di Fabio BELLI

Se c’è un punto dal quale sarebbe giusto far cominciare l’avventura della Lazio del -9, al di là della vicenda sportiva-giudiziaria lunga tutta un’estate, sarebbe dalla prima amichevole, quando dopo la sentenza che aveva condannato la Lazio alla Serie C, tifosi, giocatori e tutti coloro ai quali stava a cuore il più antico sodalizio della capitale si ritrovarono a Gubbio per la prima amichevole stagionale.




C’era anche Enrico Montesano, uno dei pochi personaggi noti capace di farsi notare nel mondo laziale sia nei momenti di massimo splendore che di miseria assoluta. Meno di quattordici anni dopo da quel caldissimo pomeriggio in Umbria, il celebre attore romano sarebbe stato il mattatore, in uno stadio Olimpico con 80.000 bandiere, della festa del secondo scudetto. In quel momento però era lì, un qualcosa che vale più di una medaglia o qualunque riconoscimento formale. E portò quel pizzico di ottimismo che sembrava impossibile trovare a due giorni da una retrocessione d’ufficio. “Se serve, ripartiremo da sottozero!” disse nel contributo riportato da Gianni Bezzi nel suo “Una storia, un sogno”.




Nell’intervista, particolare da ricordare, Montesano rivendica l’anzianità della Lazio, la fondazione nel 1900 ed i tempi storici da Ancherani fino a Silvio Piola. Una storia che ancora alla metà degli anni ottanta non veniva rimarcata con la giusta enfasi da tutti.




I tifosi si presentano in massa a Gubbio con uno striscione che lancia un messaggio chiaro alla CAF, che sarà chiamata a decidere in secondo grado sulla retrocessione d’ufficio comminata alla Lazio: “Uniti contro l’ingiustizia, Bocchi-Calleri siamo con voi!!!”. La nuova proprietà appena insediatasi per far fronte all’enorme debito della società minaccia infatti di lasciare se il declassamento in terza serie sarà confermato.




In tutto questo, c’è il campo: l’amichevole se l’aggiudica la Lazio con un gol di Mimmo Caso, in apertura di ripresa. Fascetti fa ruotare tra primo e secondo tempo tutti gli elementi a sua disposizione. La condizione fisica è però ancora approssimativa, ed anche quella psicologica considerando che molti elementi non pensavano di rischiare di finire a giocare in C. Fascetti sarà chiaro: “Chi non se la sente, può andarsene”. Resteranno tutti, anche elementi come il portiere Terraneo, il centrocampista Pin (campione del mondo a Tokyo sei mesi prima con la Juventus) e lo stesso Caso, abituati alla Serie A e arrivati proprio per programmare il salto nella massima serie.




IL TABELLINO

7 agosto 1986, GUBBIO-LAZIO 0-1 (amichevole)

MARCATORE: 1’st Caso (L)

GUBBIO: Pascolini (30’st Gaspari), Ragnacci, Proietto, Miochi (1’st Gambini), Lilli, Pompa, Sbrega (1’st Bonifazi), Magrini, Zoppis, Di Rienzo (1’st Scarabattoli), Ciucarelli Allenatore Landi.
LAZIO (primo tempo): Terraneo, Podavini, Sgarbossa, Fonte, Brunetti, Piscedda, Camolese, Acerbis, Poli, Caso, Piconi.
LAZIO (secondo tempo): Ielpo, Magnocavallo, Brunetti, Foschi, Gregucci, Piscedda, Gentilini, Pin, Fiorini, Marini, Poli Allenatore Fascetti.
Arbitro Sig. Stirati di Gubbio.




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