Slitta al 27 febbraio l’assemblea elettiva della Lega di serie A di calcio convocata per il 14. “Ricevuta in data odierna formale comunicazione che un gruppo di società (Benevento, Bologna, Fiorentina, Inter, Juve, Roma, Samp e Sassuolo) non avrebbe partecipato all’assemblea del 14 febbraio facendo di conseguenza venir meno il numero legale per la validità della stessa – spiegano in Lega – il vice commissario Nicoletti, in accordo con il commissario Malagò ha appena informato tutti club che la riunione sarà posticipata alla data già prevista del 27 febbraio”.




“Naturalmente – viene anche aggiunto – qualora in tempo utile i club trovassero il numero legale per costituire l’assemblea, la stessa potrebbe svolgersi. L’auspicio dei Commissari – sottolineano in via Rosellini – rimane che i club trovino una posizione di ampio consenso su governance e cariche”.

Alla data del 27 sarà presente anche il commissario della Lega Giovanni Malagò, di ritorno dalle Olimpiadi di PyeongChang. La decisione degli 8 club di “disertare” l’assemblea del 14 è infatti legata alla volontà di attendere che il presidente del Coni prenda effettivamente possesso del suo nuovo ruolo di commissario della Lega Calcio.




Dunque è ancora impasse, e sulla situazione è intervenuto il presidente del Toro, Urbano Cairo, che ha spiegato all’Ansa. “Mancanza di stile convocare l’assemblea il 14? Non c’era volontà di fare uno sgarbo a nessuno, oltretutto io ho anche un buon rapporto con Malagò. La Lega ha fatto un percorso da novembre ad oggi per trovare un soggetto che desse garanzie per la carica di a.d. e sono state contattato persone di livello (Tebas, De Siervo e Kahale, ndr) che aspettano risposta da settimane. Non vogliamo fare sgarbi, ma completare un’attività partita tre mesi fa. Fretta? Magari le persone coinvolte
non aspettano”.

Infine una stoccata a Malagò: “Se vogliamo parlare parlare di stile e forma, non è che mi sia sembrato molto elegante da parte di Malagò non venire lunedì scorso all’assemblea. Aveva tutto il tempo di partire martedì, ben prima dell’inizio dei Giochi. Era stato nominato commissario giovedì, non si è fatto nemmeno vedere in Lega. Una mancanza di stile da parte sua…”.

(fonte: repubblica.it)



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