Raimondo Marino è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione Laziali On Air:




Quali sono le cose che hanno impressionato di più finora della Lazio di Simone Inzaghi? “Si vede che è un gruppo affiatato che vuole vincere: un gruppo legato all’allenatore, e che tramite questa coesione riesce a raggiungere grandi risultati. La chiave del gioco della Lazio è sugli esterni, Inzaghi li tiene sempre alti e non fa ragionare gli avversari. E’ un modo di giocare simile a quello di Gasperini: in Italia non ci sono grandi giocatori in questo momento, non danno del tu al pallone ma del voi: aggredendoli subito alti, la Lazio di Inzaghi riesce a metterli in difficoltà.

Quali sono i singoli decisivi? “E’ una squadra ben amalgamata, mancherei di rispetto agli altri calciatori se facessi qualche nome in particolare.




Su Stefan De Vrij: “E’ un ragazzo molto umile e questa è una categoria decisiva. La Bibbia dice che l’umiltà porta alla gloria e l’orgoglio alla caduta. Io quando sono arrivato alla Lazio avevo lasciato una squadra prima in classifica come il Napoli. Fascetti mi disse: tu che non hai bisogno fai mezz’ora di palleggi sul muro dopo l’allenamento, gli altri che ne avrebbero bisogno vanno a fare la doccia. Questo perché bisogna mettersi a disposizione e lavorare duro sempre.

L’arrivo di Lucas Leiva non ha fatto rimpiangere Biglia: “Sinceramente Biglia non mi è mai piaciuto molto, ci sono giocatori che possono toccare 300 palloni, ma se sono tutti palloni laterali conta poco. Il pallone va dato in avanti da un mediano, verticalizzare significa velocizzare e conseguentemente significa vincere. Ero sicuro che Lucas Leiva avrebbe fatto bene, perché un giocatore intelligente sa esprimersi in ogni tipo di campionato.




Luis Alberto è il giocatore tecnicamente più importante di questa Lazio? “A me colpisce molto la tranquillità che esprime quando ha il pallone tra i piedi, la semplicità è il segreto del suo successo e può fare davvero una grande carriera. Io a 18 anni giocavo già titolare nel Napoli, ora a 22 anni si parla di ragazzi ancora giovani. Luis Alberto è esploso un po’ tardi ma si poteva permettere di aspettare, nel calcio di oggi.




Su Ciro Immobile: “Sono sicuro che è un ragazzo che se si impegna come sta facendo può diventare un attaccante di valore assoluto. Mi permetto solo di consigliarlo riguardo la guida della palla e le finte, se lavora e sa affinare il suo uno contro uno e il doppio passo può diventare davvero imprendibile. Io ho imparato da Marco Van Basten i movimenti da far fare ai ragazzini che alleno. E’ un giocatore pronto a fare il salto di qualità, Milinkovic-Savic invece deve aspettare, fossi in lui maturerei ancora un po’ nella Lazio.

Cosa manca alla Lazio per puntare allo Scudetto? “Qualche alternativa di grande qualità in attacco e qualche difensore che sappia marcare bene sui palloni laterali, e al tempo stesso cavarsela bene nell’uno contro uno.






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