Di Fabio BELLI

Massimo Mastrelli è un personaggio che nell’immaginario laziale evoca sempre ricordi meravigliosi. In esclusiva per Laziostory, ci ha parlato della fase attraversata dalla Lazio di Simone Inzaghi, partendo però dal ricordo di un personaggio che ha fatto la storia del club in coppia col suo amatissimo ed indimenticabile papà Tommaso…




Martedì Giorgio Chinaglia avrebbe compiuto 70 anni. Un pensiero su un personaggio che ha fatto la storia della Lazio:Giorgio è stato probabilmente il calciatore più rappresentativo della storia della Lazio, senza nulla togliere a campioni come Silvio Pioli o altri. Credo però che a qualunque tifoso venga chiesto il giocatore preferito non si può non rispondere Chinaglia. Questo perché oltre ad essere un campione è stato anche un vero trascinatore. La fame di successo che aveva ha sempre fatto la differenza dal punto di vista del carattere, un retaggio dovuto soprattutto alla situazione familiare di quando era bambino e ragazzo. Il suo carisma lo rende un’icona eterna della storia della Lazio.




La Lazio attuale invece che impressione sta facendo?Diciamo che a me questa Lazio piace tantissimo e mi piace tantissimo Simone Inzaghi. E’ alla Lazio da 17 anni e lo vedo proprio come uno di noi, con lo stesso entusiasmo e la stessa passione di noi tifosi. Mi piace tantissimo anche il fatto che in questa Lazio stanno trovando spazio moltissimi giovani cresciuti in casa, da Murgia e Lombardi a tutti gli altri. Certo a Torino contro la Juventus è andata male, ma per pensare di fare un colpaccio allo Stadium bisogna andare al massimo della condizione e soprattutto con tutti gli effettivi a disposizione, era impensabile andare a vincere senza elementi importanti come quelli che mancavano a Inzaghi domenica scorsa. Il risultato ci può stare, senzq Keita e Lulic si è contenuto il passivo e la Lazio resta comunque quarta in classifica a un passo dalle prime: a inizio stagione tutti avremmo messo la firma su uno scenario del genere, per cui è bene non essere polemici, bensì costruttivi.




Lulic in conferenza stampa ha lanciato però un allarme, affermando come la Lazio non abbia più lo spirito del girone d’andata. C’è il rischio che il giocattolo creato da Inzaghi sia molto bello ma anche molto fragile? “Questo non credo, ma bisogna fare attenzione a quello che è successo negli ultimi anni, quando si iniziano cicli con primi anni importantissimi, da Reja a Petkovic a Pioli, per poi avere un’inversione di tendenza negativa. Io mi auguro che questi errori non si ripetano ma per riuscirci bisogna puntellare la squadra con qualche elemento di qualità, per avere alternative e puntare a un livello più alto. Non credo però che al momento ci sia pessimismo attorno alla squadra.”




Quanto è stato decisivo Inzaghi nel rimettere la squadra in carreggiata? “Se pensiamo che per Inzaghi si tratta della prima esperienza da allenatore con una prima squadre e a quello che successe in estate col rifiuto di Bielsa dico che possiamo essere più che soddisfatti. Io vedo molto meglio Inzaghi di Bielsa alla Lazio, l’argentino avrebbe puntato su un parco giocatori completamente diverso, senza puntare sui giovani di valore visti finora. Inzaghi ha mantenuto un livello di rendimento stupefacente, credo che neanche il presidente Lotito si aspettasse tanto, e difficilmente un altro allenatore avrebbe saputo fare di meglio. E’ un ragazzo intelligente ed ha grandi margini di miglioramento, per cui non posso che dire: forza Inzaghi!”




L’uomo chiave tra i calciatori invece chi è?Quando girano a dovere gli esterni sono Felipe Anderson e Keita, quelli che possono garantire il cambio di passo a tutta la squadra. Anche se domenica ha un po’ deluso anche DSe Vrij è importantissimo, e in più Milinkovic-Savic, rivelazione di questa stagione, ed Immobile, che è ormai il nostro bomber.




Infine, un ultimo pensiero sulla battaglia per cucire lo scudetto 1915 sulle maglie della Lazio:A mio parere si tratta di un’iniziativa bellissima, è una questione che era finita abbandonata in un cantuccio e non se ne parlava più. Coloro che si sono presi carico di questa iniziativa meritano un grande plauso, se ne parlava da anni ma nessuno passava ai fatti e questo è stato fondamentale. Il campionato 1914/15 si è chiuso in maniera non chiara, non capisco come si sia arrivato a quell’epilogo e ritengo che lo Scudetto per la Lazio sarebbe meritatissimo ed arricchirebbe in maniera notevole e prestigiosa la nostra bacheca.




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