di Fabio BELLI

Il calciomercato della Lazio stenta a decollare, ma era una situazione prevedibile. Le cessioni quest’anno non sbloccano soltanto gli acquisti, ma vista la volontà di alcuni giocatori di lasciare la squadra, determinano anche il budget con il quale la societá potrà operare.




E’ notizia di queste ore che l’incontro tra Mirabelli, DS del Milan, e il management laziale abbia partorito l’attesa fumata bianca nell’affare Biglia. Si parla di 20 milioni + 2 di bonus: con l’affare Berisha concluso con l’Atalanta, questo porta circa 27 milioni nelle casse della Lazio, pronti per chiudere le prime operazioni.




L’addio del Capitano, nonché leader dell’Argentina, ha spiazzato la società che si aspettava di trovare in Biglia un punto fermo. Anche perché l’offerta per il rinnovo di contratto l’avrebbe reso il calciatore più pagato della squadra. Offerta resa nota in maniera esplicita anche al mister Simone Inzaghi, che inizialmente era rimasto altrettanto spiazzato dal diniego di Biglia, unico giocatore di cui aveva richiesto esplicitamente la conferma. La Lazio non poteva fare di più e questo ha convinto il tecnico a firmare il rinnovo triennale.




A suo tempo si sarebbe potuto fare qualcosa in più per Keita, che ha colto la palla al balzo del mancato rinnovo per spianarsi la strada per un futuro lontano dalla Lazio, complice anche l’agente Calenda che non ha mai voluto davvero pensare ad un futuro in biancazzurro per il suo assistito. E il braccio di ferro con la Juventus rischia di influenzare tutta l’estate laziale: coi soldi della cessione di Keita la qualità degli obiettivi di mercato per la Lazio si alzerebbe sensibilmente. Il che comporterà uno slittamento della chiusura degli affari, con buona pace di chi pretende un mercato-lampo. Col blitz relativo alla doppia cessione di Biglia e Keita al Milan la Lazio si era messa in condizione di poter agire subito, il diniego del senegalese ha complicato tutto e ora ci vorrà piú tempo.




Di certo i soldi della cessione dell’argentino sono sicuri ed ora si lavorerà innanzitutto sul suo sostituto (molto probabile un nome a sorpresa, come De Roon, che non sarebbe comunque un sostituto dell’argentino, o Torreira) e sull’arrivo di Alejandro Gomez detto il “Papu”, grande protagonista del campionato 2016/17 con la maglia dell’Atalanta. L’affare Berisha è stato scorporato proprio perché l’Atalanta vuole spuntare il massimo prezzo per uno dei suoi gioielli, l’ennesimo in vendita dopo gli addii a Gagliardini, Kessie e sicuramente Conti (mentre Caldara è destinato alla Juventus tra un anno).




Già, la Juventus: su Keita la questione potrebbe girare intorno ai bianconeri e la loro voglia di strappare il giocatore a scadenza di contratto. Un atteggiamento che sicuramente non fa onore alla società più titolata d’Italia, che sfrutta però in questo momento un’egemonia che può portarla ad agire con forza sul mercato con qualunque tipo di interlocutore. Che ci sia da pagare la clausola per Higuain o andare “soldi in bocca” a prendersi Pjanic da una società politicamente amica come la Roma ci può stare. Mettere il diavolo in casa altrui, come forse è accaduto anche nell’affare-Donnarumma, è un atteggiamento più controverso. Se i colossi cinesi investiranno davvero sulle milanesi, presto qualche “legnata” potrebbe tornare indietro. Il calcio è una ruota, anche sul mercato.



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