Il tifoso prima del calciatore. Il cuore prima della ragione. La passione coincidente con la professione. Cristiano Lombardi, biancoceleste da sempre, ancor prima che la Lazio diventasse parte del suo quotidiano: “La mia lazialità nasce da bambino – spiega l’esterno viterbese ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky –, quando è tutto più bello, vedi la partita e basta. Ricordo solo i 22 che giocano per i colori della nostra Capitale, per i tifosi. Il biancoceleste mi appartiene da sempre e sono innamorato di questa maglia”.

Lombardi inizia da giovanissimo nella scuola calcio del Tuscia, mette in mostra le sue doti e spicca il volo:Sono andato a Siena – prosegue l’attaccante biancocelesteuna società professionistica che è stata per me un’esperienza positiva. Ero nei Giovanissimi mi sono trovato bene con i compagni e con la città, ma nonostante questo ho preferito andare via a 14 anni perché non ero pronto per stare lontano da casa. La Lazio mi seguiva da due anni, ero pronto per questa sfida. Era un’avventura perché i primi anni tutti i giorni dovevo andare al Gentili da Viterbo”.

L’arrivo in biancoceleste, per Lombardi, coincide con il primo contatto con mister Inzaghi:Il mio percorso è iniziato con lui, ero in pre-ritiro estivo, arrivai in prova negli Allievi; ero timoroso nei primi giorni perchè non sapevo se sarei rimasto. Se fossi stato bocciato, mi sarei probabilmente pentito di aver lasciato il Siena. Inzaghi però da subito è stato schietto, mi disse: «Non ti preoccupare tu fai parte della Lazio»”.

Prima gli Allievi, il prosieguo in Primavera e l’arrivo in Prima Squadra. Inzaghi ha seguito la crescita di Lombardi passo dopo passo:Il mister mi ha dato tanto – rivela lo stesso Lombardi –, mi ha preso quando ero bambino, con lui ho espresso il mio miglior calcio. Mi sono trasformato da quando gioco per lui, conosce le mie caratteristiche e le sa sfruttare. Posso solo ringraziarlo, da quando sono con lui sembra tutto fantastico tra campo e panchina, un rapporto fantastico”.

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