Ciro Immobile ha parlato ai microfoni di Premium Sport, tracciando un bilancio sui suoi primi mesi alla Lazio, che l’hanno visto unico giocatore biancazzurro sempre presente nelle diciotto partite fin qui disputate in Serie A.




Ho scelto la Lazio perché è stata la squadra che più mi ha cercato e voluto tra quelle che in estate si erano interessate a me. Fortunatamente si è trovato l’accordo col Siviglia e io ho subito sposato il progetto di una squadra storica, con tante vittorie alle spalle e che come me aveva bisogno di rilanciarsi. E’ stato il matrimonio perfetto.




Non so se con Belotti potremo formare la futura coppia d’attacco con l’Italia, di sicuro sono contento di questa possibilità perché prima dell’Europeo si parlava di una crisi degli attaccanti italiani e invece sotto la guida del mister Ventura abbiamo dato segnali importanti. In coppia col Gallo stiamo facendo bene, siamo riusciti nell’intento di giocarci con la Spagna il primato nel girone. Sappiamo che sarà difficile andare ai Mondiali, ma personalmente cerco di godermi questo momento a livello personale e non voglio perdere il posto da titolare come mi è successo già una volta con Conte.




Zeman è stato un maestro di vita mentre con Ventura ho sempre avuto un rapporto umano speciale, nei momenti difficili si faceva sentire come persona, mi stava vicino. Con lui sono cresciuto tantissimo e lo ritengo tatticamente superiore a Jurgen Klopp, che invece punta tantissimo sulle motivazioni da infondere ai suoi calciatori. Simone Inzaghi mi ha sorpreso perché è un allenatore giovane ed è importante per noi che siamo un gruppo che sta crescendo: questo binomio tra noi e lui è un qualcosa di speciale e penso che lo stiamo dimostrando in campo.




Il derby perso è una ancora ferita aperta, questa sconfitta però ci ha caricato ulteriormente, come abbiamo dimostrato a Genova contro la Sampdoria. Il nostro obiettivo è stupire. Non siamo partiti con il favore del pronostico ma siamo consapevoli della nostra forza. Questo può anche essere un difetto perché a volte perdiamo concentrazione in allenamento, siamo giovani ed è facile cadere nelle distrazioni. Però sono convinto che la squadra sia forte.




 

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