Le sue parole sullo Stadio della Roma hanno fatto scalpore, ma in casa laziale ha avuto eco anche la sua dichiarazione riguardo uno stadio per i biancazzurri da costruire al più presto. Vittorio Sgarbi è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione Laziali On Air condotta da Danilo Galdino e Fabio Belli per fare il punto della situazione sull’impiantistica capitolina, nell’occhio del ciclone nelle ultime settimane.




Come andrà a finire la questione dello stadio di Tor di Valle?Basterebbe seguire quello che ha detto la Soprintendenza, che ha messo un vincolo sull’Ippodromo di Lafuente che ha più di cinquant’anni di storia e oggi versa in stato di abbandono, anche se può essere assolutamente recuperato. Non voglio ragionare su questioni idrogeologiche perché non sono di mia competenza, non capisco però perché per fare uno stadio sia necessario fare un grattacielo. Non ci sono mai stati grattacieli a Roma, ora non vedo perché Totti, al quale si può concedere il beneficio del dubbio per la necessità di avere un nuovo stadio, servano i grattacieli. Non ha nessun voce in capitolo in questo, se io fossi un romanista mi vergognerei che un mio calciatore fosse utilizzato da forze politiche e speculative per legittimare uno scempio di quel genere. E’ un calciatore, non è un montanaro o uno scalatore che può essere affascinato dall’altitudine dei grattacieli. Così come ho definito depensante un Sindaco come la Raggi che dopo aver detto no alle Olimpiadi non può prestarsi a operazioni di questo genere. Oltre a Grillo c’è il parere dei consiglieri che mi sembra contrario, mi sembra che lo spettro sia allontanato anche se non è ancora detta l’ultima parola, anche se non credo possano ora rimangiarsi quanto detto. Per la Lazio invece sarebbe formidabile restaurare lo stadio Flaminio, un progetto che potrebbe essere sostenibile, costare poco e pesare altrettanto poco sulla città. Un’ipotesi suggestiva, di sicuro la Lazio dovrebbe attivarsi per il suo stadio.




Sembra strano che ci sia solo quel quadrante di Roma disponibile per fare uno stadio: perché non spostare altrove il progetto?Infatti, la soluzione non è il quesito sì o no allo stadio, ma bensì sì o no alla speculazione del presidente americano della Roma e di chi ha interesse a costruire a Tor di Valle: la loro posizione non è certo legata agli alti valori dello sport o del calcio. La posizione di Grillo è partita dal chiedere autonomia assoluta dei consiglieri comunali senza interferenze dei parlamentari, all’intenzione di spostare l’impianto in un’altra area. Con queste considerazioni Grillo ha ottenuto solo critiche, perché non interessa costruire allo stadio, non c’è nessuna volontà legata a valori positivi o sportivi, ma solo volontà legata ad interessi e speculazioni di cui Totti si è fatto portavoce. Dovrebbe sentirsi abusato per essersi fatto portavoce di interessi altrui. Lui è la vittima di una situazione in cui si è fatto promotore di una volontà speculativa, questo è gravissimo anche per lui, perché non si discute se fare lo stadio, ma solo su dove farlo per tutelare solo determinati interessi.





Come si può uscire fuori da un neo medioevo culturale in cui la città di Roma e in senso più ampio l’Italia è caduta?
Questa è la misura dell’errore di Grillo, perché non si può nel nome di una demagogia contro il potere scendere un sindaco come la Raggi che è la più lontana dai valori della città di Roma. La persona che lui ha fatto votare sta facendo rimpiangere Alemanno e Marino: questo vuol dire che la ricetta dei Cinque Stelle è sbagliata, non si può distruggere tutto ma portare un’alternativa valida. Un sindaco che dice no alle Olimpiadi in quel modo è il cancro del movimento di Grillo, una persona non degna di essere sindaco di Roma. La mia idea di Rinascimento che sto lanciando col mio nuovo movimento parte proprio dall’individuare persone degne, perché non possiamo lasciare che dalla distruzione di modelli precedenti, sicuramente criticabili, restino però solo rovine.




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