di Fabio BELLI

E’ la firma di riferimento per uno dei maggiori quotidiani nazionali come La Repubblica per quanto riguarda il mondo Lazio. In esclusiva per Laziostory, Giulio Cardone si dimostra l’uomo giusto al momento giusto per parlare dell’argomento delicato per eccellenza: il derby. E di cose da dire prima di una stracittadina ce ne sono sempre parecchie…




Anche la classifica dice che questo potrebbe essere un appuntamento fondamentale nella classifica di entrambe le squadre…Non lo vedo comunque come una sfida definitiva per le sorti delle due formazioni, dopo il derby ci saranno altre partite importanti da qui fino a Natale. Sarà una tappa di un percorso importante, come quello che ha intrapreso la Lazio che sta facendo molto di più di quanto ci si poteva aspettare in estate. Nel caso arrivasse anche nel derby un risultato positivo, è chiaro che la squadra di Inzaghi potrà alzare l’asticella degli obiettivi. Mi aspetto la solita partita molto tesa, con uno scenario di pubblico non più all’altezza. Spero invece che sia all’altezza la partita, al di là della tensione che sempre la caratterizza.

L’assenza di Salah potrebbe stravolgere lo spartito tattico della partita?Salah è un giocatore molto importante per la Roma, è inutile negarlo, perché dal punto di vista delle verticalizzazioni e della velocità è fondamentale e aiuta a creare moltissime occasioni da gol. Impiegando El Shaarawy la Roma potrebbe confermare il suo canovaccio tattico, oppure Spalletti potrebbe fare una scelta tipo Napoli, col tecnico toscano spinto verso un atteggiamento più accorto e concreto. Da questo punto di vista potrebbe essere un vantaggio per la Roma, con la Lazio più in difficoltà nel muoversi tra gli spazi.




Inzaghi invece come dovrebbe comportarsi?Sicuramente se giocherà El Shaarawy gli spazi non si potranno lasciare a cuor leggero alla Roma: la Lazio dovrà attaccare ma con equilibrio, dovrà interpretare in maniera compatta le due fasi altrimenti la Roma sarà micidiale negli spazi. Inzaghi avrà però sicuramente notato che la Roma quando è attaccata e pressata va in difficoltà, come è accaduto nel secondo tempo di Bergamo. Io penso che la Lazio debba aggredire con equilibrio, questo dovrà essere un po’ lo slogan.




Dopo la bufera estiva, nessuno si aspettava una concretezza e una compattezza tale del gruppo di Inzaghi… “Il tecnico mi ha colpito molto, è arrivato tra il caos Bielsa e il caso Keita, due situazioni veramente complicate da gestire. Inzaghi ha iniziato a lavorare ad Auronzo praticamente con una banda di ragazzini più Radu e Lulic, ma partendo da questo è riuscito a creare una squadra con la S maiuscola, ha ridato uno spirito di appartenenza al gruppo Lazio. Adesso i giocatori si aiutano in campo e lottano l’uno per l’altro: da qui Inzaghi ha saputo rigenerare Felipe Anderson e lavorare bene sui singoli. Quando Parolo, uno dei leader della squadra, dice: “Io per Inzaghi giocherei anche in porta”, rende tutto il senso del lavoro compiuto da Simone Inzaghi finora.




Marchetti e De Vrij hanno giocato in amichevole col Capranica: giusto rilanciarli nel derby?E’ una domanda abbastanza difficile, per Inzaghi non sarà facile scegliere. Strakosha mi è piaciuto sempre molto, è un giovane capace di dare garanzie ma non rinuncerei all’esperienza di Marchetti nel derby contro la Roma. Con De Vrij in campo qualcuno dovrebbe uscire: Basta potrebbe essere particolarmente utile nell’uno contro uno contro un giocatore molto pericoloso come Perotti. Inzaghi potrebbe stupire avanzando Lulic, spostando Radu a sinistra e schierando Wallace e De Vrij in coppia al centro della difesa, sacrificando Keita ed utilizzandolo a partita in corsa, quando la Roma sarà un po’ stanca ed il senegalese potrebbe fare molto male. Credo che sia un’idea che frulla nella testa di Inzaghi, anche se ovviamente non posso sapere ora se si concretizzerà.

Per completare la squadra a gennaio, si dovrà puntare sull’attacco? E su chi si dovrebbero rivolgere le attenzioni della società?Non sono molto originale, dico Paloschi perché lo vedo benissimo a Roma come vice o come spalla di Immobile. Non è stato valorizzato a Bergamo, fa solo panchina e nella rosa della Lazio potrebbe interpretare diverse soluzioni. Si parla anche di Cerci ma lo vedo più complicato da gestire caratterialmente, Paloschi mi sembra più maturo e capace anche di sopportare una situazione in cui non è il titolare. Ha un modo di giocare un po’ all’Inzaghi, sa attaccare molto bene la porta.




Un’ultima considerazione sulla vicenda Scudetto 1915, che potrebbe portare a compimento un lavoro lungo un anno e mezzo, ma che in realtà affonda le sue radici ad oltre cento anni fa…Da cronista posso dire che mi piacciono più le notizie che le opinioni e il lavoro portato avanti dall’avvocato Gian Luca Mignogna e da tutti coloro che hanno sostenuto la rivendicazione è stato eccezionale, perché ha portato a galla delle notizie che coerentemente dovrebbero portare all’assegnazione ex aequo dello scudetto 1915 alla Lazio e al Genoa. Questo per tutto ciò che è emerso nel lavoro di ricostruzione dei fatti accaduti in quel campionato: è stato assurdo non fare disputare quella finale, la Lazio era una buona squadra e non si poteva dare per scontata la vittoria del Genoa, tanto più che la Lazio era campione dell’Italia Centrale ed il Genoa non ancora campione dell’Italia Settentrionale. La Repubblica come testata ha dedicato molto spazio alla vicenda pubblicando anche parte della relazione della Commissione dei Saggi. Se la Commissione ha espresso un parere, dopo un’ampia analisi e ricostruzione della vicenda, che stabilisce come sia giusto riconoscere l’ex aequo, credo che la FIGC non possa fare altro che recepire questo parere e procedere all’assegnazione. Capisco che si tratterebbe di una decisione politicamente spinosa: la Lazio è sempre stata scomoda, una società che ha vissuto situazioni difficili e questa non è da meno. Credo che l’esito dell’assegnazione del titolo sia meritato anche come forma di giustizia verso quei ragazzi che hanno dato tanto all’Italia, per le perdite ci sono state e per il richiamo alle armi che è stato rispettato con il contributo devastante di vite umane che ha portato quella Guerra. Ancor più giusto è rispettare la notizia, tornando all’inizio del discorso, che è emersa da tutta questa vicenda, rappresentata dal parere della Commissione dei Saggi, che non è vincolante nella forma ma credo lo sia nei fatti e che ha valutato come un atto di giustizia l’assegnare l’ex aequo a Lazio e Genoa. Confido nella ricostruzione storica precisa che è emersa e come tutti i tifosi laziali credo che si possa arrivare a questo meritato, terzo scudetto.




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