di Giorgio BICOCCHI

Lunedì 9 gennaio: sarà Bruxelles il cuore dei festeggiamenti del compleanno numero 117 della Società Sportiva Lazio. La delegazione biancoceleste “vestirà” infatti il Mannekenpis con i colori del Sodalizio. Una iniziativa – privilegio di pochi clubs eletti al mondo – nata nel ricordo di Luigi Bigiarelli, sepolto a Ixelles, e nel solco delle attività connesse all’Associazione delle Polisportive Europee.

A Piazza della Libertà, domenica 8 gennaio, la corsa organizzata dalla Lazio Atletica Leggera. Allo scoccare della mezzanotte il “rito sacro” dei festeggiamenti della tifoseria, oltre a una cena sociale, lunedì 9, al Circolo Canottieri Lazio, per brindare ad un movimento in continua espansione. Perché la Lazio, dal 1900, è stata sinonimo di stile, passione per lo sport ed amore per la nostra città

Sarà nel cuore dell’Europa che la Società Sportiva Lazio festeggerà il compleanno numero 117: un romanzo lunghissimo, dal 9 gennaio 1900 ad oggi, condito dalle vittorie di dieci Campioni Olimpici (l’ultimo dei quali, Felipe Anderson, recente trionfatore ai Giochi di Rio de Janeiro), da migliaia di titoli nazionali, da allori mondiali ed europei. Un movimento in continua espansione che oggi conta oltre sessanta organizzazioni che praticano quasi ottanta discipline sportive.

La Lazio, dunque, sarà il primo club italiano che potrà vestire con i propri colori, lunedì prossimo, il Mannekenpis, il bimbo che fa’ la pipì, simbolo di Bruxelles. Finora tale privilegio è stato esclusivamente riservato a visite di Stato (USA, Cina, Argentina, etc.) e, in campo sportivo, alle maglie del Belgio e di Anderlecht, Real Madrid, Barcellona e Athletic Bilbao.

Il Mannekenpis è diventato, con la Grand Place e l’Atomium, uno dei simboli della capitale belga. E’ una statua in bronzo, alta una cinquantina di centimetri, situata nel centro storico: raffigura il simbolo dell’indipendenza degli abitanti di Bruxelles.

Un privilegio – quello della “vestizione” della statua – che, nel giorno del compleanno numero 117, toccherà ora alla Lazio, primo club italiano a potersi fregiare di tale onore.

Una iniziativa che è figlia di una lunga e proficua relazione con le istituzioni della capitale belga, legata sia alle vicende storiche del nostro fondatore Luigi Bigiarelli, sepolto nel cimitero di Ixelles, che alla recente attività dell’Associazione delle Polisportive Europee, organismo presieduto proprio dai colori biancocelesti, nonché dell’appassionato lavoro di raccordo del Lazio Club Bruxelles.

Il programma di lunedì 9 gennaio, pertanto, prevede:

Ore 11: cerimonia all’interno della Sala gotica del Municipio, sulla Grand Place;

Ore 12: svelamento della statua;

Ore 13: momento conviviale e di beneficenza all’interno della Chiesa di St. Catherine, luogo che segnò la vita di Luigi Bigiarelli;

Ore 14.45: visita alla stele e al luogo di sepoltura di Luigi Bigiarelli presso il cimitero di Ixelles.

Inoltre, nell’ambito dei festeggiamenti la Lazio Atletica Leggera ha organizzato, domenica mattina, 8 gennaio una corsa non competitiva di nove chilometri, con partenza ed arrivo a Piazza della Libertà, a poche ore dal cin cin, mentre è confermato anche il “rito sacro” dei festeggiamenti che vedrà protagonista, allo scoccare della mezzanotte, la tifoseria organizzata, nel luogo che diede i natali al Sodalizio.

Una cena sociale, infine, riservata agli organi ufficiali della Società, nonché ai Presidenti delle organizzazioni sportive, concluderà lunedì sera, al Circolo Canottieri Lazio, i festeggiamenti per il compleanno di un club che non conosce crisi di vocazioni.

In tale contesto il Presidente Generale della Società Sportiva Lazio, Antonio Buccioni, nel salutare affettuosamente tutti gli appassionati biancocelesti, ha voluto in queste ore ribadire come il Sodalizio rappresenti la tradizione ed una formidabile catena di affetti, oltre che una struttura straordinaria ed unica al mondo ed un vanto assoluto, per prestigio e senso di appartenenza, dell’intero panorama sportivo italiano.

Un movimento complessivo che dilata annualmente il numero di propri atleti ed atlete, nonché le discipline praticate, pur in una situazione economica e sociale, nazionale ed eminentemente cittadina, che certo non registra progressi.

Il sogno di Luigi Bigiarelli e dei suoi otto compagni, svelato il 9 gennaio di 117 anni fa su una panchina di Piazza della Libertà, ovvero quello di dilatare gli ideali sportivi del Sodalizio nel più puro concetto dell’olimpismo, continua dunque ad estendersi. La constatazione più emozionante, forse, in queste ore di festa.

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