di Fabio BELLI

Per la serie: “forse non tutti sanno che…” La Lazio ha avuto un Sindaco tifoso. Ma non a Roma, dove le simpatie di Francesco Rutelli erano ben note e quelle di Gianni Alemanno appena sussurrate (mentre Virginia Raggi sembra impermeabile alle lusinghe di marito e soprattutto figlio). La Lazio il Sindaco tifoso lo ha avuto a… Sassuolo. Luca Caselli, area di centrodestra, primo cittadino del Comune emiliano dal 2009 al 2014. In esclusiva per Laziostory, Luca Caselli ci racconta com’è nata la sua passione e come vive la lazialità in terra emiliana, dove i supporters biancazzurri sono organizzatissimi.




Com’è nato il tuo tifo per la Lazio?La mia prima passione calcistica, che tuttora persiste, è quella per il Modena. Proprio durante un Modena-Lazio, però, rimasi folgorato dai tifosi laziali, che mi stupirono per compattezza, grinta, un gruppo fantastico. Mi affezionai così alle sorti dell’Aquila e piano piano questa passione è diventata così forte da farmi tifare Lazio anche quando, come primo cittadino prima e come consigliere comunale poi, sono andato spesso a vederla al Mapei Stadium e in diversi impianti del Nord. Con alcuni amici abbiamo fondato anche il Lazio Club Mvtina (che è il nome di Modena in latina) e abbiamo esordito con il nostro striscione in Carpi-Lazio della scorsa stagione, in cui abbiamo incontrato anche alcuni esponenti della Curva Nord che sono stati molto calorosi, ci hanno aiutato ad attaccare lo striscione e sono stati molto felici di vedere un club attivo in terra emiliana.

Lo striscione del Lazio Club Mvtina




Come si vive il tifo della Lazio in Emilia Romagna?Bisogna fare una premessa, da queste parti i tifosi della Roma sono abbastanza numerosi e dunque si vive un clima-derby abbastanza acceso. Certò lo sfottò non è come quello a Roma, ma ci si incontra e si discute spesso di calcio. I laziali sono pochi ma molto agguerriti, anche se il problema è che al Nord e in particolare in Emilia la storia della Lazio si conosce poco. I romanisti fanno passare la Roma come la squadra della città e la Lazio come quella dei cugini di campagna un po’ scemotti, ma tifando Lazio ho capito che è esattamente il contrario: la Lazio è una squadra fortemente identitaria verso la città di Roma, ma che al tempo stesso col suo simbolo, l’Aquila, è aperta verso tutto il mondo.




Qui la vera storia della Lazio si conosce poco, l’essere nati nel 1900, aver portato il calcio a Roma e nel Centrosud, sono storie poco conosciute. Con gli amici del Lazio Club Mvtina ci impegniamo per far conoscere la verità. I laziali della provincia di Modena comunque sono fantastici, ci sono dei tifosi storici e agguerriti e va detto che in consiglio comunale a Sassuolo su trenta consiglieri due sono laziali, perché c’è anche un tifoso dell’area politica opposta alla mia. Io sono un avvocato e a un convegno per l’aggiornamento professionale ho incontrato un collega preoccupato che il figlio stesse diventando laziale, per paura che fosse costretto a stare sempre in minoranza: l’ho incoraggiato dicendogli che invece è un segno distintivo e che i tifosi delle altre squadre partono sempre con chissà quali obiettivi, ma ad esempio quest’anno ci siamo tolti più soddisfazioni noi di molti altri.




I tifosi delle squadre locali come vivono il rapporto con i laziali?A Modena c’è una rivalità che nasce soprattutto per motivi politici, anche se negli ultimi trent’anni le due squadre si sono incrociate talmente poco che è ovviamente tutto abbastanza smorzato. A Sassuolo quando sono andato allo stadio mi sono beccato anch’io qualche impropero, come quest’anno con l’autogol sul tiro di Lombardi che ha regalato la vittoria alla Lazio, per la quale ho esultato con grande entusiasmo. Ho esultato perché mi sento laziale anche se sono ovviamente legato al territorio di Sassuolo, e comunque quando ero Sindaco allo stadio ho mantenuto un profilo più istituzionale. Devo dire che il Sassuolo è un po’ una squadra aziendale con tifosi che assomigliano un po’ a quelli del Chievo: alcuni tifosi storici del Sassuolo infatti non seguono con la passione di un tempo la squadre che viene vista come una creatura un po’ artificiale, per quanto frutto di un serissimo progetto imprenditoriale.




Qualche aneddoto relativo alle trasferte col club?Abbiamo formato un bel gruppo, per motivi logistici seguiamo la Lazio quasi sempre nelle trasferte nel Nord Italia. Abbiniamo la passione per il calcio a quella enogastronomica, ci divertiamo tutti insieme e poi andiamo a tifare. Spesso potrei contare su biglietti di tribuna, ma mi piace stare in mezzo agli amici e ai tifosi. A Bologna mi veniva da sorridere con i cori che i ragazzi da Roma facevano sulle donne emiliane: posso però sfatare la leggenda metropolitana, l’attività principale sono e restano i tortellini.

Luca Caselli con gli amici del Lazio Club Mvtina




Un’ultima domanda, d’obbligo, sulla Lazio che si appresta a ripartire con una nuova stagione: Inzaghi riuscirà a confermarsi?L’importante è che arrivino buoni giocatori, l’anno scorso la squadra partendo senza aspettative è riuscita a regalarsi e regalare tantissime soddisfazioni. Servono senz’altro un centrocampista e una punta oltre al sostituto di Biglia, che a questo punto dovrebbe essere Lucas Leiva. Non mi convince molto Di Gennaro, lo conosco perché l’ho visto all’opera a Modena e non so se sia pronto per il palcoscenico della Lazio, compreso quello europeo. Per me l’ex capitano ormai non esiste più: non perché sia andato via, cosa perfettamente normale nel calcio moderno, ma perché prima aveva fatto intendere di voler restare, illudendo i tifosi: c’è modo e modo di andarsene e lui ha scelto quello sbagliato.






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