di Fabio BELLI

La sua voce si lega indissolubilmente ai momenti più belli della storia della Lazio: oltre alle sue radiocronache, è notissimo come editore di Lazialità, la più antica rivista dedicata al primo club della capitale. Insomma, il suo nome è una garanzia in ambito biancazzurro. In esclusiva per Laziostory, Guido De Angelis ha commentato la splendida vittoria della Lazio in Coppa Italia contro l’Inter e le prospettive future della squadra allenata da Simone Inzaghi.




Partiamo dalla vittoria di Milano: è stata la più bella Lazio della stagione? Quanto è stata importante questa reazione dopo la sconfitta contro il Chievo?La Lazio è andata più che bene, concentratissima, compatta e tonica. L’Inter è stata un po’ troppo spavalda e la Lazio ne ha approfittato perché era in serata di grazia: peccato solo non aver chiuso prima la partita perché poi c’è stato da soffrire, come è normale contro una squadra ricca di qualità come l’Inter. E’ stata però una gran bella Lazio.”




Il doppio derby di Coppa è più un’opportunità o un’insidia per la stagione della Lazio?Se dobbiamo pensare in grande è un’opportunità. Se invece pensiamo di non essere all’altezza si può rischiare una brutta figura, ma nella vita rischiare spesso è necessario. La partita di Milano contro l’Inter può farci sperare in una Lazio di temperamento come si è vista a San Siro. Il derby di Coppa può essere un altro banco di prova per capire cosa vuol fare la Lazio da grande: i ragazzi dimostrino cosa sanno fare, altrimenti sarà il caso di capire se ci vogliono profili diversi, per carattere e tecnica, da portare a Roma con il calciomercato. Ritengo comunque che si tratti più di un’opportunità.




Dopo il rinnovo Biglia può diventare il vero riferimento della squadra?Se gioca come a Milano sì, perché finalmente per la prima volta si è visto nell’argentino il temperamento del leader, in grado di trascinare la squadra. Sembrava davvero il capitano che aspettiamo da tempo, che possa essere l’inizio per vedere un nuovo Biglia, restaurato e che la Lazio possa essere il traguardo della sua carriera. Prima di Milano Biglia non sembrava aver dato grandi segnali dal punto di vista del carattere, la sfida a San Siro è parsa davvero una svolta in questo senso.




Tra De Vrij e Keita, chi rischia più di partire a questo punto?Rischiano tutti e due, decisamente, questo sempre perché la società doveva fare attenzione prima e non portare i contratti a scadenza. C’è il rischio concreto di veder partire entrambi i giocatori.

Fra i tanti giovani lanciati in questa stagione, quale ha destato l’impressione migliore?Decisamente Lombardi. Perché soprattutto caratterialmente è cresciuto tanto, era un po’ grezzo e invece è migliorato enormemente, dando il segnale più forte tra i giovani di quest’anno. Strakosha si è guadagnato con merito il ruolo di vice-Marchetti ed osservo con attenzione Murgia, che finora però ha giocato poco, ma Lombardi è di gran lunga quello che mi ha convinto di più.




Simone Inzaghi è stato il valore aggiunto per questo gruppo?Assolutamente sì, ha restaurato una Lazio che era caduta in cocci. Ha grandissimi meriti da motivatore: col tempo vedremo la sua evoluzione tecnico-tattica come allenatore, avendo ancora grandi margini di miglioramento. Ma era dai tempi di Delio Rossi che un allenatore non forniva le motivazioni apportate da Inzaghi, almeno nell’era-Lotito.




Cosa pensa della possibile assegnazione dello Scudetto 1915 alla Lazio? Si potrà davvero raggiungere questo obiettivo?Me lo auguro davvero di cuore, perché quello che hanno riportato alla luce Mignogna e Belli merita il giusto tributo. E’ stato clamoroso aver dimenticato per cento lunghi anni questa situazione. Chi li ha preceduti merita una tiratina d’orecchi, è stato scandaloso il fatto che alla Lazio sia stato negato questo scudetto, per cui spero che la rivendicazione vada in porto perché è giusto così. E spero che un giorno l’avvocato Mignogna possa essere ricordato come il generale Vaccaro, ovviamente come figura da ricordare assieme a Belli e tutti gli altri che hanno collaborato successivamente alle varie fasi della rivendicazione. Spero che un giorno si potrà pensare a loro come quelli che costruirono la pagina storica del primo scudetto della Lazio.




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