Quest’oggi l’attaccante biancoceleste Cristiano Lombardi è intervenuto in conferenza stampa dal Centro Sportivo di Formello.




Non mi sarei aspettato di vivere un’esperienza simile quest’estate, ero in attesa di una sistemazione. Le cose sono andate diversamente, sugli esterni non eravamo tanti. In questo modo sono arrivato ad esordire; la prima gara è andata bene, abbiamo lavorato tutti insieme. Mi sto integrando e sto arrivando ai ritmi della squadra, mi sto giocando le mie opportunità.




Il mio obiettivo è, appunto, quello di giocare al meglio le mie opportunità; non mi muoverò da qui. Non gioco con continuità, ma ho davanti Keita e Felipe. Un giovane come me può solo guardare e imparare da loro. Sto mettendo minutaggio in un campionato di massima serie, nessuno avrebbe mai detto che un giorno avrei potuto giocare in questa categoria. Ringrazio il mister e la società per le opportunità e per la fiducia.




Tutto il gruppo sa che siamo in pochi per il Crotone nel reparto offensivo. Sento che ho la possibilità di giocare, ma deciderà il mister. Io Kishna e Luis Alberto stiamo lavorando bene ma il campo deciderà chi dovrà scendere in campo contro la formazione calabrese.




Qui alla Lazio il primo al quale mi ispiravo era Candreva, oggi guardo a Keita e Felipe. Osservo soprattutto il brasiliano perché gioca anche lui a destra e ha caratteristiche simili alle mie. Lui è più tecnico ma io mi sto allenando molto fisicamente su velocità e potenza.




Non mi pongo obiettivi, non mi aspettavo questo 6 mesi fa e ora non guardo ad un futuro lontano 2 o 3 anni. Penso molto al passato e sento ancora i miei ex compagni di Trapani e Ancona. Tanti ragazzi di Lega Pro meriterebbero di giocare in Serie A. La fortuna mi ha aiutato, ma bisogna dimostrare di potersi meritare questa categoria. Il calcio tra queste divisioni è molto diverso, ho calcato campi di Lega Pro e so cosa si prova ad essere lì. Sono arrivato in A e farò di tutto per tenermela stretta.




Eravamo la Primavera più forte d’Italia, lo ha dimostrato il campo. Qualche ragazzo di quella squadra meriterebbe la massima serie. Penso a Filippini, ancora non è riuscito a dare la sua impronta in Serie B, ma è un gran calciatore. Serpieri dopo vari infortuni gioca in Eccellenza, ma eravamo una squadra che vinceva senza troppi sforzi anche contro squadre composte da giocatori che ora sono in A.




Voglio migliorarmi tecnicamente. Per crescere sotto questo aspetto dovrei presentarmi per primo ed esser l’ultimo ad andar via perché tutti i calciatori che giocano nel mio ruolo sono avanti a me tecnicamente. Con Inzaghi ho giocato per molti anni e sotto un punto di visto tattico e fisico sono già a buon punto con lui. Non si smette mai di migliorare. Con il tecnico piacentino abbiamo iniziato insieme dagli Allievi, abbiamo sempre vinto e tra di noi c’è sempre stata stima. Mi ha dato molto come persona e anche come allenatore. Mi ha preso dalla Lega Pro, mi ha dato l’opportunità d’esprimermi in Serie A ed io lo ripago ogni giorno sul campo. E’ andata bene, ora vedremo partita dopo partita.




Cataldi mi ha aiutato molto per ambientarmi, siamo stati insieme in Primavera. Sono arrivato qui in punta di piedi, ci sto ancora. Lui è al terzo anno in Serie A e ho chiesto consigli a lui. Non mi sono mai tirato indietro nel chiedergli sostegno e lui è sempre stato a mia disposizione. In squadra ci sono tanti giovani e per me è stato più facile integrarmi. Giocatori esperti come Radu, Biglia, Parolo, Immobile e Marchetti ci hanno inseriti molto bene nello spogliatoio. Siamo un gruppo che lavora molto unito. Siamo in alto in classifica perché siamo una vera squadra.




Da Auronzo siamo partiti con molte critiche. Dopo il girone d’andata siamo lassù e non serve fare previsioni. Non le abbiamo fatte ad Auronzo e non le faremo ora. La squadra ha personalità e ha dimostrato di saper uscire dalle difficoltà, come a Bergamo. Eravamo decimati ma abbiamo portato a casa un risultato importante in un campo difficile contro un avversario forte. Abbiamo dimostrato e dobbiamo continuare a farlo.




Sarebbe bello pensare ad una squadra composta da giovani laziali. Nel calcio moderno di ora non accade, non è semplice anche perché questa è una società importante e storica che deve mantenere certi livelli. Dobbiamo raggiungere noi calciatori un determinato livello per essere il futuro di questa squadra”.




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