di Fabio BELLI

Tempo di mercato, e la Lazio è subito nell’occhio del ciclone soprattutto sul fronte cessioni. Luca Capriotti, giovane e brillante firma di calciomercato.com e foxsports.it, in esclusiva per Laziostory, fa il punto all’insegna delle considerazioni lucide e mai banali con le quali ha abituato ormai i suoi lettori.




Il rinnovo triennale di Inzaghi può essere una mossa inaspettata per la durata del contratto: se qualcosa dovesse andare male?Inzaghi ha una caratteristica rispetto a tutti gli altri allenatori passati alla Lazio: proviene dal settore giovanile e il presidente Lotito nelle sue ultime dichiarazioni ha sottolineato il rapporto di stima che lo lega al tecnico. Da questo punto di vista non credo ci sarebbero problemi su eventuali dimissioni o accordi per rescindere il contratto, nel caso malaugurato in cui le cose a un certo punto dovessero andare male. La cosa che secondo me spaventa molto Inzaghi di questo rinnovo, più che la durata è il secondo anno fa affrontare. Con Lotito sono pochi gli allenatore che hanno avuto continuità di rendimento o sono durati più di due anni, a causa delle campagne acquisti e della programmazione a lungo termine. L’anno scorso a Pioli venne comprato Milinkovic-Savic che aveva bisogno di un lungo ambientamento, un passo indietro rispetto alla stagione precedente in cui aveva dovuto affrontare meno impegni.




Biglia, De Vrij e Keita: uno lo vendi, uno lo sposi, uno lo ammazzi.Venderei De Vrij, anche perché credo sia quello che ha maggiore mercato al di là della fiammata del Milan per Biglia, che invece sposerei. Non ammazzerei nessuno perché sposerei anche Keita, per motivi diversi. Il primo è il Capitano e credo che dentro Formello sia una delle persone più importanti a livello umano. Infatti non capisco i tifosi della Lazio che in questo momento si rivolgono a lui sminuendone il valore e invitandolo a lasciare al più presto la Lazio. Io credo che l’importanza di Biglia sia stata immensa non solo sul fronte campo ma anche all’interno dello spogliatoio e nei rapporti con lo staff e quando si perdono persone di questa caratura è molto difficile rimpiazzarle, al di là del valore tecnico che è comunque molto importante. Dall’altra parte c’è Keita che è un giocatore secondo me incredibile per potenzialità ma che vuole fare una carriera importante da quando è arrivato. Sa che deve molto alla Lazio ma ha puntato una delle squadre più importanti d’Europa come la Juventus e questo trasferimento, se concretizzato, corrisponderebbe perfettamente alle sue ambizioni. Nel lavoro se una multinazionale ti cerca ci pensi sempre, è ovvio che Lotito spera in una plusvalenza importante per evitare il supremo sgarbo del trasferimento a parametro zero, che è ciò a cui invece sta puntando la Juventus in questo momento.




Plusvalenza che sarebbe importante anche per Biglia, considerando quanto è stato pagato nel 2013 dall’Anderlecht.Biglia ha comunque la sua età, vendere a quel prezzo un trentunenne è positivo da una parte ma ti fa capire anche come ci siano pochi centrocampisti così forti a quella fascia di prezzo. Altrimenti il Milan si sarebbe rivolto ad un giocatore più giovane, invece di rivolgersi ad un over 30 con il contratto in scadenza nel 2018. Se lo ha fatto significa che Biglia per quella cifra è il top in assoluto, il Milan è pronto a compiere un investimento importante perché sa che il giocatore lo merita.




Perché nelle altre squadre quando viene a bussare la multinazionale, come spiegavi prima tu, i giocatori vengono ceduti, mentre nella Lazio prima arriva la richiesta di cessione e poi si cerca la multinazionale a cui venderli?Credo che sia importante distinguere di caso in caso: spesso quando i giocatori chiedono di essere ceduti c’è già stato un movimento o un approccio con una grande squadra. In altri casi c’è un deterioramento dei rapporti con la società o l’allenatore. Poi trattare con la Lazio è sempre difficile, in più spesso agli interessamenti dei grandissimi club non seguono sempre proposte concrete. Ad esempio è evidente che il Milan abbia lasciato partire Deulofeu per puntare su Keita, poi si è arrivati a temporeggiare per prendere subito Biglia che viene considerato una priorità assoluta rispetto al senegalese, per il quale si potrebbero comunque valutare diverse alternative sul mercato.




Il monte ingaggi può essere un problema insuperabile? Si parla di sostituti di livello, ma il tetto degli stipendi della Lazio non supera i due milioni e mezzo. Alla fine è difficile trovare un sostituto di Biglia per quelle cifre…Al momento è complicato trovare un profilo superiore a Biglia ad un prezzo minore, parliamo del capitano dell’Argentina: giocoforza la Lazio dovrà puntare ad un profilo diverso o su un calciatore non ancora del tutto pronto ma in grado di crescere il più velocemente possibile. Il monte ingaggi rappresenta un problema, ma non è l’unico: le offerte fatte a Keita e Biglia raggiungevano e nel caso dell’argentino superavano il tetto dell’attuale monte ingaggi. Su questi giocatori la Lazio ha dimostrato di poter puntare e probabilmente punterà su altri giocatori importanti. E’ chiaro che adesso non può puntare a ingaggi da quattro milioni di euro l’anno, ma questo lo dice anche la classifica: se arrivi dal sesto al quarto posto sei un club di medio livello, non un top club che grazie anche agli introiti della Champions League può permettersi ingaggi superiori ai due milioni e mezzo di euro. Il circolo che si è instaurato in questi anni con tre soli posti a disposizione in Champions ha aumentato le risorse delle prime tre che sono state praticamente sempre le stesse, ad eccezione della Lazio nel 2015. I grandissimi club possono contare su altri budget, il bacino d’utenza della Lazio è più o meno il sesto in Italia e questo si ripercuote anche sulle tirature dei giornali e sullo spazio che il club trova sui media.




Alla Lazio serve un portiere? Puntare tutto su Strakosha o serve un portiere di riserva, in tutti i sensi?Io prenderei un portiere importante, così come fu Marchetti quando è arrivato alla Lazio. Un portiere che ha fatto fare tanti punti in passato e che ha avuto un ruolo decisivo nella Coppa Italia del 2013. Strakosha ha margini di crescita importanti ma non è detto che questi margini si concretizzino, o che si concretizzino già nella prossima stagione. Che sarà difficile con un’Europa League molto competitiva da affrontare, più partite e tante aspettative per la squadra con l’obiettivo che sarà il quarto posto e la Champions. Conosco personalmente Thomas e so che è un ragazzo che ha tanta voglia di crescere e tante motivazioni, si applica tantissimo ed ha un grande maestro che Grigioni, ma punterei comunque su un portiere esperto, pur non considerandolo una priorità assoluta in questo mercato.




Un’ultima considerazione su Milinkovic-Savic, che so essere un tuo pallino…Abbiamo coniato questo termine, Milinkocrazia, che sta a simboleggiare lo strapotere fisico ma anche di carattere del serbo, una personalità debordante che lo rende un giocatore incredibile, un uomo chiave per la prossima stagione. Io eviterei solo conflitti col giocatore e se avrà voglia di giocare l’Europeo Under 21 gli concederei il permesso. La forza di Milinkovic-Savic alla Lazio sta anche nel patto di ferro che c’è tra il suo procuratore, Kezman, e il DS Tare, che ha contribuito alla sua volontà assoluta di restare alla Lazio e proseguire qui il suo percorso di crescere. Non vorrei che uno scontro sulla questione Europeo possa frenare il percorso di crescita che mi aspetto continui nella prossima stagione in maniera decisiva.



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