di Alessandro DE CAROLIS 

Una Lazio così in pochi se la sarebbero aspettata. Simone Inzaghi aveva già dimostrato di poter fare bene l’anno scorso dopo un’annata certamente sopra le righe, con un piazzamento diretto in Europa League e una finale di Coppa Italia.




Quest’anno i biancoazzurri marciano invece a ritmo Champions e, dopo aver battuto all’Olimpico la Juventus alzando in cielo la Supercoppa, hanno espugnato anche lo Juventus Stadium con una vittoria al cardiopalma. Eppure è una Lazio priva di alcuni suoi giocatori chiave della scorsa stagione come Biglia e Keita (e orfana anche di un gregario importante come Hoedt).




La loro cessione sembrava una tragedia ma Inzaghi e la sua banda viaggiano con una media punti decisamente superiore all’anno scorso. Da elementi imprescindibili dello scacchiere laziale a elementi opachi in altre squadre. Biglia, capitano e leader del centrocampo della Lazio, al Milan sta facendo più fatica del dovuto. I suoi ex compagni, oltre ad aver conquistato la Supercoppa, gli sono davanti di diversi punti anche in campionato. Lucas non brilla neppure in campo, eppure era considerato uno dei centrocampisti/registi più forti del campionato italiano. Sorte non migliore è toccata a Keita, il bambino egoista.




Nell’ultimo anno aveva dimostrato tutto il suo potenziale segnando la bellezza di 15 gol nonostante i diversi mesi di assenza per la Coppa d’Africa, ma forse non aveva considerato l’effetto Inzaghi. Era stato proprio il tecnico a reintegrare il senegalese nell’organico della Lazio al momento del suo arrivo sulla panchina. Aveva ricucito un rapporto già all’epoca ai minimi termini e lo aveva rilanciato consacrandolo in Serie A. Venduto per 30 milioni al Monaco ora fatica a trovare spazio. Solo ieri la sua prima partita da titolare (persa in casa del Lione) dopo qualche minuto collezionato partendo dalla panchina. Di certo non lo stesso rendimento che aveva nella Lazio.




Questi sono solo gli esempi più recenti di “ex” andati via in cerca di gloria e rimasti con un pugno di mosche. Antonio Candreva, Hernanes e Zarate sono altri esempi di giocatori che hanno infiammato il tifo biancoazzurro con giocate e gol. Giocatori esplosi e consacrati nella Lazio ma talenti inespressi in altre squadre. Tutti giocatori che in piazze importanti come Juventus, Inter e Fiorentina hanno fallito. Candreva aveva scelto l’inter per “vincere”, Biglia per fare il salto di qualità. Ecco perché la Supercoppa e questo avvio di stagione esaltante deve essere motivo di rivalsa per tutto il mondo Lazio. La Lazio non è un trampolino di lancio, ma un punto di arrivo.






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