di Fabio BELLI

Il promotore della rivendicazione in favore della Lazio dello Scudetto 1915 e direttore editoriale di Laziostory.it, l’avv. Gian Luca Mignogna, è intervenuto sui 98.100 di RadioSei a “Quelli che…” per fare il punto della situazione e rispondere all’articolo uscito sull’edizione genovese di La Repubblica, in cui si parlava di un dossier della Fondazione Genoa che avrebbe ribadito come solo i Grifoni avessero diritto all’assegnazione di quel titolo.

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Ieri siamo rimasti un po’ basiti nel leggere le notizie sulla Fondazione Genoa: la sorpresa maggiore non è stata scoprire il fatto che da Genova qualcuno si sia mosso per contrastare l’iniziativa, ma rendersi conto dello spazio che i siti laziali hanno dato alla cosa. Da siti laziali che parlano di “storici genoani che smentiscono quelli laziali” mi aspetterei almeno l’uso del condizionale, tutte le tesi possono essere valide, ma mi aspetterei dagli amici laziali almeno una funzione di filtro per capire quali notizie possono essere vere e quali no. E’ amaro constatare come vengano enfatizzate con grande velocità le notizie negative e gli attacchi, mentre quando c’è da accompagnare il discorso della rivendicazione c’è molta più reticenza. La tesi della Fondazione Genoa per il resto mi sembra del tutto surreale: si vorrebbe far credere che il 23 maggio sia stata ridisputata la partita tra le due squadre napoletane, quando con l’amico Pasquale Trane abbiamo documentato come entrambe le partite furono annullate e venne forse ripetuta solo l’andata. Secondo i genoani il 23 maggio sarebbe stata ridisputata la partita di ritorno fra Internazionale e Naples: eppure la Federazione dispose l’annullamento di ogni incontro ufficiale per l’insorgenza bellica. Anche se le due squadre si fossero incontrate, magari per una sgambata, quell’incontro non ebbe alcuna valenza ufficiale, tant’è che come si evince dall’articolo de Il Mattino sul match, l’Internazionale giocó la partita in nove, cosa proibita dal regolamento.

Il Messaggero del 23 maggio 1915 informa della sospensione bellica del campionato




La fondazione Genoa però ha presentato in FIGC un esposto?Prenderemo eventualmente visione di questo dossier, ma già si capisce cosa ci è scritto e dove vanno a parare. E’ una tesi che secondo noi non può stare in piedi per i sopra citati motivi, senza considerare che si soprassiede sul fatto, clamoroso, che il Genoa non concluse il girone settentrionale, a cui mancava una partita, al contrario della Lazio che fu l’unica squadra di quel campionato a completare e vincere il proprio girone.




Interviene l’avv. Pasquale Trane, presidente del Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento:Pur volendo considerare le partite valide, e abbiamo appurato che non è così, il Sud non espresse la finalista perché tra andata e ritorno le due partite sarebbero terminate in perfetta parità: quindi sarebbe stata necessaria una terza partita per stabilire la finalista che avrebbe dovuto affrontare la Lazio. C’è un’omissione che riguarda poi il fatto che il Genoa rifiutò di anticipare la partita contro il Torino, che avrebbe fatto concludere il girone Nord: rifiuto che non permise di capire quale fosse la finalista settentrionale, senza considerare che all’andata il Torino aveva battuto nettamente il Genoa, come sottolineato da Vittorio Pozzo che ebbe di che lamentarsi, e non poco, della sospensione.




Quale effetto può avere la nuova documentazione presentata dai genoani? Spiega Mignogna: “Se la FIGC lo ritenesse necessario potrebbe richiedere un supplemento di relazione: le conclusioni non sarebbero però diverse, visto che il girone Sud eventualmente concluse le sue partite a sospensione bellica già adottata e, come sottolineato da Pasquale Trane, non espresse comunque in quelle due partite, terminate in perfetta parità fra andata e ritorno, una squadra campione. Senza considerare che a livello giuridico oggi non ci sarebbe alcuna squadra napoletana autorizzata a reclamare alcunché. Si tralascia poi il fatto che non esiste un documento attributivo di quel campionato, che neppure il Genoa ha.”




Questo è dunque a tutti gli effetti uno scudetto-fantasma:Abbiamo compiuto un lavoro di ricostruzione capillare. Come dicevo all’inizio, mi dispiace che ci sia chi si comporta correttamente, quindi pubblicando tesi ed antitesi sulla rivendicazione, e chi invece si limita a pubblicare sotto le tesi oppositive. Se si tratta di media laziali, questa cosa amareggia ancor di più. Ci troviamo spesso e volentieri a dover smontare tesi surreali, ogni volta con argomentazioni sempre più forti. In quanto allo scudetto-fantasma, è vero che il campionato del Nord fu assegnato formalmente al Genoa nel 1919, ma l’assegnazione dello Scudetto fu completata nel 1921, quando si verificò una scissione federale in cui, col Genoa a capo, si creò un cartello di grandi club che fondarono la CCI. Fu un grave danno per la FIGC. La scissione si ricompose nel dicembre del 1921, quando lo scudetto fu attribuito al Genoa ma non per comunicazione della Federazione, ma della Fondazione Genoa stessa. Non credo possa essere considerata una forma di attribuzione normale.




Aggiunge Pasquale Trane:Posso essere d’accordo che queste situazioni mediatiche indirettamente possano portare forza alla rivendicazione. Si riesce a capire come alcune affermazioni siano clamorosi autogol, perché il Genoa continua a contestare la mancata conclusione degli altri gironi, in particolare quello meridionale, poiché nulla puó dire su quello centrale che fu inconfutabilmente terminato come dimostrato dalle nostre ricerche, mentre i Grifoni stessi dovevano giocare una partita contro un Torino che avrebbe potuto tranquillamente batterli.




Concetti che l’avv. Mignogna ha ribadito anche ai microfoni di Radio Incontro Olympia: “Mi spiace che più di qualcuno si sia fiondato sulla questione sollevata ieri dalla Fondazione Genoa. Le notizie ci sono sempre state sullo Scudetto 1915, non sempre però sono state pubblicate. Ora ci ritroviamo a dover far fronte a una cronaca riportata da un articolo de “Il Mattino”, ma giá smentita da “Il Messaggero” dell’epoca che spiegó come il 23 maggio 1915 il campionato fosse già sospeso per l’insorgenza bellica. Volendo ipoteticamente dare per buone quelle partite tra Internazionale e Naples, che pur assolutamente non lo furono, c’è comunque da sottolineare che finirono in parità assoluta, ragion per cui sarebbe necessariamente servito uno spareggio. Senza considerare che il Genoa stesso avrebbe dovuto completare il suo girone affrontando il Torino che già l’aveva battuto all’andata. Concludendo, se anche le due squadre napoletane si fossero affrontate per sfidarsi tra loro, non è questione influente per lo Scudetto 1915. Personalmente sono pronto ad un pubblico confronto sul tema con gli storici di Fondazione Genoa, non temo nessuno sull’argomento Scudetto 1915




La definizione della questione è legata a doppio filo ai ritardi sul completamento del Consiglio Federale. I tempi si sono allungati a dismisura, al momento la Serie A è commissariata ed anche la Serie B è su questa strada, con Tavecchio che ha posto un ultimatum per la fine di luglio per l’elezione del presidente cadetto. C’è un gruppo mediatico che purtroppo con cadenza sistematica porta avanti tesi surreali per mettere i bastoni tra le ruote alla rivendicazione. Chiedo un po’ più di attenzione sulle cose che escono. E’ una questione che sta arrivando alle sue battute decisive, la chiedo soprattutto da parte dei siti laziali: avevamo già reso noto il comunicato che attestava come il 23 maggio 1915 il campionato e tutte le attività calcistiche fossero sospese, ma la cosa non ebbe il risalto che ieri è stato invece concesso alla Fondazione Genoa.



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