Il grande giorno è finalmente arrivato. Oggi all’Hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino (ore 11.30, in seconda convocazione) è appena cominciata l’Assemblea Elettiva della FIGC, che prevede all’ordine del giorno l’elezione del Presidente Federale per il quadriennio 2016/2020. Sono due i candidati: Carlo Tavecchio, Presidente in carica dall’agosto 2014, e Andrea Abodi, ex Presidente della Lega B dal 2010. L’eletto sarà al comando della Federcalcio per quattro anni, coincidenti con il quadriennio olimpico, siedendo sulla massima poltrona del calcio italiano fino al 2020.




L’organo deputato per l’elezione è l’Assemblea Federale, che raccoglie 278 delegati complessivamente chiamati alle urne. Per le Leghe professionistiche (Lega Serie A, Lega Serie B, Lega Pro) gli aventi diritto di voto saranno i presidenti dei club (o eventualmente i loro delegati). Saranno pertanto 20 società di Serie A, 22 di Serie B e 60 di Lega Pro. La Lega Nazionale Dilettanti esprime invece ben 90 delegati, eletti da tutte le società dilettantistiche d’Italia che abbiano un’anzianità di affiliazione di almeno dodici mesi e che abbiano svolto continuativamente attività sportiva.




Per le Componenti Tecniche, ossia calciatori, allenatori e arbitri, i loro voti risulteranno così suddivisi: 26 voti per i delegati eletti dall’Associazione Italiana Allenatori di Calcio (presieduta da Renzo Ulivieri), 52 voto per gli eletti dall’Associazione Italiana Calciatori (presieduta da Damiano Tommasi) e 9 voti per l’Associazione Italiana Arbitri (presieduta da Marcello Nicchi).




Per quanto riguarda l’iter dell’elezione, infine, lo Statuto Federale stabilisce che il voto sia segreto e la proclamazione avvenga con il primo scrutinio qualora un candidato riportasse la maggioranza di tre/quarti dei voti validamente espressi dai Delegati dell’Assemblea (208 voti). L’elezione sarà sancita al secondo scrutinio, invece, se un candidato prevalesse con la maggioranza di due/terzi dei voti validamente espressi dai Delegati dell’Assemblea (183 voti). L’elezione avverrà al terzo scrutinio, infine, laddove un candidato ottenesse perlomeno una maggioranza pari al 50% dei voti validamente espressi dai Delegati componenti l’Assemblea (105 voti). In ultima analisi, si procederebbe a maggioranza semplice dei presenti ammessi alla votazione.




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