L’Italia è salva, e ha anzi ancora la possibilità di giocarsi la final four. Una gara dominata, condotta a lungo in maniera spettacolare e risolta solo al 92’ (con Biraghi) per «colpa» di uno straordinario Szczesny e l’imprecisione di qualche azzurro. Sì, forse ieri è scoccata la scintilla giusta. Il tiki-taka manciniano convince e piace molto ai giocatori stessi. Là davanti, però, ora serve un uomo-gol convincente per far quadrare definitivamente i conti.

Mancini conferma l’undici anti-Ucraina: Donnarumma in porta; Florenzi, Bonucci, Chiellini e Biraghi dietro, Jorginho in regia; Barella e Verratti interni; Chiesa, Bernardeschi e Chiesa là davanti, e stavolta è lo juventino a partire da «falso nove». Nella Polonia resta fuori Piatek, il capocannoniere della nostra serie A, ed è Zielinski ad agire a supporto di Lewandowski e Milik. Primo tempo a senso unico, dominio azzurro, e lo 0-0 all’intervallo è qualcosa di inspiegabile: due traverse e tre miracoli di Szczesny. La banda Mancini tiene palla, pressa altissimo e crea occasioni a raffica. Dopo pochi istanti Jorginho (destro a girare) colpisce la traversa. Al 23’, Chiesa sfonda sulla destra e serve Bernardeschi che calcia malissimo da buona posizione. È poi ancora Chiesa ad asfaltare gli avversari di turno: centro basso per Insigne, tocco in scivolata del «10» e palla che va a sbattere ancora sulla traversa con Szczesny battuto. Il portiere polacco sale poi in cattedra: parate mostruose su Jorginho (diagonale di destro), Chiellini (testata all’incrocio) e Florenzi (botta ravvicinatissima dopo uno spettacolare triangolo con Insigne). La Polonia, in avanti, è tutta in un sinistro di Milik deviato in angolo da un difensore azzurro.

Due cambi polacchi a inizio ripresa: fuori Szymanski e Linetty, dentro Grosicki e Blaszczykowski, squadra che dal «rombo» passa al 4-4-2. Poco prima del quarto d’ora anche Donnarumma piazza la paratona deviando il diagonale stretto di Grosicki che colpisce da non più di cinque metri. Gli azzurri reagiscono subito: cross da destra e Biraghi, piazzato sul secondo palo, spara altissimo in corsa. Intanto, là davanti Insigne va in mezzo, Bernardeschi si sposta a destra e Chiesa a sinistra. Altra cavalcata dell’esterno viola e destro a girare che viene deviato in angolo. Intorno al 20’, gli azzurri vanno in porta col pallone, stile Barcellona di Guardiola, ma Insigne (l’uomo dell’ultimo passaggio per Chiesa) è in fuorigioco. Al’26, assist al bacio di Chiesa per Bernardeschi che da cinque metri mette fuori di testa. Poi Insigne appoggia molle e sul contropiede polacco serve la freddezza di Donnarumma, bravo a disinnescare Grosicki. Ancora Bernardeschi dal limite: di poco alto. A dieci minuti dalla fine il Mancio lancia Lasagna proprio al posto di Bernardeschi: non un buon segno per Immobile. Quindi, dentro Piccini per Florenzi. E al 92’ arriva il gol salvezza: angolo da destra, testa in tuffo di Lasagna e volée sotto misura di Biraghi piazzato sul secondo palo. Vittoria strameritata, e l’Italia rivede la luce.

(fonte: gazzetta.it)

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