di Gian Luca MIGNOGNA

(Pres. Comitato Consumatori Lazio)

L’8 Luglio sarà Sant’Aquila e la Lazio, pertanto, potrebbe legittimamente festeggiare il suo Santo Patrono. Rappresenterebbe una primizia assoluta, in pieno stile biancazzurro, poiché sarebbe la prima società sportiva ad averne uno. In Italia ogni ente statale, regionale e locale ed ogni categoria sociale, lavorativa e professionale ha scelto la propria icona santificale. Persino alcune attività agonistiche, a volte, hanno istituito un Santo Patrono a cui votarsi e devolvere le proprie istanze più intime.

Non così le società calcistiche o polisportive, anche perché oggettivamente non esistono santi di nome lupa, zebra e quant’altro. La Lazio, viceversa, ab initio ha sposato i colori del cielo e così in ossequio alle sue origini, volgendo uno sguardo al calendario dei santi, ecco là che si scopre come Sant’Aquila, fedele seguace di San Paolo Apostolo e dedito al credo del “non mollare mai”, sembra quasi attendere la venuta dell’8 luglio per dispensare la propria benedizione alla Prima Squadra della Capitale, proprio in procinto della partenza per il consueto ritiro estivo pre-campionato.




Come riporta “Avvenire”, Aquila e Priscilla erano due coniugi giudeo cristiani, molto cari all’apostolo Paolo per la loro fervente e molteplice collaborazione alla causa del Vangelo. Aquila, originario del Ponto, trasferitosi in tempo imprecisato a Roma, sposò Priscilla (o Prisca). L’apostolo intuì subito le buone qualità dei due coniugi, quando chiese di essere ospitato nella loro casa a Corinto. I due lo seguirono anche in Siria, fino ad Efeso.

Secondo quanto riportato da “Famiglia Cristiana”, proprio ad Efeso misero la loro casa a disposizione della comunità per le adunanze del culto, facendone una “chiesa domestica” e ospitando Paolo, il quale, nella prima lettera ai Corinti scrisse di loro: «Molti saluti nel Signore vi mandano Aquila e Priscilla, con quelli che nella loro casa si adunano, dei quali sono ospite».

Niente si può asserire con certezza su tempo, luogo e genere di morte di Aquila e Priscilla, dato che le uniche fonti su di essi sono citazioni bibliche. Alcuni identificano Priscilla con la vergine e martire romana Prisca e Aquila con qualcuno della Gens Acilia, collegata con le Catacombe, perciò secondo taluni i due sarebbero martiri per decapitazione. In effetti il “Sinassario Costantinopolitano” chiama i due sposi “apostoli e martiri”, ma in realtà non vi sono prove sufficienti per il martirio. Probabilmente, quindi, decedettero entrambi per morte naturale ad Efeso.

L’8 luglio biancazzurro non è poi così lontano, in ogni caso, perciò chi vuole cominci pure: Sant’Aquila, ora pro nobis…



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