Nel giorno del suo compleanno, uno degli eroi del ’74, Gigi Martini, è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione Laziali On Air per parlare di Lazio:




La stagione appena conclusa è partita fra tante difficoltà, ma le soddisfazioni non sono mancate. Che impressione ti ha fatto la Lazio e come giudichi il lavoro di Simone Inzaghi?Simone Inzaghi è stato la rivelazione assoluta di questa Lazio. La squadra si vede che ha l’impronta del suo allenatore, deve essere tenuto stretto dalla Lazio. Complimenti anche a Lotito che non ha ceduto ai ricatti di Bielsa, Inzaghi è molto più adatto ad un ambiente ricco di pathos come la Lazio. Lotito è un conoscitore di uomini molto più di quanto si pensa e non se lo lascerà scappare neanche in futuro.




Quali sono i tre calciatori più forti di questa Lazio?Sono sempre in difficoltà ad identificare i singoli, per me è il gruppo a quantificare la forza di una squadra. Sarà perché io mi sono affermato come calciatore in una squadra che, guidata da Tommaso Maestrelli, era un gruppo granitico, in cui il valore di ognuno si integrava con quello degli altri.

Lucas Biglia è in procinto di partire: quanto sarà difficile sostituirlo?Biglia è stato sicuramente una pedina molto importante per la Lazio passata, ma sicuramente la società saprà colmare questo vuoto ed Inzaghi saprà formare il sostituto. Quando c’è il gruppo c’è il margine per inserire qualsiasi giocatore e il gruppo è fondamentale.




Che idea ti sei fatto della vicenda Keita?E’ una vicenda che si lega ai rapporti che hanno oggi i calciatori con i procuratori. I giocatori non sentono più l’appartenenza alla maglia, ricordo che io rinunciai alle lusinghe di Liedholm che mi voleva alla Roma, quando poi prese Maldera e vinse lo scudetto. Preferii smettere un anno prima e iniziare il mio percorso in Alitalia perché proprio non riuscivo a vedermi con un’altra maglia, figuriamoci con quella della Roma. Oggi altri giocatori avrebbero colto l’occasione, i calciatori pensano all’interesse personale e non all’appartenenza alla maglia.




Chi ti ha colpito maggiormente degli esterni difensivi della Lazio?Io sono un ammiratore di Radu, mi piace molto perché interpreta il ruolo in maniera ottimale. A livello temperamentale è anche quello che si avvicina di più ai calciatori dei miei anni, sarà un punto di riferimento anche della Lazio del futuro.

Widmer dell’Udinese potrebbe essere un nuovo innesto?E’ un profilo che mi convince, l’ho visto giocare qualche volta ed è molto bravo, sa ricoprire più ruoli.




Quali accorgimenti servono per affrontare in maniera competitiva l’Europa League?Bisogna fare un’analisi accurata delle forze a disposizioni. In Europa spesso è un’altra musica, ma non credo che Lotito sia uno sprovveduto, bisogna tenere conto di tante cose, del budget e dell’amministrazione della società, ma credo che il club sappia cosa fare per reggere l’urto anche in Europa.




Immobile può diventare un punto di riferimento per la Lazio come i grandi bomber del passato?Io credo che lo sia già, ha una grande passione che riversa completamente in campo e di questo i tifosi si rendono conto. E’ uno dei pochi attaccanti che sa muoversi sia in area di rigore e che sa allo stesso tempo costruirsi le azioni da gol partendo da lontano.




Quale può essere la sorpresa del prossimo anno in Serie A? “Io non ho dubbi, la sorpresa sarà ancora la Lazio, sarà sempre a lottare nelle posizioni che contano della classifica. Ne vedremo delle belle…



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