di Fabio BELLI

Le pagelle biancazzurre della trasferta della Lazio a Bologna:




Strakosha 6.5 Pronto su due punizioni insidiose, piace sempre più a livello di atteggiamento, sta in porta come un vero veterano. Sempre più rivelazione della stagione.




Basta 7 Una partita perfetta, si impadronisce da subito della fascia destra e ormai, rispetto al suo arrivo a Roma, è un giocatore trasformato, più a suo agio nella fase difensiva che in quella offensiva.




De Vrij 7 La sua assenza l’anno scorso è stata l’inizio della fine, il suo recupero la luce alla fine del tunnel. Ormai è quello di due anni fa, ostenta una sicurezza a tratti strabordante.




Hoedt 7 Anche lui è ormai una sicurezza, perfettamente a suo agio anche quando deve restare fermo un turno. Nella difesa a quattro è il titolare al fianco di De Vrij e anche stavolta dimostra di meritare il posto.




Radu 7 Completamente rigenerato dalla cura Inzaghi, gioca un match di perfetta applicazione tattica, un progresso fantastico per lui che è sempre stato prezioso ma incostante nei suoi anni laziali. Una vera roccia.




Parolo 7 Ennesima prova di grande sostanza, preso nel mezzo dal pressing alto del Bologna se la cava sempre egregiamente, riuscendo a far scottare sempre il pallone tra i piedi degli avversari. Va vicinissimo al tre a zero proprio allo scadere.




Biglia 6.5 Inizia alla grande, sulla falsariga delle ottime prestazioni delle ultime settimane. Poi, complice un brutto colpo, perde sicurezza e anche due brutti palloni, il primo dei quali regala quasi un gol al Bologna. Inzaghi evita complicazioni e lo sostituisce. (dal 9′ st Murgia 7 Già detto contro l’Inter e l’Udinese, ma il ragazzo sembra un predestinato per personalità e qualità. Entra ottimamente in partita, sfiora anche il gol alla Veron dalla bandierina. Vedi lui e pensi al futuro della Lazio, automaticamente.)




Milinkovic-Savic 7.5 Solo l’assist servito per il raddoppio di Immobile vale il prezzo del biglietto. E’ ormai una delle stelle della Serie A, centrocampista universale capace di fare ammattire gli avversari anche quando non è stilisticamente impeccabile. E’ il suo momento dopo un anno e mezzo di lavoro e sacrifici, peccato per il gol sprecato nel primo tempo. (dal 36′ st Wallace 6 Vive un finale di partita finalmente tranquillo per la Lazio.)




Lulic 7 Torna nella zona d’attacco e serve subito un pallone al bacio per il gol di Immobile. Una delizia, si cala meravigliosamente nella parte, forse fin troppo bene visto che qualche errore lo commette quando è chiamato a ripiegare. Poca cosa, certo che quel vizietto dei palloni passati in orizzontale non glielo leva manco Osho, altro che Inzaghi…




Immobile 8 E’ la sua serata: sono sedici gol in campionato, diciotto stagionali, tanta, tanta roba considerando il lavoro sfiancante al quale è chiamato in ogni partita. E’ l’anima che mancava all’attacco della Lazio l’anno scorso, piena di ali di talento ma senza un bomber con Klose ormai vicino all’abdicazione dopo quattro anni stupendi. Ora la Lazio ha di nuovo il suo Re dell’area di rigore.




Felipe Anderson 6.5 Grande movimento nel primo tempo, una palla fantastica che Milinkovic-Savic non tramuta in rete, ma anche una grande occasione da gol sprecata. Poi perde un po’ di efficacia, colpa forse anche dei tanti metri corsi. (dal 22′ st Keita 6 La staffetta del derby si ripete, ma il senegalese stavolta si fa notare solo per qualche accelerazione e un battibecco con Milinkovic, che si chiude comunque con un abbraccio col serbo. Serata interlocutoria per lui.)




L’all. Simone Inzaghi 8 Chi a inizio stagione lo ha riempito di critiche, ironie, i più cattivi anche di insulti, più che a lui dovrebbero chiedere scusa a se stessi, ammettere di non capire alcunché di calcio e trasferirsi a coltivare garofani in Corea del Nord. Invece sono tutti qui ad applaudire opportunisticamente: la sua fortuna è quella di non pensare a queste stupidaggini ma solo al campo. Esatto, la Lazio ha un vero allenatore di campo, che da diciassette anni conosce l’ambiente e ha cominciato a respirare biancazzurro in panchina dagli Allievi. I risultati sono questi: la strada è ancora lunga, ma lo era anche quando a Firenze vinceva la Coppa Italia Primavera con Strakosha, Murgia, Crecco e gli altri. Tre anni dopo, eccoli tutti qua. L’importanza di vincere a Bologna dopo un derby come quello di mercoledì è enorme, certifica che il gruppo ha maturità, oltre che talento, e i suoi meriti in questo sono innegabili.




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