I suoi film negli anni ottanta hanno segnato un’epoca della commedia italiana. Da veronese doc, Jerry Calà è anche molto vicino alle vicende di Verona e Chievo, e proprio la sfida contro i gialloblu che la Lazio dovrà affrontare sabato prossimo è stato l’argomento centrale dell’intervento dell’attore e regista sugli 88.100 di Elle Radio, nella trasmissione Laziali on Air.




Tuo figlio Johnny è un grande tifoso del Chievo ed ha contagiato anche te…Quello del Chievo è un bell’ambiente, una bella realtà con una tifoseria tranquilla e sportiva. Mio figlio mi ha fatto affezionare a questa squadre, che ultimamente però non ci sta regalando grandi soddisfazioni, abbiamo perso una caterva di partite di fila e siamo un po’ preoccupati. Manca pochissimo alla chiusura del mercato di gennaio e il dottor Campedelli non sembra intenzionato a vendere qualche pandoro per rinforzare la squadra.




Il tuo prossimo film sarà “Odissea nell’Ospizio”… Dovrebbe uscire verso il mese di marzo, si tratta di una pellicola che parla del vecchio gruppo dei Gatti di Vicolo Miracoli in una casa di riposo per artisti.




E’ uscito anche il tuo libro, “Una vita da libidine”, autobiografico e che ci ha riportato ai periodi più belli della nostra vita, quelli della nostra gioventù. Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?L’anno scorso mi è stato chiesto da una casa editrice di prestigio come la Sperling & Kupfer di dedicarmi a questo progetto. Io ho sempre preso in giro gli artisti che scrivevano biografie e invece alla fine ci sono caduto anch’io. Aprendo l’album dei ricordi mi sono reso conto che avevo moltissime cose da raccontare, credo sia venuto fuori un libro onesto, piacevole da leggere.




Cosa noti di differente nel modo moderno di fare comicità rispetto a quello degli anni ottanta?La cosa più lampante è la quantità dei mezzi sui quali ci si può esprimere. Quando ho iniziato a lavorare con Franco Oppini c’erano solo due canali televisivi, era molto più difficile arrivare sul piccolo schermo ma quando ce l’avevi fatta eri al centro dell’attenzione. Oggi è più facile ritagliarsi un proprio spazio ma è più difficile guadagnarsi l’interesse della gente. Anche la concorrenza è maggiore, tanti artisti si propongono che hanno magari un picco di notorietà per poi finire di nuovo nell’anonimato. Internet ha poi cambiato completamente le regole del gioco ed anche il modo di fruizione dello spettacolo e della musica. Esistono fenomeni di popolarità che sono più conosciuti di chi magari ha spazi fissi in televisione.




Tornando al calcio, con tuo figlio siete molto amici di Pellissier…E’ un ragazzo che non smette mai di stupire, abbiamo organizzato una festa per i suoi cento gol in Serie A con la maglia del Chievo e lui già era arrivato a centodue… è una grande persona, un ragazzo straordinario.




 
Quali giocatori ti piacciono di questa Serie A?Del Chievo ammiro Meggiorini che da quando è arrivato in gialloblu ha fatto la differenza. Ha una storia strana perché nasce come tifoso dell’Hellas, ma si è calato perfettamente nella realtà del Chievo.




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