Alla fine, la squalifica che rappresentava il simbolo di quanto i poteri forti fossero contro la Roma, è stata annullata. Non importa la simulazione di Kevin Strootman, non importa il gesto altamente antisportivo con la bottiglietta d’acqua scagliata contro Danilo Cataldi, che ha causato l’espulsione del centrocampista biancazzurro ma non quella dell’olandese, impunito e beffardo con un ghigno di sfida, di chi sa di avere già le spalle coperte.

La lesa maestà gridata al vento da Baldissoni, quella no, non poteva restare impunita: la Roma avrà il suo centrocampista nell’ennesima rincorsa alla vetta, forzata da tutto e da tutti, per una squadra che rincorre la sua sopravvivenza attraverso i risultati. Il circo andrà avanti, così come un anno fa un rigore assegnato un metro fuori area fece “godere di più” chi si giova dello sfottò da derby solo quando vince.

Ma chi conosce il calcio sa che la ruota girerà e prima o poi a lamentarsi per qualche decisione controversa sarà qualcun altro: a parti invertite, godersi i piagnistei a reti unificate, magari accompagnati da qualche interrogazione parlamentare ai limiti dell’immoralità, sarà un vero, autentico, assoluto piacere. Con la consapevolezza che la legge è (quasi) uguale per tutti.

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