di Fabio BELLI

Marchetti 5.5: Colpe gravi specifiche non ne ha, gli si piegano le mani in due occasioni su tre, di sicuro non incide come Handanovic.




Basta 5.5: Senza infamia e senza lode, anche lui appare affaticato dopo un’ora di gioco. Bisognerà lavorare sul fondo durante le feste.

Wallace 6: Una nuova prestazione convincente, in difesa non naufraga certo lui. Dopo il derby è diventato dannatamente concreto, e vorremmo anche vedere…

De Vrij 5: Non è lui, il modo con cui Icardi lo beffa sul secondo gol dovrebbe far riflettere chi scrive su trattative sicure con squadre interplanetarie. Anche lui ha margini di miglioramento, li troverà quando finalmente potrà giocare per un numero di partite sufficienti consecutivi senza infortuni, altrimenti gli alti e bassi saranno inevitabili.




Patric 5.5: La grinta non gli manca e ormai si è capito, soffre però la potenza delle ali nerazzurre (dal 14’st Keita 6: Entra e sgasa subito sulla fascia, è già troppo tardi ma si conferma indispensabile per questa squadra. Se non ha autonomia totale nei 90′, meglio utilizzarlo dall’inizio.)

Parolo 6: La sua è la presenza più tangibile e di sostanza a centrocampo, è anche quello che sbaglia meno palloni.

Biglia 5.5: L’abbiamo detto e lo ripetiamo: da lui ci aspettiamo di più. La qualità non gli fa difetto, la personalità del leader invece sì. (dal 38’st Cataldi sv).




Milinkovic Savic 5.5: La voglia di lottare lo tradisce, gioca però come tutta la squadra un primo tempo di buon livello. Nella ripresa è lui a commettere il sanguinoso errore che permette a Banega di inventarsi il vantaggio, da quel momento non ne azzecca più una.

Felipe Anderson 6.5: E’ un Felipe trasformato, incontenibile a tratti e il fatto che non sia riuscito a segnare quello che sarebbe stato il gol dell’anno è indice della giornata nera a prescindere per la Lazio. Ha acquisito uno spirito di sacrificio impensabile per lui anche solo sei mesi fa. Peccato per l’ammonizione, contro il Crotone mancherà molto.




Immobile 6: Lui stavolta vogliamo assolverlo: non si può predicare sempre nel deserto, non si può essere privi di ricambi e dover correre sempre fino allo sfinimento. La società sa dove può e deve intervenire a gennaio, lui due palloni ha a disposizione e con due palloni fa tremare l’Inter.

Lulic 5.5: Meriterebbe un voto a parte per la versatilità: esterno di difesa, interno di centrocampo o ala d’attacco c’è sempre. Stavolta però si trova a giocare una partita confusionaria, non per colpe del tutto sue. (dal 26’st Lombardi 6: Il ragazzo ha il fuoco dentro, lo aspettiamo contro il Crotone).





L’allenatore Simone Inzaghi 5.5
: Tre appunti: basta regalare gol con la palla servita comodamente agli avversari. Basta il tira e molla con Keita, il ragazzo serve sempre dal primo minuto, finché ci sara prima o dopo la Coppa d’Africa e il mercato. Basta squadra con la lingua di fuori: le partite durano 90′, non 60′, così se sei in vantaggio soffri, se vai sotto ti passeggiano sopra. Fondo e lavoro atletico specifico subito dopo le feste. Per il resto, l’ottimo primo tempo conferma il suo acume tattico che non si cancella certo con una partita.




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