Claudio Sala, bandiera del Torino e protagonista dell’ultimo scudetto vinto dai granata nel 1976, è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione Laziali On Air per parlare della prossima sfida che vedrà la Lazio opposta al Toro in campionato, lunedì sera.




Lazio-Torino sarà una partita importante, coi granata lanciati dalla tripletta di Belotti contro il Palermo. Che match sarà?Partita importante soprattutto per la Lazio in piena lotta per l’Europa. Meno per il Toro, che sembra ormai senza obiettivi, troppo lontano dai primi sei posti. La Lazio può ambire ad arrivare il più in alto possibile, la sfida nella sfida tra Belotti ed Immobile sarà affascinante e noi granata ci rammarichiamo perché l’anno scorso li avevamo tutte e due.




Il Toro è partito alla grande, poi ha avuto una flessione. Cosa manca ai granata?Il Torino vanta un ottimo tridente offensivo, non ha caso ha uno dei migliori attacchi della Serie A. Deve migliorare invece il rendimento difensivo, senza mai trovare una coppia centrale costante e affidabile. Bisognerà migliorare dunque soprattutto in quella parte del campo, individuando giocatori che possano essere titolari fissi nel futuro nel pacchetto arretrato. Molto dipenderà dall’eventuale cessione di Belotti: se avverrà non bisognerà assolutamente sbagliare gli acquisti.

Belotti vale cento milioni di euro?Nessuno vale quei soldi, viviamo un calcio in cui le valutazioni sono estremamente gonfiate. E’ una clausola messa per evitare eventuali “scippi”, qualcuno che possa insidiare il giocatore. Lo stesso vale per Higuain, si tratta di parametri pagati da squadre che fanno la Champions, le più forti del mondo.




Su Simone Inzaghi:Mi piacciono a prescindere le scelte che valorizzano i tecnici italiani. Poi va detto che questa squadra ha qualità e può contare su giocatori che possono fare la differenza. Qualità che Inzaghi è riuscito a valorizzare, e crescendo ancora anche gli obiettivi della Lazio potranno diventare sempre più importanti.

Su Milinkovic-Savic:E’ molto bravo, soprattutto dalla metà campo in su. Lo vedo con caratteristiche maggiormente offensive, così come la Lazio ha maggiori qualità nella zona d’attacco, Inzaghi sa sicuramente il fatto suo ed ha saputo valorizzare questi talenti offensivi.




Quale giocatore porterebbe via alla Lazio in questo momento?Ciro Immobile, oltre ad essere un grande bomber è un giocatore che sa fare un po’ di tutto, abilissimo ad aggredire gli spazi e capace di lavorare per i compagni, correndo e coprendo tutte le zone del campo.

Parlando di Lazio, cosa ricorda della squadra che vinse nel ’74, due anni prima della vostra?Conoscevo molto bene Felice Pulici, eravamo di paesi molto vicini, in pratica eravamo separati da un passaggio a livello. Era una banda di pazzi dotata però di grandissima qualità, il loro segreto era sicuramente Maestrelli, un tecnico straordinario che ha avuto un l’abilità di lasciar fare i suoi giocatori per ricavarne il massimo in campo, mettendo insieme una squadra straordinaria.




Cosa serve all’Italia per tornare a vedere un calcio esaltante come quello di Barcellona-Paris Saint Germain?Oltre che un discorso di materie prime è anche un discorso di mentalità. Luis Enrique credeva nella rimonta perché sapeva di avere una qualità in attacco impressionante. Credevo che il PSG riuscisse a mantenere un vantaggio così ampio, ma devo dire che l’attacco del Barcellona è il più forte del mondo e poteva realizzare una goleada in casa, come poi è avvenuto e come Luis Enrique auspicava già alla vigilia della partita.




L’addio del Napoli alla Champions League rende i partenopei più pericolosi in campionato?Penso che per il Napoli cambi poco, ha fatto una buona gara contro il Real Madrid pagando il solito Sergio Ramos, che con i gol di testa ha scritto la storia del Real Madrid negli ultimi anni. Non avrei utilizzato una difesa a zona con un giocatore di questo tipo. Però in campionato credo non cambi il canovaccio, gli azzurri sono in corsa per tutti gli obiettivi rimasti.




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