di Fabio BELLI

Serie A 2017/18, su il sipario! Con l’anticipo tra Juventus e Cagliari parte ufficialmente una stagione che, come in tutti gli anni che preludono ai Mondiali, si prospetta ricca di spunti. Per introdurre i temi di questo inizio di campionato, in esclusiva per Laziostory.it abbiamo interpellato Vincenzo Bisbiglia. Tra i giornalisti di punta e di maggiore esperienza della cronaca romana, attualmente a Il Fatto Quotidiano, è anche un grande appassionato di calcio, tifosissimo dell’Inter ma sempre attento alle vicende capitoline, comprese quelle di casa Lazio.




Ricomincia la Serie A: la Juventus è sempre la squadra da battere o vedi anche tu il Napoli come alternativa credibile ai bianconeri, come segnalato da più parti? “Una squadra che negli ultimi 6 anni ha vinto 6 scudetti, 3 coppe Italia, è andata 2 volte in finale di Champions e in casa vince pressoché sempre, non può non essere la squadra da battere. E anche per la nuova stagione credo che la prima fila le vada assegnata di diritto. Detto ciò, qualche motivazione in meno sul fronte delle competizioni nazionali e un Napoli bello ed entusiasmante potrebbero insidiare il dominio juventino. Sia chiaro, ad oggi non vedo grosse alternative ai partenopei per il ruolo di antijuve: la Roma si è indebolita, il Milan è forte ma forse non è ancora pronto e l’Inter è da sempre un’incognita.”




Secondo te per la Lazio il quarto posto può essere un obiettivo credibile? “In questi anni la Lazio ha sempre dimostrato di poter fare meglio rispetto al valore che il mercato o gli esperti assegnavano via via ai singoli. Ha un allenatore che si sta dimostrando fra i migliori della serie A e, pur partendo sulla carta dietro Roma, Inter e Milan, potrebbe tranquillamente inserirsi fra queste, come già accaduto lo scorso anno.”




Come valuti il mercato dei biancazzurri? “Non posso valutarlo perché non è ancora terminato. La perdita di Biglia temo si farà sentire, perché non ci sono giocatori così intelligenti ed esperti sul mercato. Detto ciò, leggo del tesoretto da 30 milioni recuperato da Lotito, con cui si potrebbe acquistare Gabbiadini, giocatore che a me piace tantissimo e che sarebbe perfetto nello scacchiere offensivo di Inzaghi. Inoltre, ho da sempre grande fiducia nel talento da talent-scout di Tare. Diciamo che relativamente a certi aspetti la Lazio ricorda un po’ l’Udinese di qualche anno fa.”




Sul caso Keita fa bene Lotito a usare il pugno di ferro? “Lotito è fatto così, prendere o lasciare. Non ha mai amato essere messo alle strette da giocatori e procuratori e diciamo che in passato ha quasi sempre avuto ragione. L’unico caso in cui ha ceduto agli “umori” credo fu al momento dell’acquisto di Zarate e sappiamo tutti come è andata a finire.”




Il trionfo in Supercoppa ha portato Inzaghi nell’Olimpo dei giocatori vincenti della Lazio: il tuo pensiero sul tecnico biancazzurro e sulla partita di domenica… “L’ho detto: Inzaghi al momento si sta dimostrando tra i migliori allenatori della Serie A. D’altronde, se non sbaglio, molti dei giocatori della Lazio di Eriksson sono diventati dei top-trainer. Ovvio che l’ambiente lo aiuta e i giocatori lo seguono, per questo andrebbe valutato sotto pressione. Dovrà essere bravo a riportare alta la concentrazione dopo la sbornia di Supercoppa, perché non ci vuole niente a steccare l’esordio il 20 agosto, in casa, contro una neopromossa. E se sbagli lì, torna tutto in discussione.”




Sei un grande tifoso interista: come vedi il nuovo ciclo che sta iniziando, targato Spalletti? “Devo dire che non sono un fan di Spalletti, ma per la dimensione in cui è precipitata la mia Inter in questi anni direi che sarebbe stato difficile avere qualcosa di meglio per la panchina. Che dire: la squadra c’è, così come c’era l’anno scorso. Il problema è nelle motivazioni e nella continuità degli allenamenti. Con Pioli si è vinto 10 partite in 4 mesi, per poi precipitare dopo la sconfitta rocambolesca contro la Roma. Quest’anno l’undici titolare è stato puntellato da buoni innesti, non è arrivato il top-player, ma abbiamo tenuto i migliori e di questo sono felice. Credo sia ora per qualcuno di tirare fuori gli attributi, su questo confido molto nel nuovo mister.”




La tua personale griglia di partenza della serie A, prime otto posizioni, motivando brevemente le tue scelte. “Metto in prima fila la Juventus e il Napoli, la prima come favorita e la seconda come la più seria sfidante. In seconda fila per me ci sono la Roma e l’Inter: non mi è piaciuto il mercato dei giallorossi, ma bisogna portare rispetto a chi è arrivato tre volte secondo e una volta terzo negli ultimi quattro anni. In terza fila ci sono il Milan e la Lazio: i rossoneri hanno fatto un grande acquisto con Bonucci, ma la squadra è ancora troppo nuova per pretendere chissà cosa. In quarta fila l’Atalanta, che è anche la mina vagante dopo il suo straordinario precampionato, e il Torino, che secondo me attualmente sta messo un po’ meglio della Fiorentina e della Samp.”






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