di Fabio BELLI

Le pagelle biancazzurre della trasferta della Lazio in casa del Genoa:




Strakosha 6.5 Giusta media tra il 5 dovuto all’ennesimo gol evitabile subito, con Pandev che gli fa passare il pallone sotto le gambe (ma anche nel posizionamento l’albanese non è impeccabile) e l’8 per l’intervento finale proprio sul macedone, un rigore in movimento parato che salva la Lazio dalla sconfitta.




Basta 6 Tra il primo e il secondo gol del Genoa gioca una partita di grande sostanza, ma inizia in maniera titubante e soprattutto finisce senza benzina, e non è la prima volta.




De Vrij 6 Due-tre anticipi di grande classe, ma nell’azione del gol del raddoppio genoano non è impeccabile. Dà l’impressione di non essere al cento per cento.




Hoedt 5.5 Resta quasi addormentato sul cross di Palladino, Simeone gli sguscia via e ringrazia. Anche sul gol di Pandev “incrocia” male con De Vrij. Col Napoli, pur a partita in corsa, aveva convinto di più.




Radu 6 Partita senza infamia e senza lode, risulta in controtendenza con le sue prestazioni di questa stagione più convincente in fase di proiezione offensiva che in fase difensiva. (dal 28’st Lukaku 6.5 Prova a offrire il suo contributo in attacco con la Lazio a caccia disperata del pareggio, finisce per salvare la baracca salvando su Pandev sul tap-in del possibile 3-2.)




Parolo 6 Si guadagnerebbe un rigore sacrosanto che Maresca nega a discapito dell’evidenza. Appare in crescita rispetto all’ultimo periodo, anche se non ancora precisissimo nei vari appoggi (dal 35’st Luis Alberto 7.5 Trova un gol decisivo e liberatorio, soprattutto trova una posizione in campo che i moduli scelti da Inzaghi quasi mai gli permettono di occupare. Una bella soddisfazione per un ragazzo che al di là delle critiche lavora duramente da un anno per trovare un posto al sole nel calcio italiano.)




Biglia 6.5 Dal dischetto fa sempre un po’ soffrire, dimostra comunque di saper essere sempre più l’anima di questa squadra, piace l’esultanza “cazzuta” sull’uno a uno, sempre per rispondere a chi gli imputa scarso carattere. Tiene insieme la squadra anche quando è tutta sbilanciata a caccia del pareggio.




Milinkovic-Savic 5.5 Sembra un po’ in calo, anche se l’impressione è sempre che sia meglio averlo, sempre e comunque. Soffre quando deve contenere, incide quando deve far sentire il suo peso nell’area avversaria, un po’ sfortunato nel finale quando per un soffio non trova il colpo di testa per sbancare Marassi.




Felipe Anderson 5.5 Non gli manca l’impegno, svaria da una parte all’altra del campo e il rigore (unico su tre!) concesso arriva da una sua gran botta. E’ però poco incisivo, quando persino contro il Napoli le sue fiammate non erano mancate. Forse deve tirare un pelino il fiato anche lui. (dal 23’st Lombardi 5.5 Quando entra ha sempre il fuoco dentro e ormai non è una novità. La sua prestazione è purtroppo condizionata dal grave errore a tu per tu con Lamanna, appena prima del secondo vantaggio genoano.)




Immobile 6 Solo uno strepitoso Lamanna gli nega il gol nel finale: come Anderson appare un po’ in calo, ma la sua proverbiale generosità gli permette di essere efficace, almeno a tratti, nella manovra offensivo.




Keita 6.5 Non trova il gol sempre perché il criticatissimo Lamanna sfodera la sua partita dell’anno. Si guadagnerebbe un rigore clamoroso, ma Maresca si volta dall’altra parte. Corre, lotta e si sacrifica cercando l’assist per i compagni. A livello di applicazione, una delle sue migliori partite stagionali, pur mancando del guizzo memorabile.




L’all. Simone Inzaghi 7 Voto alto perché prepara bene la partita, perché la Lazio ha ormai nel DNA una capacità di non arrendersi trasmessa direttamente da lui, perché senza il ciclone Maresca si sarebbe trattato di una trasferta ben più comoda da affrontare. La lotta per l’Europa è ancora aperta, ma la sua Lazio ha comunque la qualità di giocarsela fino in fondo anche nelle giornate di “pioggia”.






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