dolce è stata invece quella di due anni fa nel derby di Coppa Italia e quella di Supercoppa italiana contro la Juventus. Anche le emozioni provate durante gli Europei restano indelebili”.

Oltre al centrocampista biancazzurro, anche Ciro Immobile si è prestato a rispondere ai quesiti dei giovani studenti: “Quando sono in campo sento sempre il mio nome e mi emoziono ogni volta: è bello sentirsi chiamare a gran voce da così tante persone all’interno dello stadio. Non abbiamo tempo in trasferta per visitare le varie città: ceniamo, restiamo in camera ed il giorno dopo giochiamo. Durante gli allenamenti ci prepariamo sulla tecnica, sulla tattica, sulla velocità, sulla mentalità e su come affrontare le varie situazioni di gioco. Per me è un grande onore giocare nella Lazio: nel mio tempo libero sto con mia moglie, con le mie figlie e gioco alla PlayStation. Da quando abbiamo iniziato a giocare in Europa, ho meno tempo per stare con la mia famiglia, ma riesco a ritagliarlo. Nello spogliatoio ridiamo e scherziamo ed in altri momenti cerchiamo di far sorridere anche chi sta trascorrendo momenti negativi. Gli avversari li consideriamo colleghi e salutiamo sempre i calciatori che conosciamo o con i quali abbiamo già giocato, ma proviamo sempre a batterli. Mio padre mi ha trasmesso la passione per il calcio: a mio fratello non piaceva questo sport, per me invece è diventato da subito un grande divertimento. Piangevo quando i miei genitori non mi mandavano a calcio a causa del mio rendimento scolastico: il pallone è diventato la mia vita. Sono rimasto alla Lazio nonostante mi avessero offerto ingaggi più onerosi”.

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