di Fabio BELLI

Il centravanti della Lazio, Ciro Immobile, è intervenuto in conferenza stampa nel centro sportivo di Formello per parlare con i giornalisti e commentare l’attuale momento dei biancazzurri, reduci da una vittoria contro il Crotone firmata proprio dal bomber con un gol al novantesimo.

A fine girone d’andata sei arrivato in doppia cifra: ci speravi?Sì perché ho lavorato duramente per questo obiettivo e quando si riesce a dare tutto i risultati arrivano. Poteva andare anche meglio, sono molto autocritico e punto a fare sempre di più.

Quanto è dura quando un attaccante non riesce a sbloccarsi?Diciamo che l’attaccante vive per il gol, ma ultimamente da questo punto di vista sono diventato più maturo, mi infastidiva più il fatto che la squadra non riuscisse a vincere nonostante le occasioni piuttosto che il fatto di non riuscire a segnare.




Dopo un grande girone d’andata, ci si deve aspettare di più da questa Lazio?Sarebbe bello e importante anche consolidare quello che abbiamo già fatto, 37 punti sono tantissimi e sono stati fatti da una squadra alla quale nessuno credeva a fine stagione. Quando sono arrivato c’erano un po’ di casini, Tare è riuscito a mettere a posto la squadra e Inzaghi ha fatto il resto. Abbiamo riportato anche tanta gente allo stadio e vogliamo continuare a fare le cose importanti viste nel girone d’andata, siamo una squadra giovane e abbiamo ancora tanti margini di miglioramento. E’ bello partire senza i favori del pronostico e poi stupire tutti.




Dal punto di vista individuale su cosa ti senti di poter migliorare ancora?Sicuramente sono cresciuto sul piano della gestione della palla, copro una zona di campo sempre più vasta e a volte non arrivo lucido al tiro, ma come modo di giocare sto crescendo. Essere allenato da un ex attaccante come Inzaghi è utilissimo per capire come migliorare.

Come valuti la tifoseria e l’ambiente biancazzurro? A inizio anno era normale che ci fosse malumore dopo un’annata negativa. Adesso la vera natura dei tifosi è uscita fuori, ricordo grande calore anche prima della trasferta di Palermo. Quando la Lazio va male i tifosi sono i primi a stare male, ma è frutto del grande amore verso la squadra. Quest’anno non ci sono mai stati fischi, neanche dopo la sconfitta nel derby. Alla Lazio ho trovato un ambiente familiare e sereno, ideale per lavorare.




Da qualche mese si sta parlando di un’alternativa al tuo ruolo da reperire sul mercato. Hai pagato la stanchezza, ultimamente e nelle sette partite in cui non sei riuscito a segnare?Mi sono riposato i due anni precedenti in cui ho giocato poco. Quest’anno sono partito con l’obiettivo di voler giocare e non avendo le Coppe c’è la possibilità di essere al massimo in tutte le partite. Non credo che il digiuno da gol dipendesse da un fattore fisico ma più mentale, vedendo i dati di quei match si nota quanto ho corso e la lucidità sotto rete viene influenzata da questo.




Ti senti di dire che resterai a lungo alla Lazio?Non posso certo dire quello che succederà fra sei anni, ma ho ancora quattro anni e mezzo di contratto e non vedo il motivo per cui dovrei cambiare, la società ha obiettivi importanti e c’è margine per fare cose importanti insieme.

Venti gol a fine campionato sarebbero un buon bottino personale?Lavoro per quello, per raggiungere il massimo con questa maglia, so che i miei compagni mi mettono sempre in condizione di fare gol, c’è solo da lavorare e andare avanti.




Per un attaccante cosa significa avere un attaccante che da giocatore è stato un bomber come Inzaghi?E’ un grande stimolo perché Inzaghi sa spiegarti bene movimenti e situazioni tattiche. Anche dal punto di vista motivazionale è un punto di riferimento, mi ha subito detto che mi ha scelto e voluto fortemente, quando ci si sente apprezzati così si è stimolati dare il massimo per il mister, per i compagni e per la gente.




Realisticamente quale può essere l’obiettivo stagionale della Lazio? La Champions è raggiungibile?Non me la sento di dire che andremo sicuramente in Champions, ma di sicuro lotteremo per arrivare il più possibile in alto in classifica. Davanti a noi ci sono squadre costruite per fare la massima competizione europea, sappiamo che è difficile ma mi sento di dire che l’obiettivo della Lazio è tornare in Europa.




Molti giocatori italiani si stanno prendendo una rivincita in questa stagione…E’ molto bello perché in contemporanea vedo il campionato più vivo e acceso. Non ci sono verdetti scritti o squadre che hanno preso il largo, la lotta per la Champions e per l’Europa League è molto emozionante. Il campionato italiano ha bisogno di tanti giocatori italiani che possano essere motivo d’orgoglio, anche per la Nazionale. Credo che il mister Ventura quest’anno possa avere una varietà di scelta molto importante.




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