di Fabio BELLI

Conduttore televisivo su Teleroma 56 e radiofonico su Radio Incontro Olympia, Paolo Colantoni è uno dei giornalisti più apprezzati e conosciuti nel mondo biancazzurro. In esclusiva per Laziostory, ha parlato della battuta d’arresto subita dalla Lazio a Milano contro l’Inter, ma anche valutato a 360° la prima metà di stagione della squadra di Simone Inzaghi.




A Milano si è vista una Lazio brillante nel primo tempo, ma di nuovo in calo nella ripresa e addirittura scioltasi dopo aver subito lo svantaggio…Se questa è stata una costante delle prime diciotto giornate, non si può considerare un caso. La Lazio si è trovata spesso a calare nei secondi tempi: a mio avviso non può trattarsi di un problema fisico, anche perché il calo contro l’Inter sarebbe arrivato dopo quattro minuti della ripresa, così, all’improvviso. Credo sia una questione di mentalità: la Lazio è una squadra ancora giovane che cade in diversi tranelli dell’inesperienza, probabilmente si trova ad approcciare con grande concentrazione i match, ma questa determinazione viene meno col passare dei minuti, e una volta subiti i gol a causa delle distrazioni non riesce a reagire. Un aspetto su cui si dovrà lavorare, naturalmente senza cancellare quanto di buono fatto in precedenza.




Alla ripresa col Crotone mancheranno Felipe Anderson e Keita. Al di là dell’assenza di un giorno del brasiliano, la società sa già dove intervenire per rinforzare l’attacco?Dubito che la società abbia già piani certi per il mercato di gennaio, considerando anche l’anno scorso quando sono serviti quattro mesi per “partorire” Bisevac per sopperire a De Vrij infortunato. Considerando che Keita mancherà al massimo per quattro-cinque partite non mi aspetto investimenti sulle ali, visto che Inzaghi spesso preferisce Lulic dal primo minuto anche quando il senegalese è disponibile. Se la Lazio dovesse piazzare Djordjevic, come si vocifera, allora arriverebbe un suo sostituto, una punta tendenzialmente più abituata a muoversi verso il centro per dare anche respiro ad Immobile.




Prima della partita contro l’Inter si è parlato molto di rinnovi contrattuali. Quanto visto a Milano, con De Vrij in grande difficoltà con Icardi e Biglia ancora una volta non molto a suo agio nei panni del leader, ha dimostrato però che per palcoscenici interstellari certi giocatori non sono poi così pronti…Credo sia necessario fare un’ampia riflessione per capire se effettivamente giocatori come Biglia o lo stesso Keita valgano o meno contratti da due milioni e mezzo, tre milioni l’anno. L’unico per cui farei una follia sinceramente è De Vrij, al di là della prestazione dell’olandese di ieri, mi sembra un giocatore già di grandissimo livello nonostante la giovane età. Biglia non mi sembra imprescindibile, io sono uno di quelli che ritiene che le cose migliori quest’anno la Lazio le abbia fatte con Cataldi a centrocampo: si tratta di un giocatore importante ma per il quale non stravolgerei completamente il monte ingaggi. Lo stesso discorso vale per Keita: a me non fa impazzire, intravedo in lui delle potenzialità straordinarie ma in questo momento, considerando i numeri del calciatore e le partite vere in cui ha fatto la differenza, non mi andrei a strappare i capelli se partisse.




Dove può arrivare la Lazio, alla luce di quanto si è visto per metà campionato?La partita di ieri non cambia il mio giudizio, resto dell’idea che questa Lazio è nata per tornare in Europa e ad inizio campionato l’avevo valutata tra il quarto ed il sesto posto e credo possa lottare per queste posizioni. Fermo restando che la forbice tra le squadre che lottano per la Champions e quelle che lottano per l’Europa League si è molto assottigliata, nel senso che si può lottare per il quarto posto senza perdere di vista obiettivi maggiori. La Lazio può restare incollata alla seconda e alla terza e valutare più avanti il reale obiettivo. Chiaramente il valore della rosa di Juventus, Napoli, Roma e Inter è superiore sulla carta.




Un’ultima considerazione, come facciamo sempre con tutti gli ospiti, sulla rivendicazione dello Scudetto 1915:Non vedo l’ora che si arrivi a un lieto fine, facendo enormi complimenti all’avvocato Gian Luca Mignogna per il lavoro e la dedizione che ha messo su questa causa, arrivando anche a sacrificare parte della sua vita professionale. La ritengo una questione davvero importante, con un pizzico di orgoglio sento questa battaglia anche un po’ mia perché il primo intervento in assoluto dell’avvocato Mignogna sulla questione fu fatto nella mia trasmissione su Radio Incontro Olympia. Partimmo un anno e mezzo fa pensando a un obiettivo lontanissimo che ora si sta pian piano materializzando: mi auguro che si arrivi presto a dama e da quello che ho capito c’è tutto per brindare al successo e ripristinare una storia che è stata modificata e dopata, rendendo finalmente onore a quei ragazzi che avevano portato la Lazio ad una finale scudetto ed hanno dato ancor più lustro alla storia biancazzurra andando a servire la patria. Mi auguro che ci sarà la forza di non farsi condizionare da fattori esterni, da personaggi che hanno qualche rancore nei confronti della Lazio, di chi lo gestisce e dell’ambiente biancazzurro e che si studino solo le carte che sono state portate a chi di dovere. Se si dovessero solo considerare le carte ed i fatti non credo che ci saranno dubbi sul felice esito della rivendicazione.




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